Martina Amoro: “Sono una pantera in incognito”

Martina Amoro: è la sensualissima protagonista del nostro editoriale di oggi, vediamo di conoscerla insieme con questa intervista.

Martina Amoro, benvenuta su Mondospettacolo, come stai innanzitutto?

Ciao Alex, ne approfitto di questo spazio per ringraziarti dell’opportunità di apparire sul tuo portale. Saluto anche tutti i lettori di Mondospettacolo. Per rispondere alla tua domanda: non mi posso lamentare. Sono finalmente in un periodo propizio della mia vita, che si sta schiudendo dopo anni di stasi creativa e chiusura in me stessa. Questo si risolve in una grande fiducia, da parte mia, nel futuro prossimo.

Come, quando e perché hai deciso di diventare una fotomodella?

In realtà diventare fotomodella non rientrava, inizialmente, nel mio piano di carriera: non ho mai pensato di avere i requisiti per entrare in questo mondo e quindi non ci pensavo affatto. Ho una grande passione per la moda da molti anni, certo, ma ho sempre scisso la mia vita da questa dimensione artistica. Un giorno, per gioco, ho deciso di rinnovare il mio profilo Instagram grazie all’aiuto della mia sorellina, che ha un gran potenziale da fotografa nonostante sia ancora molto piccola e, grazie a una foto di nudo artistico incentrata anche molto sul viso, ho iniziato a essere contattata da alcuni fotografi. Da lì è stata una reazione a catena e credo di aver fatto della mia estetica particolare un marchio di fabbrica, seppur nel mio piccolo.

Sei la protagonista di tantissimi servizi fotografici, quali tra questi ricordi con maggiori emozioni?

Premetto che ho amato ogni singolo shooting poiché da ognuno ho tratto sfaccettature di me stessa più o meno differenti, “costruite” in simbiotica collaborazione con ogni fotografo. Ognuno ha saputo fornirmi degli strumenti affinché emergessero vibes diverse del mio animo, pur mantenendo una certa coerenza identitaria. Ma se dovessi scegliere il servizio fotografico che ho amato di più, direi quello con Sirio Serughetti, che mi ha fatto esprimere la sensualità al meglio, e mi ha portato a immedesimare nel personaggio che volevo rappresentare, facendo sì che compissi una vera e propria interpretazione recitativa.

Ti definisci più bambola o più pantera?

Mi definisco una donna di estremi che si compenetrano: questi spesso lottano tra loro ma alla fine si acquietano trovando un loro equilibrio interno. Sono molto istrionica e ricca di dualismi all’interno della mia persona. Tra i due estremi, propenderei per  “pantera in incognito”, nonostante la maggior parte della gente mi riconosca come una bambolina dai toni acquerello.

Posi nuda con disinvoltura, quale è il tuo segreto?

Se vi raccontassi l’evoluzione del mio rapporto con la nudità non ci credereste. Fino all’età di 18 anni ero molto pudica e mi vergognavo a mettere persino le magliette scollate. Col tempo, anche grazie a corsi artistici e teatrali che hanno portato a vivermi il corpo in maniera più libera, e a riscoprire la mia presente femminilità con una consapevolezza del tutto nuova, ho smesso di vergognarmi del mio involucro e di viverlo in maniera artistica. La mia disinvoltura nel posare è stata frutto di un processo psicologico e introspettivo nel corso del tempo.

Sei una donna molto sexy, ma secondo te: sensuali si nasce o si diventa?

Secondo me la sensualità può certamente essere valorizzata da un bel viso o dal un bel corpo, quindi elementi spesso naturali, ma è soprattutto dettata dalla modalità di condurre quel viso, quel corpo. è una forza che si schiude con la consapevolezza che tinge i tuoi gesti di maggiore fluidità. Quindi, a parer mio, come le migliori cose nascono da processi lenti e introspettivi, anche la sensualità può esplodere col tempo. Per concludere, credo che sia un misto di entrambe le cose, ma connettersi maggiormente con se stesse può aiutare a sviluppare il potenziale.

Lo scatto che ancora non hai fatto ma che ti piacerebbe fare?

Ce ne sono parecchi in realtà, mi balzano in mente sempre nuove idee di colori, location e pose particolari. Amo parecchio la fotografia del fotografo Anton Zhilin, che risulta molto sensuale, pur mantenendo una sorta di innocenza fiabesca nei toni neutri e i contrasti delicati. Mi piacerebbe molto riproporre quello stile. Altrimenti, per essere più specifica, una venerea foto con un vestito trasparente mentre esco dall’acqua. La trovo molto elegante, oltre che dannatamente sensuale.

Che cosa vuoi trasmettere a chi guarda le tue foto?

E’ probabilmente la domanda di questa intervista cui fatico maggiormente a rispondere, perché implica tutto un coinvolgimento emotivo della mia persona, la mia consapevolezza e la mia determinazione. In genere voglio trasmettere la forza femminile di una persona che vuole riscattarsi da un passato non proprio felice, voglio far trapassare la mia interiorità che si manifesta nella mia espressione fisica e sensuale, voglio far trasparire la mia unicità e la mia particolare visione del mondo. E in tutto questo, voglio essere finalmente “vista”.

Ti piacerebbe lavorare nel mondo dello spettacolo? (Per esempio fare Cinema, ecc. ecc.)

Io amo l’arte, so che comunque vada sarà l’ambito che vivrò maggiormente come missione personale, perché vorrei esprimere liberamente la mia interiorità. Le forme artistiche che mi piacerebbe tramutare nel mio futuro mestiere sono essenzialmente due: la sceneggiatura di film e la recitazione. Io amo profondamente il cinema, esso mi ha dato tanto nel corso della mia vita. Ha consolidato legami con i miei cari, mi ha connesso con la mia forza nascosta quando ancora non pensavo si celasse in me, mi ha fatto creare a mia volta nuovi progetti ancora gelosamente custoditi, in attesa del tempo in cui li potrò finalmente svelare. Se riuscissi a entrare in questo mondo mi sentirei la ragazza più felice di sempre.

Che cosa ti aspetti dal futuro?

Non ho sicuramente certezze, ma mentirei se non ammettessi di provare una sorta di fiducia nel mio futuro dal punto di vista lavorativo. Non posso che impegnarmi a migliorare negli ambiti su cui confido per una professione futura, ovvero la recitazione e la scrittura. E poi, non mi resta che sperare di esser notata, sia dal pubblico che da addetti del settore, e dare, così, una svolta alla mia vita. Ovviamente, fra un po’ di anni vorrei sposarmi, ma prima vorrei assestare la mia carriera.

Un tuo pregio e un tuo difetto

Un mio pregio è sicuramento il grande intuito, oppure la spiccata sensibilità artistica. Riesco a intuire cose delle persone semplicemente a partire quello che mi trasmettono. Inoltre ho una grossa tendenza ad apprezzare il bello, e a individuarlo in molte forme che spesso potrebbero apparire indecifrabili. Un mio difetto, invece, è l’incostanza motivazionale o il lunatismo emotivo: non so prevedere come potrà cambiare il mio stato d’animo da qui a poche ore.

Cosa pensi del periodo che stiamo vivendo?

Penso che ci abbia privato di un valore che abbiamo sempre avuto ma che davamo per scontato: la libertà. Non sto dicendo che prima fossimo totalmente liberi, perché l’uomo è sempre vincolato a qualcosa, ma sicuramente potevamo godere della possibilità di viaggiare, relazionarci (e non solo attraverso uno schermo), perseguire dal vivo le nostre passioni, saziarci di cultura. Ora l’unica via di fuga possibile non è altro che il nostro più grande vincolo relazionale: i social.

C’è qualcosa di te che cambieresti?

Ci sono sicuramente aspetti fisici che cambierei, come tante ragazze, ma tra tutti l’aspetto che più mi pesa è l’altezza. Mi sento maggiormente nel mio elemento sensuale quando sono con i tacchi, per intenderci. A livello caratteriale, mi piacerebbe essere meno ossessiva nei confronti dei miei progetti, e mi vorrei godere maggiormente il processo, oltre che pensare al loro fine pubblico. Mi piacerebbe fare le cose per me stessa e valutare maggiormente il mio giudizio personale.

Amicizia, Amore, Famiglia, Lavoro Salute, Sesso e Soldi mettili in ordine di importanza!

Famiglia, amore, salute, lavoro, amicizia, sesso, soldi. Da come si evince, non sono molto legata al denaro, perseguo altri valori più importanti.

Prima di chiudere: un motto o una frase che più ti rappresenta?

“Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.” Questa frase di Oscar Wilde rappresenta, con eleganza, la mia tendenza perfezionista che mai si accontenta di risultati discreti. Spero che questa caratteristica mi sia utile in futuro.

Alex Napoleone Wilson

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