Certi brani non hanno bisogno di presentazioni elaborate. “Tra cielo e terra” di Marco Forti, con la voce di Cristiano Romanelli, arriva con la semplicità delle cose vere e lascia il segno. Marco ci ha raccontato come è nato e dove sta andando.

Marco, “Tra cielo e terra” è un brano che nasce da un’idea molto precisa, un momento magico che avviene di notte tra chi c’è ancora e chi non c’è più. Come ti è venuta questa idea, e quanto ci hai messo a trasformarla in canzone?

Grazie per quest’intervista e per la domanda molto profonda e precisa, devo dire! Ciao a tutti!

È un brano sì, che parla di questa interconnessione con noi quaggiù e con chi invece non c’è più, immaginandoci veri e propri dialoghi, di notte, andando un po’ oltre, con la nostra fantasia, per staccare un po’ dalla routine giornaliera, che non ci permette di essere così “lucidi” … Ho preso ispirazione per quest’idea sempre leggendo alcune poesie di Marco De Alexandris e da alcune vicissitudini della sua storia che mi ha catturato sin da subito, dal nostro primo incontro, 15 anni fa, quando ho avuto l’onore di conoscerlo, casualmente. Diciamo che il lasso di tempo, a partire dall’idea di scrivere una “canzone per la notte” al desiderio di trasformarla poi in musica e renderla reale non è stato poi così lungo; anzi abbastanza spontaneo e rapido (un mesetto e mezzo scarso, dall’idea originale al pezzo finito, arrangiato e, successivamente, pubblicato)

Cristiano Romanelli firma questo brano sia come voce che come produttore artistico dell’intero album. Ascoltandolo si sente che le due voci non si inseguono, stanno insieme con naturalezza. Com’è nato questo equilibrio, e quanto ha cambiato il pezzo il suo arrivo dentro la canzone?

Ammetto che la voglia di fare un pezzo insieme “a 4 mani” c’era già da un po’. Lavorando insieme anche alle altre canzoni del disco, stavamo pensando per l’appunto di unire ancora di più le forze e le nostre esperienze artistico-personali per creare un qualcosa che effettivamente mancava all’interno dell’album. Ed ecco che durante uno dei nostri incontri, mentre stavamo lavorando sulla struttura di questo brano, nasce l’idea di collaborare con un featuring ufficiale. La particolarità di Cristiano, che non si vede tutti i giorni anzi, quasi mai, artisticamente ed umanamente parlando, è proprio quella di “entrare” in un lavoro che non sia il suo, senza sovrastarlo o cambiandone troppo l’essenza di quel progetto specifico. Di certo il suo arrivo dentro la canzone ha portato delle migliorie e quel valore in più che cercavamo e che mancava, senza strafare troppo; senza modificare l’originalità dell’idea

Ascoltando il brano si sente una costruzione molto calibrata, gli arrangiamenti di Simone Cerratti sembrano sposare davvero il senso del testo, quasi un’atmosfera sospesa tra il terreno e qualcosa di più alto. Però mi chiedo: in certi momenti il brano sembra quasi trattenere qualcosa, come se potesse esplodere e invece non lo fa. È una scelta consapevole o è venuto così?

Simone Cerratti ha fatto un ottimo lavoro, negli arrangiamenti di tutto il disco e lo ringrazio, colgo l’occasione, perché è raro trovare un “sarto” che riesca a “cucirti su misura” il vestito giusto e, nel corso degli anni, tra le mie esperienze ne ho trovati molto pochi di professionisti come lui! Il fatto che il brano, in alcuni momenti sembra esplodere ma non lo fa, restando in balìa delle onde è stata una scelta consapevole subito dopo però essendo arrivati a questa sensazione casuale, mentre stavamo lavorando alla struttura. Se ci pensiamo la vita è un po’ così: sembra che qualcosa esploda ma, in certi momenti, si trattiene e questo concetto lo dettagliamo quando diciamo <<ti chiedi come mai, come niente cambi mai … >> Spesso, le idee migliori vengono senza troppo pensarci. Sta a noi poi prenderne atto e dargli un senso ancora più profondo

L’album che arriverà si chiama “Forza di Vivere” e nasce in gran parte dai testi poetici di Marco De Alexandris. “Tra cielo e terra” invece ha una genesi diversa. Come convivono queste due anime nell’album, e cosa ti aspetti che il pubblico ci trovi?

Esattamente. Rispetto agli brani, “Tra Cielo e Terra” non è un riadattamento musicale che si rifà alle poesie di Marco ma nasce, come anche “Ma Che Colpa Ne Ho”, singolarmente e, senz’altro ispirato alla sua storia e al suo vissuto, mescolandoci però la mia esperienza artistico-personale e soprattutto un mio umile punto di vista. Convivono bene insieme perché comunque tutti i brani del disco hanno un unico concept ben definito e preciso; ovvero quello di trovare sempre la forza interiore di vivere; nonostante ci si senta “stanchi”! Mi aspetto da questo disco che il pubblico ci trovi un po’ di sé, nei testi. Mi aspetto che qualcuno si faccia qualche domanda; tipo un esame di coscienza ma non nella visione negativa del termine ma inteso proprio come una vera e propria rinascita personale, nei confronti della propria vita. Mi aspetto che la gente si possa ritrovare nel messaggio di Marco De Alxandris e nelle mie musiche, perché alla fine stiamo tutti sulla stessa barca, come si dice: chi ha uno yacht, chi una nave, chi una zattera … comunque sempre sulle stesse acque navighiamo e, storie come quella di Marco De Alxandris, a cui la vita ha sempre remato contro mentre lui ha trovato e trova sempre, tuttora, il coraggio e la forza di “abbracciarla” e “perdonarla”, dovrebbe servirci da monito e da insegnamento. Questo mi aspetto e se è vero che la musica unisce, prevedo solo cose belle dall’uscita di questo mio secondo progetto discografico!

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