Di Alessandro Cunsolo, Direttore di MondoSpettacolo.com
Roma, 29 novembre 2025
Più di 3.000 video, oltre 15.000 visualizzazioni giornaliere, pupazzi fatti a mano, ricostruzioni 3D da togliere il fiato e il primo posto su YouTube per ricerche come “Primo Triumvirato”, “Crociate” o “Orlando Furioso”. Marco Mellace, meglio noto come Flip Prof, è il professore di storia che ha trasformato la didattica in un fenomeno virale, dalla scuola al lockdown, da YouTube alla TV nazionale e internazionale. Ecco la sua storia completa, senza filtri.
Com’è nata la tua passione per la didattica innovativa e il metodo della Classroom?
È nata in modo graduale, come un insieme di tasselli che si sono messi insieme. Ricordo che tutto è cominciato nel 2017, quando il dirigente scolastico di allora, Stefania Chimienti, mi consigliò di seguire un corso sulla Classroom, conoscendo le mie competenze informatiche e volendo aiutarmi a stare al passo con i tempi, soprattutto per quanto riguarda le avanguardie della didattica. All’epoca facevo parte del team per l’animazione digitale della mia scuola e così andai a frequentare un corso a Roma Trastevere sulla Classroom. Lì conobbi Claudio Marchesano, che considero un maestro della Classroom, e nacque subito un’amicizia. Lui intuì le potenzialità e la passione che avevo.
Claudio mi ha illuminato sul concetto della didattica capovolta: l’insegnante, invece di spiegare in classe, consiglia agli studenti di vedere un contenuto digitale, come un video, realizzato da lui o suggerito da lui. Il giorno dopo, la classe si riunisce in gruppi per discutere l’argomento del video, formando una sorta di cooperative learning. Se un alunno non ha capito, il docente rispiega il tutto. Questo metodo consente di somministrare l’argomento prima e sviluppare la discussione in classe il giorno dopo.
Nel tempo ho maturato questa passione anche aprendo un canale YouTube dove ho creato contenuti multimediali utilizzati sia dagli alunni come supporto allo studio pomeridiano sia dai colleghi come supporto alle lezioni frontali. Oltre tremila video, con una media di quindicimila visualizzazioni al giorno, vengono utilizzati in vari modi. Il nome è rimasto, ma gli approcci didattici e di supporto sono svariati, ed è per questo che Flip Prof è diventato così famoso a livello nazionale e internazionale.
Nel settembre 2017 ho deciso di aprire questo canale proprio per supportare quei colleghi che avevano qualche difficoltà con il digitale.
Qual è stato il momento che ti ha spinto a lanciarlo e come hai gestito il boom di visualizzazioni durante il lockdown nel 2020?
Ho lanciato il canale il 6 settembre 2017. I primi due anni sono stati una palestra per capire il modo migliore per arrivare agli studenti, tenendo conto dei diversi stili di apprendimento. Nel 2019-2020 c’è stato un boom fortissimo, con Flip Prof che ha raggiunto oltre un milione di visualizzazioni. I video sono diventati virali e ancora oggi occupano le prime posizioni nel ranking di YouTube; ad esempio, digitando argomenti come “Il primo di un mirato”, “Il secondo triumvirato”, “Le crociate”, o anche “Orlando Furioso” e “Gerusalemme Liberata”, i video di Flip Prof sono al primo posto.
Questo è un motivo di grande soddisfazione per me. La risonanza del canale è aumentata moltissimo. Nel settembre 2020 Gabriella Persiani di TGCOM mi contattò per una intervista; all’inizio pensavo fosse uno scherzo, ma da lì è nato un exploit a livello mediatico nazionale e internazionale. Oggi Flip Prof è conosciuto anche a livello mondiale: New York, Londra e tanti altri luoghi. Sono molto felice.
Come realizzi le tue ricostruzioni 3D, che sono un elemento distintivo, dall’Acropoli di Atene al Partenone, da Cerveteri Etrusca a Morgantina in Sicilia?
Di solito utilizzo Blender o SketchUp, che sono gli ambienti di sviluppo che preferisco. Poi uso motori di rendering per mostrare il prodotto finito sotto forma di immagini 3D. Per quanto riguarda i pupazzetti, sono fatti a mano; questo è il punto di forza dei video, che risultano molto inclusivi e piacciono molto proprio perché sono artigianali. Il 95% dei video sono realizzati interamente da me. Negli ultimi tempi ho inserito un po’ di intelligenza artificiale, ma sempre utilizzando materiale mio, per mantenere un approccio sensato e artigianale.
Hai avuto apparizioni su canali nazionali e internazionali come Freedom con Giacobbe Pitaro. Qual è stata l’esperienza più emozionante e come ha influenzato il tuo lavoro?
Sono state molte esperienze emozionanti. Essere ospite su France 2 è stato molto emozionante: credo di essere stato il primo docente italiano a comparire su questa rete di Stato francese, e probabilmente anche su quella giapponese. Ognuna di queste esperienze mi ha dato qualcosa. Sono il risultato di tanto sacrificio. Mi hanno insegnato l’importanza di dedicare sempre più attenzione, precisione e cura ai miei lavori, perché possono essere utili alle persone e creare qualcosa di funzionale e utile per la collettività.
Su Canale Dieci hai condotto format come Storia Animata con pupazzi. Come sei passato dal mondo digitale di YouTube alla televisione tradizionale?
Oltre alle apparizioni su RAI, Mediaset, France 2 e altre reti internazionali, il passaggio fisso alla televisione è avvenuto grazie all’amico Marco Cecini, che nel 2021 mi invitò nella sua trasmissione Eternitas. Ho parlato del Circo Massimo e del Colosseo con le mie ricostruzioni 3D e da allora la collaborazione con la televisione è continuata, anche con Andrea Contorni, regista di Storia Animata.
Ora siamo alla seconda stagione di Storia Animata su Canale Dieci, che ha avuto un enorme successo. Inoltre, ho condotto “Orme Antiche e Moderne”, una serie di grande successo andata in onda il sabato in prima serata. La televisione ha intenzione di realizzare probabilmente una seconda stagione, dato l’apprezzamento del pubblico.
Molte persone mi fermano per strada per i complimenti e sono felice che questi lavori siano utilizzati dagli studenti e dai colleghi, contribuendo a ridurre la dispersione scolastica.
Collabori anche con Talk City, dove hai avuto una trasmissione radiofonica.
Sì, l’anno scorso ho condotto “La Storia Infinita”, poi rinominata “La Storia in 3D”, con Corrado Orfini, a cui sono molto grato per lo spazio che mi ha dato. Amo la radio, intervistare, fare imitazioni, suonare la chitarra, scrivere musica, disegnare e cucinare: ho molte passioni.
Il British Museum ha mostrato interesse per la tua ricostruzione del Partenone, giudicata da molti la più bella al mondo. Hai scritto diversi libri, l’ultimo in uscita a ridosso di Natale, “La spada di Troia”.
È un racconto di narrativa rivolto principalmente ai ragazzi, ma adatto a tutti, con una sceneggiatura che potrebbe diventare un romanzo in stile Ken Follett, Valerio Massimo Manfredi o Andrea Frediani.
Tra i momenti emozionanti c’è stato anche l’incontro con Andrea Frediani e il professor Canfora, ospite sul mio canale per parlare della grande guerra del Peloponneso e del suo libro.
Questa passione mi sta facendo conoscere tante persone che amano la cultura e la promuovono con passione, e questa è per me la ricchezza più grande.

Ti ringrazio, Alessandro, per questa intervista, è stato un vero piacere parlare con te.
