Malek, Mahmood, Wardal: tre cicloni d’Egitto a confronto

L’Egitto è  una delle terre più affascinanti e antiche del mondo. Da qui, dalla  terra dei faraoni  provengono  tre uomini, tre incredibili performer; osserviamo  tre generazioni di artisti a confronto nel 2019.

La vittoria di Rami Malek , premio Oscar come miglior attore protagonista, è la prima vittoria dell’Egitto e di tutto il Middle East in Hollywood. Rami Malek è superlativo interprete di Freddie Mercury ( Farouk Bulsara ) in Bohemian Rhapsody.

Ma ancora l’Egitto è numero uno quest’anno con la assoluta vittoria di Mahmood al 69 Festival di San Remo . Mahmood è nato in Italia da madre italiana e padre egiziano . A maggio Mahmood rappresenterà l’Italia al Eurovision Song Contest a Tel Aviv. Mahmood è il favorito dalla critica , essendo l’Eurovision in Israele,  vedremo chi sarà il vincitore.

A commentare l’ascesa di queste due star vi è una terza Star, italo-egiziano  che vive da anni fra San Francisco e Il Cairo,  è  il conte Federico Wardal.
Wardal divenne negli anni ottanta e novanta  il numero uno del “teatro trasgressivo europeo”. Nato in Italia, divenne alcuni anni fa  popolarissimo nel mondo arabo per la sua donazione di manoscritti antichi della sua dinastia alla leggendaria Bibliotheca Alexandrina di Alessandria d’Egitto , dove l’antenata del Conte di Wardal , Cleopatra VII , fu ultima “ vestale“ dell’antica Bibliotheca Alexandrina.


Wardal era  intimo di Fellini, Marlene Dietrich, e di Dalida altra italiana famosissima nel mondo arabo e tutt’ora famosissima, nonostante il suo suicidio nel 1987.
Attualmente impegnato negli horror short art film”Seneca telling” dove incarna un’entità che perseguita Seneca in fin di vita. Federico Wardal ci dice al telefono “voglio girare presto Federico e Fellini per i 100 anni dalla sua nascita voglio far vedere al mondo il genio del cinema Italiano da un angolatura totalmente nuova.

Stimo molto Rami Malek vorrei interpretasse me da ragazzo, ero esotico, bellissimo ma stralunato poi alla corte di questo incantatore di serpenti, Fellini,  lui era  il domatore  in una selva di tigri. Il set di Casanova, la mia fuga, l’intesa e i segreti che ci legavano, tutto era avvolto dalla nuvola viola del destino che ci ha poi allontanato. Solo Rami può rappresentare oggi la mia sensibilità di giovanissimo, solo lui trasformerebbe l’opera in un cult”.

 


Wardal  è un fiume in piena e ci dice anche “l’Egitto è sempre più vivo in Italia,  son felice per Mahmood,  lui si che mi piace moltissimo, dalla sua canzone si comprendono le sue lotte col padre esattamente  come io stesso  ho lottato col mio  di padre, un uomo conservatore,  potente e duro. Ma io ero  forte,  forse anche  data  la mia  ava Cleopatra,  non mi feci intimorire e continuai pur di vivere nell’arte,  per la mia unica strada.”

Questi tre artisti pare abbiano creato un meraviglioso ponte d’oro tra L’Egitto, l’America e l’Italia in nome dell’arte mettendo davanti a tutti se stessi a nudo o  vestiti solo della loro anima.