Darkry riceve la corona di Miss Italy Queen 2025 durante la finale nazionale all'Etoile 23 di Roma.

La Campania conquista per il secondo anno consecutivo il titolo nazionale. Sul podio anche Demonia per il Lazio e Onyro per l’Umbria. A Roma una finale che ha messo al centro arte, creatività e inclusione.

ROMA – Ci sono eventi che si raccontano attraverso una classifica e altri che meritano di essere osservati andando oltre il risultato finale. La Finale Nazionale di Miss Italy Queen 2026, andata in scena il 31 maggio nella cornice di Etoile23 a Roma, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

La quinta edizione di quello che viene definito uno dei principali concorsi inclusivi italiani si è conclusa con la vittoria di Darkry, rappresentante della Campania, che ha riportato la regione sul gradino più alto del podio per il secondo anno consecutivo.

Darkry indossa la Corona

Al secondo posto si è classificata Demonia per il Lazio, mentre il terzo gradino del podio è andato a Onyro, in rappresentanza dell’Umbria.

A guidare con eleganza, ironia e presenza scenica una serata ricca di emozioni sono state Eva Paradise, Lolita Petra e Velvet LaCroix, protagoniste di una conduzione che ha accompagnato pubblico e concorrenti lungo tutte le fasi dello spettacolo.

Eva Paradise, Lolita Petra e Velvet Lacroix, & Priscilla Favolosa

Dietro l’organizzazione della manifestazione vi è il lavoro di Patrizio Montilla, conosciuto artisticamente come Priscilla Favolosa, ideatore e direttore artistico del concorso, affiancato dal Co-Art Director Gianluca Desinan. Un progetto che negli anni è cresciuto fino a diventare un appuntamento nazionale capace di richiamare concorrenti provenienti da numerose regioni italiane.

Priscilla Favolosa

La serata ha visto anche la presenza di una giuria articolata tra competenze tecniche, artistiche ed esterne. Tra gli ospiti di rilievo chiamati a valutare le performance figuravano Gilles Rocca, Pamela Petrarolo e Alessia Fabiani. Presenti inoltre Francesca Stajano Briganti, Elisa Forte e Roberto Gioielli insieme agli altri componenti incaricati di giudicare le prove della competizione.

Uno dei momenti più attesi è stato l’intervento musicale di Pamela Petrarolo che ha presentato dal vivo il suo nuovo singolo “Chiaroscuro”, aggiungendo un ulteriore elemento di spettacolo alla manifestazione.

La proclamazione finale è arrivata al termine di una lunga serata caratterizzata da sfilate runway, esibizioni artistiche e performance che hanno evidenziato il livello raggiunto dalle concorrenti. Il passaggio di corona tra Astromegan, vincitrice della precedente edizione, e Darkry ha sancito ufficialmente l’inizio del nuovo regno nazionale.

Accanto al podio principale, la manifestazione ha assegnato numerosi riconoscimenti speciali destinati a valorizzare le diverse espressioni artistiche presenti in gara. Tra questi hanno assunto particolare significato i premi dedicati alla memoria e alla carriera di Karl du Pigne e Kasta Diva, entrambi assegnati a Rose Victor Gray del Triveneto.

Ma fermarsi ai risultati significherebbe raccontare soltanto una parte della storia. Per comprendere davvero il significato di una manifestazione come Miss Italy Queen occorre osservare ciò che accade dietro le luci del palco, dietro i costumi, dietro il trucco e dietro quelle performance che troppo spesso vengono giudicate superficialmente senza conoscerne il percorso creativo.

L’arte drag continua infatti a essere una delle forme espressive più discusse e al tempo stesso più complesse del panorama contemporaneo. Chi la osserva da lontano tende spesso a concentrarsi sugli aspetti più visibili: la trasformazione estetica, l’impatto scenografico, il costume. In realtà, dietro ogni personaggio esiste un lavoro che coinvolge progettazione visiva, interpretazione, studio del corpo, costruzione narrativa e ricerca artistica.

La finale nazionale di Miss Italy Queen 2026 ha offerto una dimostrazione concreta di questa complessità.

I criteri di valutazione non si limitano all’aspetto estetico. Performance, presenza scenica, qualità degli outfit, costruzione del personaggio e capacità interpretativa costituiscono elementi centrali del giudizio. Un approccio che richiama il linguaggio della performance contemporanea e del teatro più che quello di una tradizionale competizione di bellezza.

Ogni concorrente ha portato sul palco una visione personale. Alcuni hanno scelto la strada della spettacolarità visiva, altri quella dell’eleganza, altri ancora hanno costruito personaggi capaci di mescolare ironia, moda, teatralità e ricerca estetica.

Il risultato è stato un mosaico di sensibilità differenti unite dalla stessa esigenza: esprimere una propria identità artistica.

Fondamentale in questo percorso è stato anche il lavoro svolto dalle madrine e dai padrini che hanno seguito i concorrenti durante le selezioni regionali. Un ruolo che ha coinvolto Lady Tolemaide, Alessio Corbelli e Finora per la Liguria; La Mylonga e Foxy Priscilla per il Piemonte; Ranma per la Lombardia; Gianluca Desinan, Porcah Ontas e Adriana Picasso per il Triveneto; Lady Montana per l’Umbria; Raven Voice, Idra Poyson e Moet Sharon per Puglia, Molise e Basilicata; Djbril e Selenis Scorpio per la Campania; Mendez e Federico Delya Incrue per la Sardegna.

In questo senso il mondo drag rappresenta oggi uno spazio di sperimentazione culturale particolarmente significativo. Numerosi studiosi delle arti performative sottolineano come il personaggio drag non sia semplicemente una maschera o un travestimento, ma uno strumento attraverso cui riflettere su identità, rappresentazioni sociali e linguaggi contemporanei.

La performance diventa racconto. Il costume si trasforma in strumento narrativo. Il trucco assume una funzione comunicativa. Il palco diventa uno spazio simbolico nel quale l’artista può condividere una propria visione del mondo.

È probabilmente questa la ragione per cui Miss Italy Queen continua a crescere anno dopo anno, attirando concorrenti da tutta Italia e un pubblico sempre più ampio.

Al termine della serata resta certamente il nome della vincitrice. Ma resta soprattutto il valore del lavoro artistico svolto da tutti i partecipanti: ore dedicate alla progettazione dei costumi, allo studio dei personaggi, alla preparazione delle performance e alla ricerca di un linguaggio capace di dialogare con il pubblico.

In un tempo dominato dalla velocità dei social network e dalla tendenza a giudicare prima di comprendere, eventi come Miss Italy Queen offrono l’occasione di osservare più attentamente ciò che si nasconde dietro una performance.

Perché dietro ogni costume c’è una storia. Dietro ogni personaggio c’è una ricerca. Dietro ogni esibizione c’è un artista.

La corona assegnata a Darkry rappresenta il riconoscimento di una competizione. La vittoria più significativa della serata, però, è quella della creatività, della libertà espressiva e di una forma d’arte che continua a trovare spazio, pubblico e nuove occasioni di crescita. L’appuntamento è già rinnovato al prossimo anno con la sesta edizione della manifestazione.

Di Dino Tropea

Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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