Intervista esclusiva di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo
Maria Luisa Anele, attrice nata a Paola (CS) nel 1990 e residente tra Firenze e Roma, ha un percorso artistico che parte dalla musica e dal canto per arrivare alla recitazione come scelta consapevole. Attraverso la voce ha scoperto il potere di condividere emozioni con il pubblico; con la recitazione, invece, ama immergersi in pensieri e punti di vista diversi, cercando sempre la verità del momento. Affascinata dai dialetti e dalle inflessioni regionali, predilige personaggi ironici e sorprendenti che lasciano spazio alla spontaneità. Nel 2026 è nel cast del film “Prendiamoci una pausa”, con anteprima nazionale il 14 gennaio. In questa intervista esclusiva, Maria Luisa racconta il suo passaggio dalla musica al cinema, il ruolo nel nuovo film e la sua visione dell’arte come ascolto e reazione.
Maria Luisa, complimenti per il tuo percorso affascinante: nata a Paola nel 1990 e divisa tra Firenze e Roma, come è nata la tua passione per la musica e il canto, e qual è stato il momento in cui hai sentito che la recitazione poteva diventare la tua strada principale?
La musica è stata una compagnia fin da bambina. I miei genitori mi hanno da sempre trasmesso questo amore ed io ho seguito quell’attitudine lasciando che prendesse forma nel canto. Con il tempo ho capito che la recitazione era un altro linguaggio che sentivo necessario; un modo per raccontare emozioni e punti di vista, per parlare non solo con la voce, ma con tutto ciò che si prova dentro.

Hai iniziato condividendo emozioni attraverso il canto: in che modo questa esperienza vocale influenza oggi il tuo approccio alla recitazione, soprattutto nell’ascolto e nella reazione sul set?
Il canto mi ha insegnato ad ascoltare, a sentire l’eco delle emozioni negli altri e a modulare la mia espressione. Sul set, quell’allenamento all’ascolto e alla presenza mi aiuta a reagire in modo autentico e a restituire ciò che sento, senza forzare nulla.
Dici di cercare sempre “la verità del momento” ascoltando e reagendo: qual è stata la lezione più importante che hai imparato sul set che ti ha aiutata a trovare questa spontaneità?
Ho imparato che la spontaneità nasce dall’essere presenti, dall’osservare davvero ciò che succede intorno a te e dentro di te, senza giudicare o anticipare. Ogni scena ha una vita propria e per rispettarla, bisogna saper accogliere ciò che arriva in quel momento.
Ti affascinano i dialetti e le inflessioni regionali come strumenti espressivi: quali dialetti hai esplorato di più finora, e ce n’è uno che ti ha particolarmente aiutata a entrare in un personaggio?
Mi piace giocare con i dialetti e le inflessioni, perché aggiungono sfumature e ritmo ai personaggi. In questa ultima esperienza mi sono confrontata soprattutto con il dialetto romano. Tra amici e serate romane condivise, non è stato tanto uno studio quanto un intrecciarmi naturale con il loro modo di parlare e di stare insieme. Mi affascina molto anche il siciliano, che sento vicino per radici e musicalità, quasi un cugino del calabrese. I dialetti per me sono strumenti vivi, e chissà quali altri serviranno in futuro.
Prediligi personaggi ironici e sorprendenti che lasciano spazio alla libertà: qual è stato il ruolo – teatrale o cinematografico – in cui ti sei sentita più libera di essere te stessa?
I ruoli ironici e sorprendenti mi permettono di esplorare parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste… la leggerezza, il gioco, l’improvvisazione. In quelle esperienze ho capito quanto sia liberatorio e intenso riuscire a portare autenticità senza filtri, e quanto questo lasci anche spazio a chi guarda per sentire qualcosa di vero.

Passiamo al film “Prendiamoci una pausa”: raccontaci come hai ottenuto il ruolo e cosa ti ha colpita di più della sceneggiatura quando l’hai letta per la prima volta.
Il ruolo è arrivato dando spazio all’improvvisazione e andando oltre il copione, cercando più varianti possibili. È stato proprio quel margine di libertà, quel modo di abitare la scena senza rigidità, a fare la differenza. La sceneggiatura mi ha colpita per il ritmo e per lo spazio lasciato ai rapporti tra i personaggi, più che alle parole in sé.
Nel film interpreti un personaggio in un contesto di relazioni e pause emotive: qual è stato il momento sul set che ti ha emozionata di più, e come hai lavorato per rendere autentiche le reazioni della tua protagonista?
Non c’è stato un momento preciso, ma l’esperienza nel suo insieme. La scena prendeva forma grazie allo studio fatto, alle indicazioni del regista e a ciò che arrivava dagli altri attori… È sul set che tutto si costruisce davvero. Io ho cercato di sentire il personaggio fino in fondo e di lasciarlo andare, senza forzature.
L’anteprima nazionale è il 14 gennaio e sarai presente: cosa provi all’idea di mostrare questo film al pubblico per la prima volta, e quali aspettative hai sulle reazioni degli spettatori?
È una gioia poter condividere il lavoro con chi guarda. Non aspetto reazioni precise… il bello è vedere come ognuno porta con sé ciò che sente e percepisce, come il film riesce a parlare in modi diversi a ciascuno.

Lavori con l’agente Emanuela Corsello dello Studio Lamia: come è nata questa collaborazione, e in che modo ti supporta nel navigare il mondo del cinema e del teatro?
La mia collaborazione con Emanuela è basata sulla fiducia, sull’ascolto e su quell’empatia che la contraddistingue. Questo mi permette di sentirmi accompagnata nel percorso, di avere uno sguardo attento sul mio lavoro e sulle scelte, lasciandomi la libertà di concentrarmi su ciò che per me conta davvero: il processo artistico.
Ultima: guardando al futuro, quali sono i tuoi sogni – altri film, un ritorno al canto, ruoli più drammatici o ironici, o magari un progetto personale che unisca musica e recitazione?
Guardando al futuro, desidero continuare a crescere come attrice, attraversando storie che mi mettano in ascolto e mi chiedano verità. Mi interessa una recitazione sempre più essenziale, dove il lavoro interiore conta più dell’effetto e ogni ruolo diventa un’occasione per affinare presenza e consapevolezza.
Fonte: Esclusiva Maria Luisa Anele per MondoSpettacolo.com
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