Nel panorama contemporaneo, parlare di ritmo in narrativa può sembrare un’astrazione. Eppure, in un romanzo scritto interamente in versi, il ritmo non è un elemento accessorio: è la struttura invisibile che sostiene la tensione emotiva.

L’opera in questione nasce in italiano ed è costruita in endecasillabi. La scelta non è formale in senso decorativo, ma funzionale alla storia. Il protagonista — un giovane segnato dalla perdita della madre, dal conflitto con il padre e da un’adolescenza isolata — trova nella scrittura di un diario poetico un modo per sopravvivere. Crescendo diventa scrittore, conosce il successo, ma nuove tragedie lo travolgono: la morte del figlio, la fine di una relazione, una crisi che lo conduce a ridefinire radicalmente il proprio ruolo di padre.

In un percorso così carico di tensione, il ritmo diventa contenimento. Questo romanzo rappresenta il secondo movimento di una trilogia diaristica che si completerà il 30 aprile con l’uscita di Quando il cielo collassa. All’interno di questo percorso, il diario evolve progressivamente: da strumento personale di trasformazione a spazio poetico di crescita, fino a diventare – nel terzo romanzo – memoria affidata a un’intelligenza artificiale.

L’endecasillabo italiano offre una misura costante, quasi musicale, che disciplina il dolore e organizza il flusso narrativo. La regolarità non attenua il dramma; lo rende sostenibile.

La versione inglese, recentemente pubblicata, non tenta di replicare questa metrica. L’autore ha scelto il verso libero, consapevole che la lingua inglese contemporanea possiede una struttura ritmica diversa, fondata su accenti più marcati e su una scansione meno sillabica.

Il risultato non è una perdita di musicalità, ma una sua riconfigurazione.

Se nella versione italiana la continuità melodica accompagna il lettore, in quella inglese la narrazione acquista una tensione più fratturata, più asciutta. Alcune immagini si fanno più essenziali, alcune pause più evidenti. Il testo non “suona” allo stesso modo, ma conserva una coerenza interna.

Questo passaggio evidenzia un aspetto spesso trascurato: ogni lingua possiede un proprio battito. Cambiare lingua significa cambiare tempo. In questo senso, la riscrittura inglese non è un episodio isolato, ma parte di una riflessione più ampia sulla relazione tra forma, identità e trasformazione.

La riscrittura inglese dimostra come la forma non possa essere considerata neutra. Non si tratta di trasportare una storia da un sistema linguistico a un altro, ma di riorganizzare la sua pulsazione.

In questo senso, l’operazione non amplia soltanto il pubblico potenziale dell’opera; ne mette alla prova la struttura ritmica. La storia resta identica nei suoi snodi — adolescenza, lutto, delirio, responsabilità, paternità — ma il modo in cui il lettore la attraversa cambia.

È qui che la narrativa in versi rivela la propria natura ibrida: letteraria e musicale insieme. La disposizione dei versi, le pause, la scansione delle frasi generano una partitura invisibile. Modificarla significa riscrivere il tempo della storia.

In un’epoca dominata dalla velocità e dalla prosa fluida, un romanzo che espone il proprio ritmo e lo rimodula attraversando una lingua diversa rappresenta una scelta consapevole. Non una sperimentazione fine a se stessa, ma un atto di responsabilità formale.

Quando la lingua cambia, cambia il battito.
E nel cambiamento si misura la resistenza del testo. È una domanda che attraversa l’intera trilogia e che, nel terzo romanzo, si estende oltre l’individuo: cosa accade al ritmo della narrazione quando a scrivere è un’intelligenza artificiale chiamata a custodire la memoria umana?

Questo articolo fa parte di un percorso legato alla trilogia diaristica che si completerà il 30 aprile con l’uscita di Quando il cielo collassa, romanzo che interroga il rapporto tra memoria umana e intelligenza artificiale.

La versione inglese del romanzo, What I Could Not Leave Behind, è disponibile in formato cartaceo e digitale. Il volume costituisce il secondo movimento della trilogia diaristica che si completerà il 30 aprile con l’uscita di Quando il cielo collassa.
Maggiori informazioni e acquisto: https://www.amazon.it/dp/B0GPYH9861

Biografia di Max Deste

Max Deste è scrittore e cantautore svizzero. Laureato in Letteratura italiana all’Università di Losanna, è stato assistente e ricercatore per il Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, occupandosi della forma-romanzo tra Otto e Novecento, con particolare attenzione alla dimensione metatestuale e metaletteraria.

Vive in Ticino, dove insegna italiano e storia e segue docenti in formazione come docente di pratica professionale (DPP). Ha ideato e coordinato progetti interdisciplinari in ambito teatrale, mediatico e formativo, tra cui il percorso “Il diario come rimedio al disagio”.

È autore della trilogia diaristica composta da Il desiderio di cadere (2022), Lasciare andare (2024) — riscritto in inglese con il titolo What I Could Not Leave Behind (2026) — e Quando il cielo collassa (2026). Nei suoi romanzi il diario evolve da rito di trasformazione personale a spazio poetico di crescita, fino a diventare, nel terzo volume, memoria affidata a un’intelligenza artificiale chiamata a custodire la storia dell’uomo.

Parallelamente è attivo come cantautore: dal 2013 ha pubblicato cinque album solisti. Il progetto musicale in tre atti Il poco che basta (2026–2027) dialoga con la sua ricerca narrativa sui temi dell’identità, della memoria e del rapporto tra umano e tecnologia.

Scrive e canta principalmente in italiano, integrando nelle sue opere elementi plurilingui (inglese, francese, spagnolo).

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BIBLIOGRAFIA 

Narrativa recente

·       Quando il cielo collassa (Romanzo, 2026)

·       What I Could Not Leave Behind: A Narrative Poem in Seven Chapters (Narrative poem, 2026)

·       Lasciare andare (Romanzo in versi, 2024)

·       Il desiderio di cadere (Romanzo, 2022)

Narrativa precedente

·       Segui il tuo respiro (Romanzo, 2017)

·       Show Surprise (Romanzo, 2013)

Altre opere

·       Singolarità (Racconti, 2027)

·       Il tempo che resta (Romanzo in versi, 2027)

·       Soldi (Pièce teatrale, DVD, 2012)

·       Le metamorfosi (Trilogia teatrale, 2008–2011)

·       I giochi pubblici nella Roma imperiale (Saggio storico-pedagogico-didattico, 2007)

·       Chiarori in una notte senza stelle (Raccolta di poesie, 2006)

·       Una lettura di Fontamara (Saggio letterario, 2004)

Mettere prima la trilogia diaristica è fondamentale.

DISCOGRAFIA 

. Il poco che basta (album), atto III, superamento (2027)

. Il poco che basta (album), atto II, integrazione (2027) 

. Il poco che basta (album), atto I, adattamento (2026)

. Scrollare stanca (singolo, 2024)

. Omaggio al poeta (Album, 2023)

. Cose che cambiano (singolo, 2023)

. The clouds appear so dark (singolo, 2022)

. Innesca la felicità (singolo, 2021)

. Antidoto 21 (Ep, 2021) 

. Ho fiducia in te (singolo, 2021) 

. Qualcosa di magico (singolo, 2020) 

. Dolce far niente (singolo, 2020) 

. Chiaroscuro (singolo, 2019) 

. Ok Silenzio (album, 2018) 

. Dove finisce il giorno (singolo, 2018) 

. Ancora estate (singolo, 2018) 

. Danzare tra le nuvole (singolo, 2018) 

. Segui il tuo respiro (reading musicale live, 2017-2018) 

. Show Surprise (reading musicale live, 2013-14) 

. Il tuo cigno è morto (Ep, 2013) 

. Neverdie (Ep, 2013) 

. We are the same (singolo, 2013) 

. Corpi violati (singolo, 2013) 

. Rumore primo (Colonna sonora teatrale, 2011)

. Solitaire (Ep, 2009) 

. Borderline (Album, 2008)

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