Mio fratello è un vichingo – The last viking è uno di quei film che riescono a sorprendere grazie alla sua capacità di mescolare comico, tragico e grottesco in un perfetto equilibrio, come da tradizione nello stile del regista danese Anders Thomas Jensen.
Il cineasta torna a collaborare con Mads Mikkelsen, suo attore feticcio fin dai tempi dell’esordio datato 2000 Blinkende lygter, cui hanno fatto seguito The green butchers, Le mele di Adamo, Men & chicken e Riders of justice.

Anker (Nikolaj Lie Kaas) è appena uscito di prigione e cerca di recuperare il bottino dell’ultima rapina, che aveva affidato al fratello Manfred (Mads Mikkelsen) prima dell’arresto. Il problema? Manfred non ricorda dove sono nascosti i soldi. Anzi, non ricorda nemmeno di chiamarsi Manfred è convinto di essere John Lennon in persona. Da questo momento cominciano i problemi: Anker, nel tentativo di recuperare il bottino, porta Manfred nella vecchia casa di famiglia, diventata nel frattempo un bed and breakfast gestito da una coppia sui generis. Il ritrovamento dei costumi e dei pupazzi da vichingo di Manfred scombussola i rapporti tra i due fratelli. Il ritorno alla casa dell’infanzia non è più solo una caccia al tesoro, ma la riscoperta del loro legame, ormai logoro dal tempo e dai segreti. Tra un flashback e l’altro, insieme al denaro anche i ricordi più dolorosi attendono di essere ritrovati.

E la situazione si complica ulteriormente con l’arrivo nell’eccentrico bed and breakfast che li ospita di Paul, George e Ringo, convinti pure loro di essere i restanti Beatles, creando un microcosmo surreale e irresistibile. Ma per Anker i problemi non sono finiti, perché sulle sue tracce c’è Flemming, uno strozzino che vuole rubare i soldi del furto. Ciò che rende Mio fratello è un vichingo – The last viking non una semplice commedia è la gestione del dualismo di Manfred: la sua doppia identità non è un mero espediente comico, ma la vera chiave emotiva della storia. Il tema della memoria – chi siamo senza i nostri ricordi e cosa succede quando il passato ritorna – viene affrontato con intelligenza e sensibilità, senza scadere nella retorica. Intelligente, ben recitato e capace di emozionare quando meno te lo aspetti, Mio fratello è un vichingo – The last viking è un titolo da non sottovalutare.
Sara Gentili
