
Nato a Rivoli, in provincia di Torino, nel 1977, e oggi residente a Tuscania, nel cuore della Tuscia laziale, Andrea Maccarri è una delle voci più singolari e radicali del cinema underground italiano contemporaneo. Autodidatta, regista, autore e sperimentatore, Maccarri ha costruito nel tempo un percorso personale e coerente, lontano da scuole e circuiti ufficiali, alimentato da una passione viscerale per l’horror di serie B e Z, per la cultura delle VHS, dei found footage e delle derive più marginali della cinefilia.

Il suo cinema nasce “dal basso”, tanto nelle modalità produttive quanto nell’estetica: immagini sporche, formati degradati, miniDV, camera a mano, presa diretta del suono e montaggi abrasivi che restituiscono una sensazione costante di instabilità. Il risultato è un impasto visivo dove il trash, l’horror e il documentarismo deformato si fondono in una forma di inquietudine autentica, che trova nella precarietà tecnica la propria forza poetica. In Maccarri, l’imperfezione diventa linguaggio, la povertà di mezzi si trasforma in dichiarazione di intenti: un cinema dell’autenticità, dove la finzione si confonde con il reale e il perturbante nasce da ciò che sembra “trovato per caso”.
Completamente autodidatta, Maccarri ha affinato il proprio stile attraverso la pratica diretta del video low-budget e un costante dialogo con i miti dell’horror italiano — Lucio Fulci, Bruno Mattei, Joe D’Amato — e con i modelli internazionali del found footage più radicale, da The Blair Witch Project di Daniel Myrick e Eduardo Sánchez a REC di Jaume Balagueró e Paco Plaza, fino agli estremi disturbanti di August Underground. La sua è una formazione “analogica” fatta di bootleg, fanzine e registrazioni disturbanti, che spiega anche la sua ossessione per il degrado visivo e sonoro come veicolo di verità.
Tra le sue opere principali spicca Il caso della belva del plenilunio (2015), falso documentario incentrato su una leggenda licantropica rurale, dove folklore e mistero si intrecciano in una cronaca alla true crime. Segue Mildville – The Lambert Tapes (2017), mockumentary ambientato in una cantina dove una madre aveva rinchiuso il figlio deforme: un viaggio malato tra degrado umano e segreti sepolti, che sfrutta l’estetica VHS per generare inquietudine più che spavento.
Nel 2018 arriva Absistite Luco, un found footage lisergico e visionario girato interamente nei boschi, sorta di favola demoniaca che mescola superstizione popolare e ritualità pagana. Più recente è Evil Underground (2025), antologia horror composta da quattro cortometraggi girati in stile VHS deteriorato, in cui Maccarri riflette sul male registrato e sulla pornografia della sofferenza, spingendo il suo discorso sul rapporto tra realtà e rappresentazione all’estremo.
Attualmente è in post-produzione Dawn of Vincent, lungometraggio metacinematografico in chiave trash-horror che ha per protagonista Er Murena, un bullo romano catapultato in un mondo infestato da zombie, demoni e cinefili deviati. Un film che suona come omaggio e parodia del cinema horror underground, ma anche come summa ironica della poetica di Maccarri: un universo popolato da ossessioni visive, degradazione estetica e libertà assoluta.

Ciò che colpisce, nella sua filmografia, è la totale coerenza stilistica: una mano capace di fondere consapevolmente trash, arte e sperimentazione, costruendo atmosfere autenticamente disturbanti e una visione personale, riconoscibile anche nel caos apparente. Andrea Maccarri rappresenta così una rara anomalia nel panorama italiano: un autore che non cerca la legittimazione del sistema, ma scava ai margini per trovare, nel rumore e nella bassa definizione, una forma pura di verità cinematografica.
Marco Scognamiglio nasce a Napoli il 22 Giugno del 1984 e già all’età di 6 anni inizia ad appassionarsi all’horror (Nightmare il suo primo film). Ma la vera passione inizia a decollare nel 2003 quando inizia ad acquistarli in supporto fisico, accumulando (allo stato attuale), più di 1600 titoli tra DVD, bluray e qualche 4K. Il suo sottogenere horror preferito sono gli zombie movies (seguito dagli home invasion, i cannibal movies, i trash e gli splatter ultraviolenti) ma la sua collezione comprende qualsiasi sottogenere a partire dagli anni ’20 fino al 2025.
Dal 2015 è amministratore del gruppo facebook FILM HORROR…CHE PASSIONE nel quale gestisce insieme agli altri admin rubriche di vario genere, scrivendo anche recensioni che vengono pubblicate sul portale ClubGhost, del quale fa ufficialmente parte della redazione.

È un grande sostenitore del cinema indipendente Made in Italy e a tal proposito gestisce anche una pagina facebook chiamata NEW B’S che tratta horror italiano dal 2000.
Grazie al regista Andrea Maccarri comincia a muovere qualche passo come attore partecipando a tre suoi lavori: il cortometraggio Mildville: Deadly Smile (nel ruolo del giornalista Max Sheldon) il mediometraggio Absistite Luco (partecipando ad una delle scene aggiuntive per la versione Director’s Cult) e il lungometraggio antologico E/V/L UNDERGROUND (nel ruolo di un nerd protagonista dell’episodio cornice).
Una passione sconfinata per l’horror che lo porta a provare qualsiasi tipo di film, bello o brutto che sia senza quasi mai prendere per buone le recensioni che legge sui social e su internet.
Ecco la videointervista

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