Miss Italia 2025: finale stasera—Valentina, Sara e Carola rappresentano il Lazio in una serata tra musica, stile e sfida.
Porto San Giorgio, 15 settembre 2025 – È il momento clou: questa sera il PalaSavelli ospita la grande finalissima di Miss Italia 2025. Tutto pronto per una serata che verrà trasmessa in diretta su RTV San Marino (CH 550 DTT, Sky, Tivùsat) e in streaming su RaiPlay, riportando l’evento alla visibilità nazionale.
Tre volti, tre storie, un unico sogno. Valentina Beraldo, 22 anni, viterbese, studentessa e modella appassionata, porta con sé la disciplina dello sport (cavalli, pilates) e la determinazione che nasce dal radicamento con la propria terra.
«Mi sento divisa tra l’impazienza per questa serata e il dispiacere che questa esperienza stia per finire», racconta.
Sara Fidani, 27 anni, romana di Ostia, con la sua voce che resta, l’energia che si percepisce in ogni gesto, la bellezza di chi ama mettersi in gioco: Miss Eleganza Roma, atleta, artista.
«È un’occasione per raccontare chi siamo davvero, senza rinunciare alle passioni che ci rendono unici.»
Carola Danesi, 20 anni, della Garbatella, sogna di insegnare, vive tra canto, nuoto e pallavolo. Dopo il secondo posto a Miss Lazio e la fascia di Miss Sport Givova, affronta la finalissima con orgoglio e timore insieme:
«Stasera è un mix di felicità e paura di non essere all’altezza.»
La serata che conta. Conduce Nunzia De Girolamo. In giuria Francesca Pascale (presidente), Alba Parietti, Bianca Luna Santoro, Maurizio Casagrande e Rossella Erra.
Quaranta concorrenti, due squadre guidate da Edelfa Chiara Masciotta (Miss Italia 2005) e Ofelia Passaponti (Miss Italia 2024), sette prove tra portamento, canto, ballo e recitazione. Dal 40 si passerà agli 8, poi ai 4, infine alle 3 finaliste da cui verrà scelta la nuova Miss Italia.
La musica sarà linfa della serata:Guè, Rkomi, Shablo, Tormento, Joshua, Serhat e Senhit porteranno ritmo e sonorità, con coreografie che vedranno protagonisti Samuel Peron e Veera Kinnunen.
Il ritorno televisivo e la sfida del presente. Questa edizione segna anche un ritorno simbolico: dopo anni in cui Miss Italia sembrava relegato in spazi ridotti, il concorso torna a respirare televisione, anche se in una forma rinnovata, digitale, con RaiPlay a fare da finestra. Non è un dettaglio: significa voler parlare a un pubblico diverso, giovane, abituato a guardare sullo schermo dello smartphone ciò che un tempo si vedeva solo in prima serata Rai.
Miss Italia ha attraversato decenni di storia italiana, riflettendo gusti, mode, persino ideologie. Negli anni Cinquanta era la passerella dell’Italia che sognava la modernità. Negli anni Novanta il palco delle dive televisive. Oggi è banco di prova per ragazze che chiedono non solo riconoscimento estetico, ma anche possibilità di racconto, di espressione personale.
Il Lazio e il suo ruolo nelle ultime edizioni. Il Lazio non è nuovo a far parlare di sé in questo concorso. Da qui sono uscite Miss che hanno lasciato segni importanti, e la tradizione continua con tre giovani pronte a portare i colori della regione sul palco. Una regione che, tra Roma, Viterbo e quartieri come la Garbatella, ha sempre rappresentato crocevia di storie e identità diverse.
Non è solo questione di bandiera regionale, ma di carattere: le finaliste laziali si distinguono per autenticità, forza, radici ben piantate. Valentina con il suo legame con la natura, Sara con l’energia artistica che arriva dal mare di Ostia, Carola con la dolcezza e la concretezza di chi vive i quartieri popolari.
Orgoglio Lazio. Per il Lazio questa non è soltanto concorso: è vetrina, è racconto. Con Valentina, Sara e Carola, la regione mette in scena tre donne che sono storie, identità, sogno.
Patrizia Mirigliani, patron del concorso:
«Miss Italia non è soltanto un concorso di bellezza, ma un laboratorio di esperienze ed emozioni che accompagna le ragazze nella crescita personale.»
Margherita Praticò, agente esclusivo per il Lazio:
«Con Valentina, Sara e Carola ho condiviso un percorso intenso, fatto di emozioni e crescita. A loro auguro di vivere stasera con serenità e orgoglio: per me sono già un grande motivo di fierezza e un esempio per tutta la nostra regione.»
La finale di Miss Italia 2025 non è soltanto un ritorno alla ribalta mediatica di un concorso storico, è una cartina tornasole dell’Italia di oggi. Una nazione che cerca ancora di riconoscersi in un’immagine, di specchiarsi in un volto. Per anni si è detto che Miss Italia fosse superata, polverosa. Eppure, eccoci: un’arena piena, nomi noti sul palco, una diretta che scorre sulle piattaforme più seguite.
La verità è che Miss Italia sopravvive perché non si limita a incoronare la più bella, ma apre ogni volta un dibattito culturale: cosa significa bellezza oggi? È solo estetica o è autenticità, coraggio, capacità di emozionare?
Valentina, Sara e Carola non sono solo tre finaliste: sono tre storie che raccontano il Lazio e, attraverso esso, l’Italia intera. E stasera non vincerà solo una ragazza: vincerà la capacità di un concorso di resistere al tempo, di cambiare senza perdere la sua forza simbolica.
Il vero spettacolo non sarà la corona, ma quello che resta: lo sguardo di milioni di italiani che, anche solo per un attimo, si fermano a chiedersi cosa significhi, oggi, eleggere una regina.
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Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.