“Sono Maria Cristina Bellelli, lady chef, ristoratrice e studiosa. Se dovessi riassumere la mia identità, direi che sono una donna che usa la cucina come chiave di lettura della storia. Per me la ristorazione non è mai stata solo una questione di tecnica o di accostamenti di sapore, ma un atto culturale profondo. Unisco la passione per la grande tradizione culinaria e la salute all’indagine storica, traducendo nei miei piatti vicende, simboli e tradizioni che il tempo ha spesso cercato di cancellare”.

“Le mie “Cene Eretiche” sono dei veri e propri viaggi storici ed enogastronomici dedicati a chi, nel Medioevo, scelse la via del dissenso spirituale, in particolare i Catari. Non sono semplici cene a tema, ma percorsi filologici: ogni portata è studiato per evocare il misticismo, la purezza e le privazioni dei Catari. I Catari avevano un rapporto sacrale e rigoroso con il cibo (rifiutavano la carne e tutto ciò che nasceva da coito, prediligendo il pesce, i vegetali e il pane azzimo). Nelle mie cene rielaboro questi concetti e, tra una portata e l’altra, guido i commensali nel racconto della loro epopea, dei loro rituali come il Consolamentum, e della tragica fine della crociata albigese. È un modo per fare cultura nel modo più puro del termine studiando la storia”.

“L’arte e la ricerca culturale sono le fondamenta della mia vita, qualcosa che porto nel sangue. Essere una discendente della famiglia Bellelli ,indissolubilmente legata al genio di mio prozio Edgar Degas, che ci immortalò in uno dei suoi quadri più celebri , significa essere cresciuta con il culto della bellezza, del dettaglio e della memoria. Questa sensibilità si riflette nella mia scrittura per Il Giornale, dove mi occupo di cultura e stili di vita, e della mia filosofia gastronomica. I premi ricevuti per il binomio “alimentazione e salute” nascono proprio da qui: i Catari cercavano la purezza spirituale anche attraverso l’alimentazione, ed io credo che la ristorazione moderna debba recuperare quella sacralità. Mangiare bene, con ingredienti puliti e di altissima qualità, è la prima forma di rispetto per la nostra salute.

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