Con l’arrivo dell’autunno il paesaggio cambia senza perdere la propria bellezza. Le foglie assumono colori più intensi, la luce diventa più morbida, le giornate si accorciano e la natura entra in un ritmo differente. Nessuno guarda un bosco a ottobre pensando che abbia smesso di vivere soltanto perché non somiglia più a quello di giugno. Lo consideriamo semplicemente parte di un ciclo.

È forse questo il momento più adatto dell’anno per avvicinarsi a MENOPAUSA – I migliori anni della mia vita” di Maria Teresa De Donato, perché il libro invita a osservare con occhi diversi un passaggio che ancora oggi viene spesso raccontato soprattutto attraverso ciò che cambia o ciò che termina.

La menopausa appartiene alla vita di milioni di donne, eppure continua a portarsi dietro un immaginario pesante. Il corpo non funziona più esattamente come prima e il pensiero corre subito alla giovinezza che si allontana, al tempo che passa, a una stagione considerata ormai conclusa. È curioso che accettiamo con naturalezza i cambiamenti della natura e facciamo invece molta più fatica a concedere la stessa libertà a noi stessi.

Maria Teresa De Donato parte proprio dalla possibilità di cambiare prospettiva. Il titolo del libro, “I migliori anni della mia vita”, contiene già un’idea che vale la pena fermarsi a considerare: perché dovremmo essere convinte che la parte migliore dell’esistenza debba trovarsi necessariamente alle nostre spalle?

Non si tratta di negare i cambiamenti fisici o di presentare la menopausa come un periodo privo di difficoltà. Ogni donna vive questa fase in modo personale e può avere esigenze molto diverse. Il punto è un altro: evitare che una trasformazione biologica diventi automaticamente un giudizio sull’intera persona e sugli anni che verranno.

L’autunno offre un’immagine semplice per comprenderlo.

Un albero non diventa meno prezioso quando perde le foglie estive. Non cerca di imitare se stesso in primavera. Cambia aspetto, modifica il proprio ritmo e continua a esistere dentro una stagione nuova. Allo stesso modo, una donna non dovrebbe sentirsi obbligata a restare identica alla persona che era dieci, venti o trent’anni prima per poter continuare a considerare piena la propria vita.

È proprio qui che il libro di De Donato trova uno dei suoi significati più interessanti. Prepararsi alla menopausa significa anche smettere di viverla come qualcosa che arriva all’improvviso e sottrae valore. Conoscere meglio questa fase, prestare attenzione al proprio benessere e osservare le proprie esigenze attuali permette di affrontarla con maggiore consapevolezza.

L’arrivo dell’autunno rende questa riflessione ancora più naturale. Dopo l’estate cambiano le abitudini, si riorganizzano gli impegni, si ritorna a ritmi più regolari e spesso si sente il bisogno di fare ordine anche dentro la propria quotidianità. Può essere il momento giusto per chiedersi non soltanto che cosa fare nei mesi successivi, ma anche quale rapporto vogliamo avere con il nostro corpo, con il tempo e con le trasformazioni che fanno parte della vita.

Maria Teresa De Donato affronta la menopausa proprio come una fase che merita attenzione, preparazione e cura, non come una parentesi da sopportare aspettando che passi. È un punto di vista che può aiutare a liberarsi almeno in parte dall’idea secondo cui ogni anno che si aggiunge dovrebbe necessariamente togliere qualcosa.

La maturità non coincide con la rinuncia.

Può significare conoscere meglio i propri limiti, ma anche capire con maggiore chiarezza ciò che si desidera. Può cambiare il rapporto con il corpo, con la sessualità, con l’energia, con le priorità e persino con il modo in cui si decide di utilizzare il proprio tempo. Nessuna di queste trasformazioni deve essere automaticamente letta come un impoverimento.

Guardando un paesaggio autunnale, del resto, nessuno pretende che abbia i colori della primavera per trovarlo bello. Lo apprezziamo proprio perché possiede qualcosa che le altre stagioni non hanno.

Forse dovremmo imparare ad avere la stessa curiosità verso le stagioni della nostra vita.

Leggere “MENOPAUSA – I migliori anni della mia vita” di Maria Teresa De Donato all’inizio dell’autunno può diventare allora un invito a cambiare domanda. Invece di continuare a chiedersi che cosa stia finendo, può essere più utile domandarsi come si desidera vivere ciò che sta iniziando.

Perché l’autunno non è una natura che ha perso l’estate. È semplicemente natura in un’altra stagione.

E anche la menopausa merita di essere guardata così: non come la fine di ciò che una donna è stata, ma come una parte nuova della sua storia, ancora tutta da vivere.

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