
Di Alessandro Cunsolo, Direttore di MondoSpettacolo.com Milano, 17 novembre 2025 – 15:00 CET – Melissa Pia (@melissapia296), la fotomodella che ha fatto impazzire i follower con un percorso iniziato a 14 anni, si racconta in esclusiva per MondoSpettacolo. Da shooting sportivi e atelier a glamour “vedo non vedo”, Melissa lavora principalmente con il fotografo Fulvio e ha appena conquistato la copertina di *Shockwave Magazine*. In questa intervista, rivela il passaggio dal fashion al sensuale, la passione che non è lavoro ma “folle amore” e i progetti futuri. Guardiamola insieme e tuffatevi nella fotogalleria finale con i suoi scatti più belli – un viaggio tra pizzo, luci e passione pura!
Melissa, hai iniziato a scattare a 14 anni con shooting sportivi e atelier: come è nato questo amore per la fotografia, e qual è stato il “momento” che ti ha fatto dire “questa è la mia passione folle”?
È nato quasi per gioco. Avevo 14 anni, facevo piccoli shooting e ogni volta davanti all’obiettivo sentivo una calma strana, come se quel posto fosse mio. Il momento della “passione folle” l’ho capito quando, mi veniva detto che la mia espressione sapessi comunicare più di ogni posa. Lì ho capito che la fotografia non stava solo catturando me ma ero io a catturare qualcosa in lei.
Dal fashion “normale” al glamour “vedo non vedo” con Fulvio: come è avvenuto il passaggio, e qual è il set che ti ha fatto sentire più libera e sensuale?
È avvenuto in modo naturale. Non ho mai cercato la sensualità forzata: è stata lei a cercare me. Con Fulvio, che mi ha fin dall’inizio trasmesso in ogni shooting un senso di tranquillità e libertà, tanto da far arrivare questa decisione spontanea.
Collaborazione fissa con Fulvio: qual è l’aneddoto più divertente da un set, e come lui ti ha aiutato a esprimere la tua sensualità “vedo non vedo”?
A dire la verità non ho un vero e proprio aneddoto divertente da raccontare, perché con Fulvio ogni shooting diventa automaticamente qualcosa di speciale. Con lui non è mai solo “mettersi alla prova” davanti a una macchina fotografica: è un momento di condivisione, di leggerezza, quasi magico. Si crea un’atmosfera in cui mi sento libera di essere me stessa, senza pressioni. È questo che mi fa divertire: il feeling, le risate spontanee, la complicità sul set. Ed è proprio grazie a questa naturalezza che riesco a esprimere al meglio la sensualità del mio “vedo non vedo”. Fulvio riesce a tirare fuori la mia parte più autentica, quella che da sola faccio fatica a mostrare.
Copertina su Shockwave Magazine: com’è nata la collaborazione, e cosa hai provato quando hai visto il tuo volto in copertina settimana scorsa?
Un brivido. Quando l’ho vista uscire la settimana scorsa, ho pensato alla me quattordicenne che faceva le prime foto tremando, per me, che sono sempre stata una ragazza piena di insicurezze, che tante volte ha pensato di mollare questo mondo perché non si sentiva “abbastanza”, è stata un’emozione incredibile. Ho ripensato a tutte le volte in cui mi dicevo che forse non era la mia strada, che forse non ero adatta. E invece una piccola prova che quando metti amore in qualcosa, prima o poi torna indietro. Non è solo un traguardo estetico, è una risposta a tutte le mie paure. E per questo vale ancora di più.
Nei tuoi post, lingerie e sguardi che ipnotizzano: come gestisci la vulnerabilità davanti all’obiettivo, soprattutto negli scatti intimi, e qual è il tuo trucco per sentirti potente?
All’inizio la vulnerabilità mi spaventava, perché davanti all’obiettivo senti tutto amplificato: emozioni, insicurezze, respiri. Poi ho capito che non devo nasconderla. Quando accetto quello che provo, anche se è un po’ di timidezza, la foto funziona meglio. Il mio trucco per sentirmi potente? Ricordarmi che sto facendo qualcosa che amo. Appena mi connetto con quella sensazione, cambia tutto: la postura, lo sguardo, l’energia. È lì che mi sento davvero me stessa.
Hai detto “non è il mio lavoro, ma una passione che continuerò per sempre”: come bilancia questa passione con la vita quotidiana, e cosa ti dà più soddisfazione?
La fotografia al momento per me non è un lavoro, ma un amore che mi accompagna. La vivo con leggerezza: non voglio che diventi un dovere. La soddisfazione più grande? Quando una foto fa sentire una donna più sicura di sé. È l’effetto domino dell’empowerment.
Glamour italiano: qual è l’elemento – un profumo di pizzo, un dettaglio di luce – che porti sempre sul set, e come influenza i tuoi scatti “vedo non vedo”?
Porto sempre con me la mia collana con il serpente. È il mio segno distintivo, un accessorio che ormai fa parte di me. Quando la indosso mi sento più sicura, come se ricordassi a me stessa chi sono e quanta forza ho dentro. È un dettaglio piccolo, ma mi dà un’energia speciale ogni volta che entro in un set.
Dal tuo IG, vedo reel che danzano e pose che raccontano storie: qual è il momento della giornata in cui ti senti più fotogenica, e perché?
In realtà non ho un momento preciso della giornata in cui mi sento più fotogenica. Dipende tutto dal mio umore e da come mi vedo quel giorno: se ho i capelli come voglio io, se mi sento bene nel mio corpo, se percepisco quell’equilibrio tra energia e sicurezza. Quando mi guardo allo specchio e mi vedo “in linea” con me stessa, allora sì, in quei momenti la fotogenia arriva da sola.
Progetti futuri: nuovi shooting glamour o collaborazioni – cosa bolle in pentola per Melissa Pia, e come integri l’empowerment con la sensualità?
Ho diversi progetti in mente, soprattutto shooting in cui voglio mettermi ancora più in gioco, esplorando lati di me che finora ho mostrato solo a metà, mi piacerebbe anche collaborare con nuovi fotografi, proprio per uscire dalla mia comfort zone e crescere ancora di più. Voglio che ogni nuovo progetto sia un passo avanti, non solo nelle immagini, ma anche nella consapevolezza di me stessa.
Ultima, da un direttore a una stella nascente: se dovessi scegliere un tuo scatto da “incorniciare” per sempre – uno fashion o glamour – quale sarebbe, e cosa sussurrerebbe a chi lo guarda?
Sceglierei uno dei miei scatti più semplici, magari non perfetto, ma vero. Molte persone pensano che chi si fa fotografare sia sempre super sicuro di sé, ma in realtà io sono molto insicura. Forse proprio per questo amo certe foto: perché raccontano quella parte fragile che spesso nascondo. Uno scatto così sussurrerebbe: “Va bene essere imperfetti”. Ed è il messaggio che vorrei dare anche a chi lo guarda.
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di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo Per interviste e collaborazioni: contattateci! Fonte: Esclusiva Melissa Pia.














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