MEISE: quella tonalità di grigio urbano

C’è un filo conduttore che somiglia alla resa, o alla resilienza… questa immagine che torna, questa nebbia, queste tonalità di grigio dentro una canzone indie di stampo urbano, sospese con quel velato senso di psichedelia metropolitana. Eppure su tutto regna la leggerezza. A questo disco eponimo di MEISE non chiediamo altro che leggerezza. Anche questo significa esserci nel tempo che corre…

Parliamo di bellezza… e lo facciamo senza sfociare in quella bellezza da copertina… andiamo oltre. Per MEISE cos’è la bellezza?
In realtà non so dare una definizione precisa di bellezza, credo che posso dire tutto ciò che mi colpisce e che mi lascia qualcosa per me è bello

Oggi viviamo questa bulimia dell’apparire… come trovi l’equilibrio tra la tua canzone, i tuoi messaggi e l’estetica da mostrare?
Diciamo che è un equilibrio che si trova da solo, ma nonostante quello che si possa dire delle ultime dinamiche sociali trovo che l’apparire è sempre stato importante quasi quanto il contenuto e personalmente trovo che un artista debba muoversi in diverse direzioni creative.

Questo video, questo suono, questo mood metropolitano, un poco figlio della periferia… nostalgico e sospeso… da dove nasce?
Nasce da come mi sento e da quello che ho vissuto, anche dalla periferia di una città grandissima ma piena di difetti e con quartieri abbandonati a loro stessi. Questo credo rispecchi anche lo stato in cui mi trovavo e parlo al passato perché l’ho affrontato, anche grazie a quei brani.

Quanto tutto questo è figlio del momento che stiamo vivendo?
Sicuramente il momento storico ha influenzato il flusso di pensieri. Nel mio caso ho cercato di sfruttarlo al meglio per tirare fuori tutto quello che mi portavo dentro da tempo ed ho avuto la possibilità di confrontarmi con me stesso cercando di creare qualcosa di positivo per me.

MEISE alla fine non ha un nome di battesimo… sei tutti e non sei nessuno o sbaglio?
Probabilmente Meise è più nessuno, rispetto ad essere uno o centomila. Ma appunto per questo grazie a lui posso potenzialmente dire quello che voglio nelle canzoni. Alla fine Meise non esiste, esiste soltanto nelle sue canzoni anche se grazie ad esso posso essere me stesso.