Michele Fenati: l’omaggio a Secondo Casadei

Artista classico, impostazione di grande gusto, anima pop, popolare, di cultura che si tramanda. Michele Fenati unisce tutto questo, l’ha sempre fatto, alla ricerca di una bellezza altra di cui parleremo certamente. Un modo di vivere la vita ci dirà… questo nuovo brano, “Il mio nome è Aurelio” è un punto di arrivo concettuale, dove la cultura del bello di piazza diviene anche forma dalle sfumature classiche. Omaggio a Secondo Casadei, Aurelio il suo vero nome. Omaggio a “Romagna Mia”, omaggio alla cultura di tutti. Potremmo star qui a parlare per ore, impossibile farne una sintesi. Noi cerchiamo di puntare il focus come sempre sulla bellezza.

Noi iniziamo sempre parlando di bellezza. La bellezza da esibire ma anche quella da rintracciare. Per Michele Fenati cos’è la bellezza?
La bellezza è un modo di vivere la vita. Non ho mai pensato alla bellezza come a un semplice fatto estetico, ma preferisco pensare a un insieme di momenti “belli” che rimarranno per sempre.

E sempre parlando di bellezza, in questo classicismo che sempre ricerchi dentro suoni e forme musicali, come la ricerchi e dove poi finisci per trovarla?
Non sempre si trova e mai si cerca. E’ difficile pensare di scrivere una canzone “bella”. La canzone è un insieme di note e parole che escono chissà da dove e chissà perchè e si posano sul davanzale pronte per essere prese e amate oppure pronte per essere buttate in un cestino.

Secondo Casadei, e in generale il liscio e questa pietra miliare che è “Romagna mia”, è una bandiera, un’epoca, una cultura a parte. Cosa ti ha spinto a ricercarla e a percorrerla ancora per la tua carriera?
È stato un percorso naturale. Proponendo all’estero “Romagna mia” in una veste acustica, ho capito la forza penetrativa e coinvolgente di questo capolavoro che ha superato i 70 anni di età. Non ho mai cantato il liscio, ma il liscio è dentro di me come componente naturale del mio essere romagnolo. Una sera vidi su youtube un intervista a Secondo Casadei e prima di addormentarmi iniziai a canticchiare una melodia. La mattina il brano era scritto.

E se ti chiedessi oggi, in questo futurismo sempre spinto al suono digitale, cosa sarebbe oggi di una cultura come quella del liscio?
Se penso al liscio, non penso solamente un genere musicale, ma anche a una festa, ai ballerini, alla voglia di stare insieme. Il liscio vanta grandissimi musicisti e innovatori. Oggi le orchestre di liscio si sono adeguate alle nuove tecnologie senza trascurare, però, le nostre antiche e profonde tradizioni.

E nel suono di Michele Fenati, il prossimo futuro cosa lascia intravedere? Questo brano aprirà la pista per un lavoro più completo in questa direzione oppure siamo di fronte ad un singolo solitario e unico?
C’è un album quasi ultimato e tanti concerti estivi. Sarà un lavoro che racconterà tanti anni di carriera con brani scritti in momenti e epoche diverse e per questo, molto variegato.