di Dino Tropea

Mediterranean Jazz Quartet live al JazzImage Roma: martedì 9 settembre alle 19, un concerto imperdibile con vista sul Colosseo tra jazz, contaminazioni mediterranee e magia culturale.

Il Mediterraneo che diventa musica. Il Mediterraneo non è soltanto un mare. È un crocevia di culture, una culla di civiltà, un mosaico di tradizioni che da secoli si intrecciano e si contaminano. È stato teatro di guerre e commerci, di rotte di marinai e di sogni di artisti. Per alcuni è un confine, per altri un ponte. Per il Mediterranean Jazz Quartet è soprattutto ispirazione: linfa vitale che scorre nelle note, nei ritmi, nelle improvvisazioni.

Martedì 9 settembre 2025, alle ore 19, questa ispirazione si farà spettacolo nel cuore di Roma, in Piazza del Parco del Celio, quando il quartetto salirà sul palco del JazzImage per proporre il concerto–spettacolo Una Favola Mediterranea. Un titolo che sembra un manifesto: un racconto in musica, una narrazione che si muove tra memoria e futuro, tra radici e innovazione, con lo sguardo puntato verso il Colosseo che farà da sfondo maestoso all’evento.

Una formazione che nasce dal viaggio. Il Mediterranean Jazz Quartet nasce all’inizio del 2022, ma la sua storia affonda le radici molto più indietro, nei percorsi personali dei suoi componenti. Quattro musicisti accomunati dall’amore per la ricerca, dalla curiosità verso le culture diverse e dalla voglia di dare al jazz una nuova prospettiva.

Nicola Buffa è chitarrista e compositore, diplomato in chitarra classica e profondo conoscitore dell’armonia e dell’improvvisazione. Ha fatto della creazione originale la sua cifra distintiva. Non è soltanto esecutore, ma anche arrangiatore, autore di colonne sonore e scrittore di canzoni. Francesco Bignami, al pianoforte, è un musicista versatile che ha esplorato vari stili, dal jazz classico alla musica cubana, portando con sé un bagaglio ricco e multiforme. Bruno Zoia, al contrabbasso, ha studiato con giganti come Charlie Haden e Buster Williams, collaborando con orchestre liriche e sinfoniche. La sua esperienza nell’etnico e nel jazz si fonde in un suono profondo e narrativo. Infine Cesare Botta, batterista e percussionista, ha studiato a Los Angeles e a Santa Cecilia, portando nel quartetto la forza dei ritmi globali e la raffinatezza della composizione accademica.

Insieme, questi quattro musicisti danno vita a un linguaggio che non è mera somma di competenze, ma una vera alchimia sonora.

Una Favola Mediterranea: il concerto del 9 settembre. Il concerto del 9 settembre al JazzImage non sarà solo un’esibizione musicale, ma un’esperienza multisensoriale. Mentre il sole cala e il Colosseo si accende di riflessi dorati, le note del quartetto accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso le diverse anime del Mediterraneo.

Il repertorio spazierà dai brani originali contenuti nei dischi Immagini di Roma, dedicato alla città eterna, Sangue Latino, un omaggio al nostro Sud, e La Musica Dentro, un tributo agli artisti, fino ad arrivare ad alcune rivisitazioni di classici del jazz, sempre con lo sguardo rivolto alle sonorità mediterranee. Il tutto confluirà nel progetto attuale, Una Favola Mediterranea, che presto diventerà anche un nuovo disco.

Le melodie sensuali, le armonie che richiamano la tradizione latina, le improvvisazioni modali ispirate al mondo orientale e i ritmi che pescano dalle etnie del pianeta si intrecceranno in una trama che non è mai prevedibile, ma sempre sorprendente.

Roma e il Colosseo: scenografia naturale. Non è un caso che l’evento si svolga proprio a Roma e proprio con vista sul Colosseo. La città eterna è da sempre musa e teatro di infinite rappresentazioni, e il quartetto le ha già dedicato un intero album, Immagini di Roma.

Il Colosseo, simbolo universale di storia e cultura, diventa parte integrante dello spettacolo. Non sarà soltanto un monumento sullo sfondo, ma un vero e proprio personaggio scenico, capace di dialogare silenziosamente con le note del jazz. Fotografarlo sarà inevitabile, ma forse più emozionante sarà chiudere gli occhi e immaginare quante storie abbia già ascoltato e quante ancora ne custodirà.

Un sound che rompe i confini. Il quartetto si definisce italiano ma aperto al mondo. È jazz, ma non solo. È tradizione, ma non nostalgia. È un suono fresco e inusuale, che nasce da contaminazioni spontanee: dalla musica araba a quella brasiliana, dal flamenco spagnolo al fado portoghese, dalle melodie greche ai ritmi africani.

Questa apertura non significa dispersione, ma capacità di sintesi. Un jazz che sa essere identitario e universale allo stesso tempo, come il Mediterraneo stesso: mare chiuso e mare aperto, limite e orizzonte, conflitto e dialogo.

Un percorso di successi e riconoscimenti. Dal debutto, il Mediterranean Jazz Quartet ha già calcato palcoscenici prestigiosi, dall’Alexanderplatz di Roma al Teatro Marconi, dall’Orbetello Jazz Festival al Civita Festival, fino a Capri e Bracciano. Ogni concerto ha rappresentato un tassello di un percorso che non si limita all’esecuzione, ma che costruisce un discorso culturale e artistico coerente.

La loro musica è stata definita “atavica e ancestrale, ma proiettata verso il futuro”: un ossimoro che descrive perfettamente la loro cifra stilistica.

Perché non perderlo. L’appuntamento del 9 settembre è speciale non solo per il valore artistico, ma per il contesto che lo rende unico. Un aperitivo al tramonto, con musica dal vivo di alto livello, in una delle location più suggestive del mondo: è un invito a fermarsi, a respirare, ad ascoltare.

In un’epoca in cui la fretta divora le giornate e la distrazione è costante, concedersi due ore di bellezza diventa un atto di resistenza. E il jazz, con la sua capacità di improvvisare, di reinventarsi e di dialogare, è la colonna sonora perfetta di questa resistenza.

Ci sono serate che vanno oltre l’intrattenimento e diventano memoria collettiva. Il 9 settembre, al JazzImage, vivremo una di quelle. Ascoltare jazz con il Colosseo alle spalle significa sentire Roma respirare in una forma nuova: non più città–museo, ma città viva, che si concede al presente senza dimenticare il passato.

Il Mediterranean Jazz Quartet ci regala una musica che nasce dalle radici ma guarda avanti. È un invito a riconoscere nel Mediterraneo non solo un mare, ma un patrimonio comune, un codice culturale che ci unisce e che va preservato.

Il mio consiglio è semplice: portate con voi qualcosa per fotografare, certo, ma soprattutto portate orecchie e cuore spalancati. Perché sarà una serata che non si ripeterà. Roma è eterna, ma il jazz vive nell’attimo. E questa favola mediterranea, con il Colosseo che veglia, sarà unica, irripetibile, indimenticabile.

Info utili

Per informazioni e prenotazioni: 349 977 0309.
Per contatti: nik.buffa@gmail.com.

Per comunicati, accrediti stampa, segnalazioni e materiale informativo scrivere a: dino.tropea@mondospettacolo.com

Di Dino Tropea

Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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