Di Dino Tropea

Maremma Stories porta sul lago un intreccio di poesia, musica e danza, trasformando il borgo in un teatro a cielo aperto.

Trevignano Romano 12 settembre. Ci sono eventi che nascono per intrattenere e altri che hanno l’ambizione, più rara, di restare nella memoria. Maremma Stories appartiene a questa seconda categoria. Non è un semplice spettacolo, non è una somma di appuntamenti ben organizzati: è un percorso, un filo che lega piazze, artisti e spettatori in un unico respiro. La sua bontà non sta soltanto nella qualità degli interpreti, ma nella visione che lo attraversa: l’idea che l’arte, quando mescola musica, parola e gesto, può ancora diventare un’esperienza trasformativa.

Il 12 settembre il borgo di Trevignano Romano, adagiato sulle rive del lago, diventerà uno scenario ideale. Non un luogo qualunque, ma un punto di passaggio che ha visto nei secoli culture, popoli e storie incrociarsi. Qui il progetto firmato da Paola Lorenzoni prende vita, confermando come il territorio possa diventare palcoscenico naturale quando è attraversato da una narrazione forte e coerente.

La serata sarà aperta da Maria Rita Laugeni, musicista e attrice, capace di scaldare il pubblico nella Piazzetta dello Scambio. Con lei, la musica non è solo melodia: diventa invito, preludio, promessa di ciò che sarebbe arrivato dopo.

Alle 20:00 il passo si farà più intimo e letterario, davanti alla libreria In Itinere. Qui Lorenzoni darà voce ai grandi poeti della lingua italiana, accompagnata dalla chitarra e dalla voce di Nicola Buffa. Un momento di grazia, in cui la poesia non sarà solo parola scritta , tornerà ad essere carne, suono, emozione. Versi che parlano di Maremma, di paesaggi interiori ed esteriori, troveranno eco negli occhi del pubblico, che sarà guidato poi verso la Piazza del Comune.

Ed è sul Palco Ginori Conti che il ritmo cambia. Lì prenderà forma il concerto del Mediterranean Jazz Quartet, composto da Nicola Buffa (chitarra), Francesco Bignami (pianoforte), Bruno Zoia (contrabbasso) e Cesare Botta (batteria). Quattro musicisti che fondono tecnica e passione, tradizione e innovazione. Il jazz, lingua universale dell’improvvisazione, si mescola con i richiami del Mare Nostrum, evocando viaggi, porti, incontri, contaminazioni. Non un concerto come tanti, ma un abbraccio sonoro che porta lo spettatore dall’Etruria magica fino ai confini del Mediterraneo.

A impreziosire la serata la danza magnetica di Emanuela Amina, che con la sua performance di danza del ventre aggiune una dimensione visiva e corporea al racconto. Ogni gesto, ogni movimento, è una parola non detta, un ponte tra il rito antico e la sensibilità contemporanea. Una presenza che incanta, rendendo la musica ancora più viva, tridimensionale, palpabile.

La bontà di Maremma Stories sta nella sua capacità di essere molte cose insieme senza perdersi. È poesia che diventa canto, musica che diventa danza, teatro che diventa comunità. È la dimostrazione che la cultura non è una formula astratta, ma un incontro concreto tra artisti e pubblico, in spazi reali, sotto un cielo che sembra anch’esso spettatore.

Il filo conduttore è chiaro: un viaggio che parte dall’Etruria, evocata dai poeti e dalla storia, attraversa la Maremma descritta con forza letteraria, si apre a Roma e al Lazio, fino ad abbracciare l’intero Mediterraneo, culla di civiltà. È un viaggio geografico e simbolico, che trasforma Trevignano in crocevia di suggestioni e riflessioni.

Da osservatore, non si può non notare come la riuscita di questo progetto stia anche nella scelta di non restare chiusi in una sola forma artistica. Qui c’è il coraggio della contaminazione: la poesia incontra il jazz, la danza incontra il teatro, la musica accompagna il silenzio e viceversa. È un’operazione che richiede cura e intelligenza, perché il rischio della dispersione è sempre dietro l’angolo. E invece, in Maremma Stories, ogni elemento sembra al suo posto, armonizzato da un disegno preciso.

Il pubblico, accompagnato da una tappa all’altra, non sarà spettatore passivo, ma parte di un pellegrinaggio laico e artistico. Le piazze, trasformate in palcoscenici, hanno ricordato che l’arte è sempre, prima di tutto, condivisione.

In definitiva, Maremma Stories si rivela un progetto che unisce qualità artistica e visione culturale, capace di trasformare un borgo in un teatro diffuso e un pubblico in comunità viva. È uno spettacolo che non si limita a intrattenere, ma che lascia tracce, apre strade interiori, richiama radici e futuro insieme.

E come osservatore non posso che concludere con una convinzione che nasce dall’anima stessa di ciò che ho vissuto:

«Maremma Stories non è solo uno spettacolo, è un viaggio dell’anima. Vogliamo che chi partecipa torni a casa con la sensazione di aver attraversato secoli e mari, accompagnato dalla forza della musica, dalla bellezza della poesia e dal fascino di un borgo che diventa teatro a cielo aperto.»

Un progetto così merita attenzione, perché non si limita a raccontare la bellezza: la fa vivere.

Per comunicati, accrediti stampa, segnalazioni e materiale informativo scrivere a: dino.tropea@mondospettacolo.com

Di Dino Tropea

Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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