Mondospettacolo incontra Al Bano e Jasmine Carrisi

È stato presentato in anteprima mondiale a Roma Stikide, nuovo pezzo di Deny K realizzato in collaborazione con Kiko El Crazy, stella da oltre 1,2 milioni di follower, e Jasmine Carrisi, figlia dello storico musicista dalle ottave inconfondibili, Al Bano.

In occasione della presentazione, li abbiamo incontrati per un’intervista.

 

Al Bano ha dato consigli a Jasmine per questo brano e, in generale per questa carriera musicale che sta intraprendendo?

Al Bano: No, zero. Se dovesse chiedermeli, glieli darò. Prima di questo aveva già inciso un altro brano che si intitola Calamite, veramente carino. In quel caso le ho suggerito qualcosa che lei ha capito e accettato, ma per Stikide niente. Qui ho fatto solo da spettatore.

Jasmine Carrisi: Appena mi hanno inviato il pezzo, privo della parte in cui sono subentrata io, me ne sono innamorata.

 

Al Bano che musica ascolta?

Al Bano: Io parto sempre dalla mamma di tutte le musiche, ovvero quella classica, poi ascolto anche un po’ di pezzi attuali. Certo, in questo periodo di pandemia mi sono un po’ allontanato dalla musica, forse per svuotare tutto quello che c’era e, poi, riempirlo al momento giusto.

 

La musica dei giovani quanto è cambiata dai tempi di Nel sole ad oggi?

Al Bano: Secondo me la musica è lo specchio dei tempi. Se guardiamo i grandi, da Beethoven a Bach, fino a Schubert e Mozart, facevano un tipo di musica incredibile, interessante, potente, che andava bene per quel periodo. Via via arrivando a Puccini, Mascagni, la musica verista, fino al rock’n’roll, i Platters, Modugno, Celentano e Carosone. Ogni elemento, con queste sette sette note è riuscito a creare un mondo a sé. E il bello è che la gente segue. Ora c’è questo tipo di musica, che è segno dei tempi.

Jasmine Carrisi: Appena ascolti Stikide, ti viene voglia di ballare. Poi, secondo me, il reggaeton d’estate è un must. Il pezzo è venuto fuori una bomba.

 

Degli artisti musicali odierni, Al Bano chi apprezza?

Al Bano: Devo dire che i Maneskin non mi dispiacciono. Poi mi piacciono molto i Negramaro, che vivono in questo tipo di attualità musicale e la fanno molto bene. Mi piace molto Tiziano Ferro. Mi hanno parlato di Ultimo, del quale ho ascoltato qualche brano e non è niente male, come genere è un po’ figlio di Antonello Venditti. Ho notato, inoltre, che questi giovani fanno pezzi sviluppatissimi nei testi, ciò è una gran novità. Forse eccedono troppo nel parlare un po’ forti, ricorrendo a frasi ad effetto che, secondo me, potrebbero essere evitate.

 

Un testo attuale di Al Bano di cosa parlerebbe?

Al Bano: Non me lo sono chiesto, appena nascerà un nuovo pezzo potrò dirvelo.

 

Al Bano ha fatto tanto cinema in passato, mentre negli ultimi anni lo abbiamo visto soltanto in un’apparizione, nei panni di se stesso, in Poveri ma ricchi di Fausto Brizzi. Lo rivedremo sul grande schermo?

Al Bano: La settimana scorsa mi è stato offerto un film con Riccardo Scamarcio, solo che mi avevano chiesto giorni liberi ad Ottobre, quando sarò sempre alle prese con il mio lavoro. Quindi ho dovuto rifiutare. Ma sono convinto che tornerò al cinema, perché mi aspetta e lo aspetto.

 

Francesco Lomuscio