Moira Orfei e il Cinema: una bio-filmografia ricca di aneddoti della Regina del Circo che si è spenta domenica a Brescia

Come preannunciato nel breve lancio dell’altro ieri (QUI), Moira Orfei è stata trovata morta domenica mattina nella sua casa mobile a Brescia, dove il suo leggendario circo si trovava per l’ultima replica in città. La quasi 84enne si è spenta serenamente, come annunciato dal marito Walter Nones e dalla famiglia, che racconta come dopo aver fatto colazione, Moira sia tornata sul letto per riposare e non si sia più svegliata. Definita “la Regina del Circo” e “Moira degli Elefanti”, negli anni il suo nome è stato il simbolo dei tendoni d’Italia e del mondo. Ma non tutti sanno che Moira aveva anche un lato “oscuro”, o meglio “sepolto”. Infatti, soprattutto in gioventù, è stata una popolare attrice ed ha partecipato ad oltre 40 film. Ed è proprio di questo “amore” dimenticato, quello tra Moira e il cinema, che vogliamo parlare oggi.

Dan Vadis Il trionfo di Ercole

Con Dan Vadis sul set de “Il trionfo di Ercole”

Le donne interpretate da Moira erano solitamente simili a lei, aggressive e conquistatrici. Esordisce nel 1960 in “Sotto dieci bandiere” di Duilio Coletti, voluta da Dino De Laurentiis, che le diede preziosi consigli: “Mi aveva vista al circo, mi propose di fare cinema, mi fece cambiare look e nome. Io all’anagrafe nasco Miranda, ma tutti mi chiamavano Mora per via della capigliatura scura. ‘Meglio Moira’, suggerì lui, consigliandomi anche il trucco, carnagione sbiancata dalla cipria di riso, sopracciglia ridipinte a matita, vistoso eyeliner, ciglia finte, bocca ingrandita da un rossetto scarlatto. ‘Resta così’, mi disse, ‘le donne che cambiano sempre look non hanno personalità’. Aveva ragione. Quel look esagerato mi rese unica, inconfondibile“. Del set del film invece la colpì l’aspetto fisico degli attori e il loro rapporto con l’alcool: “Ricordo i bicchieri di whisky. Bevevano tutti come pazzi, a cominciare dal grande Charles Laughton. Van Heflin aveva il naso sempre rosso, sembrava un’aragosta e Charles Laughton un pallone gonfiato. Perché io, quando vedo una persona dalla fisionomia particolare, associo spesso la sua figura a quella di un animale. Avevo una zia con delle zampone grandi, che mi pareva un elefante..

Sotto dieci

Moira nel ruolo di una naufraga in “Sotto dieci bandiere”

Dopo il ruolo di Nemea, regina delle amazzoni in “Gli amori di Ercole” di Carlo Ludovico Bragaglia (1960), interpreta una dozzina di peplum, spesso nel ruolo della regina cattiva. La ricordiamo come Attea in “Ursus” di Carlo Campogalliani (1961), la regina Halis Mosab in “Maciste, l’uomo più forte del mondo” di Antonio Leonviola (1961), la schiava Diar in “Ursus nella valle dei leoni“, ancora di Bragaglia (1961), la principessa Malva nell’ibrido “Zorro contro Maciste” di Umberto Lenzi (1963), Ura in “L’eroe di Babilonia” di Siro Marcellini (1963), la maga Pasifae in “Il trionfo di Ercole” di Alberto De Martino (1964), Marzia in “I due gladiatori” di Mario Caiano (1964), Artamne in “La rivolta dei pretoriani” di Alfonso Brescia (1964), Dalila in “Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili” di Giorgio Capitani (1964) ed infine Poppea in “L’incendio di Roma” di Guido Malatesta (1965).

Zorro contro Maciste

Moira nella fotobusta di “Zorro contro Maciste”

Dei peplum diceva: “Ero sempre la regina cattiva e non so perché.. io sono una donna buona. Ogni volta venivo uccisa nei modi peggiori e quindi mio marito non portava i nostri figli al cinema a vedere i miei film, perché piangevano e dicevano: ‘La mamma è morta’“. E poi raccontava del forzuto attore Gordon Scott, il suo preferito: “Ho fatto film in costume con uomini meravigliosi americani, Gordon Scott, Steve Reeves ecc. Ma il più affascinante era Scott, due occhi marroni grandi così. Una volta mi pizzicò il sedere. Ce l’avevo così bello che facevo fermare il traffico!“. Ma non tutti le piacevano e lo diceva senza peli sulla lingua: “Gordon Mitchell, che brutto che era! Aveva un fisico fantastico, ma si dava tante arie da non stargli vicino. Era pazzo! Kirk Morris invece era un bravo ragazzo veneziano, molto gentile e per niente divo. Anche Alan Steel era umile e bonario“.

Con Totò gira tre film: è Suor Virginia in “Il monaco di Monza” di Sergio Corbucci (1962), la signora Fiore in “Totò contro i quattro” di Steno (1963) e Ottavia in “Totò e Cleopatra” di Fernando Cerchio (1963). Successivamente rivelò la proposta indecente fattale dal Principe De Curtis: “Era una persona meravigliosa. Mi disse: ‘Mi piaci Moira, vieni a letto con me, ti faccio solo due o tre carezze e ti do 30 milioni’, l’equivalente di un appartamento. E io, per non metterlo in imbarazzo, gli risposi: ‘Vede, principe, se io non fossi tanto innamorata di mio marito, ci verrei subito con lei. Ma sono così innamorata di Walter, che non posso venire né con lei né con altri’. E così l’ho accontentato senza fargli capire che mai sarei andata con lui“.

Totò Cleopatra

Con Totò in “Totò e Cleopatra”

Con Franco e Ciccio invece i film sono stati ben cinque, di cui tre diretti da Giorgio Simonelli: Moira è stata l’isterica vedette Claudette in “I due mafiosi” (1964), Baby O’Connor in “I due sergenti del generale Custer” (1965) e Rosalia in “2 mafiosi contro Al Capone” (1966). Poi è Taide, la fidanzata di Ciccio in “Come inguaiammo l’esercito” (1965) di Lucio Fulci, mentre in “Paolo il freddo” (1974) diretto dallo stesso Ciccio Ingrassia interpreta se stessa e assume Franco come inserviente nel suo circo. Della coppia di comici siciliani aveva simpatia per Franco, ma non per Ciccio: “Ho fatto molti film con loro. Erano molto diversi. Lavorare con Franchi era piacevole, direi bellissimo, perché era un uomo di spirito.. Giocava, rideva e scherzava sempre. Ingrassia, invece, era proprio l’opposto: ombroso e litigioso“.

I due mafiosi

Con Franco e Ciccio in “I due mafiosi”

Moira Orfei partecipa però anche a film più “nobili”: è la “pedicure porta-sfiga” Santina, accanto a Marcello Mastroianni, in “Casanova ’70” di Mario Monicelli (1965), film che ottenne la nomination all’Oscar per la sceneggiatura. “Mastroianni mi ha fatto una corte fine, elegante“, ricordava; “Walter Chiari invece mi è corso dietro e mi ha dato due morsi sul sedere, quasi mi ha staccato la carne!” (con lui fece “Gli italiani e le donne” di Marino Girolami del 1962). Poi c’è Giorgia, l’amante di Giulio Questi in “Signore & signori” (1966), film vincitore della “Palma d’oro” a Cannes, diretto da Pietro Germi e prodotto da Carlo Ponti. Di lui disse: “Ponti era bruttissimo e gentilissimo. La prima volta che lo incontrai mi dissi: ma come diavolo ha fatto Sophia Loren a sposare uno così? Poi cominciò a parlare e capii: aveva un eloquio che t’incantava“. E proprio riguardo alla Sophia nazionale, Moira ricordava gli elogi ricevuti da Germi: “Mi disse che se avessi studiato e imparato bene l’italiano, togliendo il mio accento bolognese, avrei potuto diventare come la Loren, ma io non ho mai voluto abbandonare il circo“.

Moira Mastroianni

Con Marcello Mastroianni in “Casanova ’70”

Tornando ai film “nobili”, la troviamo nel ruolo di Adelaide, insistente padrona di casa che insidia Nino Manfredi in “Straziami ma di baci saziami” di Dino Risi (1968), girato in un momento particolare della sua vita: “In quel film ero incinta di sette mesi e portavo delle vestaglie per non far vedere la pancia. Manfredi mi prendeva in giro quando, sulla scena, ci rotolavamo nel bagno mentre cercavo di baciarlo, ‘Aoh io qui ammazzo er pupo!’. Manfredi era un gran bravo ragazzo”.

Straziami

Con Nino Manfredi in “Straziami ma di baci saziami”

Risi la chiama nuovamente per il ruolo di un’altra prostituta, Marika, che soddisfa il non vedente Vittorio Gassman in “Profumo di donna” (1974), nomination all’Oscar come miglior film straniero. Non tutte rose e fiori, però, con il regista milanese, che la voleva nuda: “Dino Risi non si dava pace. In ‘Profumo di donna’ mi aveva assegnato il ruolo di Mirka, la puttana: ‘Sei fatta così bene, perché non vuoi spogliarti?’. Ma neanche per un miliardo! Io lavoro per i bimbi e le mamme. Non sono come quelle della TV, che vivono con i culi e le tette al vento. Ho imparato da mia madre. Le donne del circo sono così“. Alla fine la spunta lei e le sue “grazie” restano coperte.

Profumo

Con Vittorio Gassman in “Profumo di donna”

Fulci la dirige nel cultissimo “Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza” (1975) in cui è la sadomaso “Bestia assatanata” che riempie di botte il malcapitato Lando Buzzanca. Del film ricordava ridendo: “Del Dracula di Fulci ricordo con molto piacere la scena nella quale faccio la sadomasochista e, dovete sapere, che il morso al simpaticissimo Buzzanca gliel’ho dato per davvero!“. Ormai siamo alla metà degli anni ’70 e inizia la moda delle commedie sexy. Moira, pur avendo diverse richieste, rifiuta i ruoli di nudo e conclude di fatto la carriera cinematografica, eccezion fatta per le brevi apparizioni in “Arrivano i bersaglieri” di Luigi Magni (1980) e “Pin il monello” di Sergio Pastore (1982).

Cav. Costante

Moira sadomaso in “Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza”

Dopo 15 anni di assenza quasi totale dal grande schermo, sostituito dalle ospitate televisive, partecipa a due film nel 1990: il misconosciuto e mai visto “Viaggio di nozze in giallo” di Michelangelo Jurlaro e il cinepanettone “Vacanze di Natale ’90” di Enrico Oldoini, dove interpreta Gloria, sguaiatissima e gelosissima moglie del mantenuto Christian De Sica. Del film ricorda in particolare la scena delle frustate: “Mamma mia che risate ci siamo fatte! Stavamo girando la scena, quando arriva il regista Oldoini. Ordina lo ‘stop’ e mi fa ‘Guarda Moira, si vede bene che non lo picchi..’. Christian, che è un grande amico mio, rinforzando la tesi mi disse ‘a Moira me devi menà!’, e così gli ho dato retta.. Dalle frustate l’ho rovinato! ‘Moira, così è troppo..’ mi diceva. Ed io ‘Così impari a dirmi che ti rovino la scena!’“. Ancora in un cinepanettone conclude la sua carriera sul grande schermo, 13 anni più tardi: “Natale in India“, in cui nel ruolo di se stessa introduce il numero dei trapezisti pasticcioni, interpretati dai Fichi d’India. Infine, poco prima di essere colpita da un ictus, Moira si racconta nel documentario “Moira Orfei. Amore e fiori” (2006) diretto da Carlo Bevilacqua e Francesco Di Loreto.

Vacanze di Natale 90

Con Christian De Sica in “Vacanze di Natale ’90”

Nonostante i quasi 40 film girati in soli 15 anni, Moira è però rimasta fedele al suo unico, vero amore: il circo. E non si pente di non aver proseguito con la recitazione: “Il cinema non mi manca, perché l’ho sempre fatto soltanto per divulgare la conoscenza del circo. Sono stata sempre chiamata per il mio nome e non sono mai dovuta scendere a compromessi come fanno le ragazze di oggi. Sono molto grata al cinema perché, solo con il circo, non mi sarei mai fatta un nome. Invece con i film, che avevano successo in tutto il mondo e con la televisione, che entra in ogni casa, è stato tutto più facile. Davanti alla macchina da presa mi sono sentita a mio agio fin dal primo istante. Mentre attori più navigati di me dovevano rifare le scene, le mie andavano bene al primo ciak. E qualunque fosse il personaggio che dovevo interpretare, mi calavo nel ruolo senza problemi. Tra il mondo del cinema e quello del circo c’è un abisso. Per far carriera nel primo basta diventare l’amante del produttore, nel secondo devi valere per te stessa. Quando sei sul trapezio o nella gabbia con le tigri non c’è raccomandazione che tenga”.

Ursus

Moira in “Ursus”

Cinema, ma anche TV. Moira ha partecipato a tantissimi programmi nell’arco di oltre 50 anni e la sua ultima apparizione è datata 2 giugno 2015, intervistata a “Estate in diretta“. Una volta, parlando della morte, lei che era devotissima a Papa Giovanni Paolo II disse: “Ho paura della morte. Quando uno è morto.. basta, sparisce. Non so se credere nell’Aldilà. Credo in Dio, sono cattolica, ma non praticante perché non ho tempo. Mi alzo tardi, mi trucco, quando vado in chiesa? Ma comunque parlo con Dio. E sul mio epitaffio farò scrivere ‘Qui c’è Moira Orfei, che ha fatto fermare tutta Milano per il suo culo’. Ah ah ah.! Lo faccio, sì. Sono stata l’unica. Nemmeno Sofia Loren ha fatto fermare tutta Milano“.

Moira last

L’ultima apparizione in TV, a “Estate in diretta”

Ciao Moira, grande Regina del Circo e del Cinema.

 

 

Ivan Zingariello

 

Moira Walter

Moira e l’amatissimo marito Walter Nones