MEZZALIBBRA: ascoltando “Cometa”

La bellezza passa anche per le visioni del futuro o per le sensazioni che abbiamo di noi nel tempo che scorre. Parliamo di bellezza ma anche di pop, parliamo di italianità ma anche di quel certo gusto per l’America consumata di tradizioni popolari. Parliamo di sconfitte e di rivalse. Il primo singolo che sancisce l’esordio ufficiale di Davide Corneli, in arte MEZZALIBBRA, si intitola “Cometa”: lavoro che si aggrappa ai classicismi e alle linee pop nostrane senza privarsi di colori esterofili e senza costringersi dentro cliché di mercato. Liberandosi di una voce che sa di speranza, MEZZALIBBRA mette in scena se stesso dentro una canzone pulita e senza presunzioni incoerenti.

Noi parliamo spesso di bellezza: per Mezzalibbra cos’è e cosa significa bellezza?
La bellezza è un parametro soggettivo. Poche cose sono oggettivamente belle, ma potrebbe comunque esserci qualcuno che non è della stessa opinione. La bellezza indissolubile è quella che si ha dentro e che non potrà portarti via nessuno. Quella che può farti essere una persona migliore.

Estetica e contenuto. La bella melodia ed un testo importante. Quanto contano e come trovi l’equilibrio tra questi due estremi?
Non è mai facile. Un messaggio, per essere trasmesso, ha bisogno di un canale efficace e per questo motivo è importante sempre cercare la soluzione migliore per poter rendere il messaggio più fluido ed accessibile. La musica è il mezzo migliore per poter condividere qualcosa, soprattutto se si tratta di un messaggio così importante.

Dunque secondo te una canzone dev’essere necessariamente bella per funzionare?
Ci sono un sacco di canzoni che hanno condiviso un messaggio forte ma che musicalmente non sono state comprese. Può succedere che una canzone colpisca di più rispetto ad un’altra ed è qui che torna il concetto della bellezza soggettiva.

L’estetica fisica anche… parliamo di come ti mostri al pubblico. Hai curato anche questo aspetto? La foto è assai particolare…
Mi mostro come mi sento, ma senza essere qualcosa che non sono. Indosso il cappello del mio bisnonno, che rappresenta il mio passato e le mie origini, e mi dipingo sotto l’occhio sinistro una specie di “scarabocchio” che è come se fosse una spaccatura. Rappresenta la durezza della vita e il coraggio di affrontarla, ma anche positività nel vedere le cose da un migliore punto di vista.

E per finire… quanto Mezzalibbra somiglia a Davide Corneli?
Molto. Mezzalibbra è il mio personaggio musicale che semplicemente incarna il mio modo di fare musica e di trasmettere ciò vedo e che sento. La mia vita gira intorno alla musica e ho voluto usare il soprannome della mia famiglia per essere più autentico e vero possibile, senza censure. Mezzalibbra è tutto quello che Davide Corneli ha da dire.