Diego Carli, nato a Trieste il 24 aprile 1961, e da anni residente in provincia di Verona, è una figura eclettica del panorama artistico italiano: attore, regista, sceneggiatore, ma anche docente e formatore. La sua carriera si è sviluppata in maniera trasversale, toccando il teatro, il cinema, la televisione ed il mondo della didattica, sempre con un approccio curioso e sperimentale.

La sua formazione affonda le radici nell’arte figurativa: diplomato al Liceo Artistico di Venezia e poi all’Accademia di Belle Arti, Carli ha intrecciato da subito la dimensione plastica e visiva con quella performativa. Negli anni si è perfezionato attraverso corsi di teatro fisico, body art e recitazione, lavorando con maestri del calibro di Donato Sartori e Dario Fo, e approfondendo metodi come quello di Jerzy Grotowski. Da qui è nata una carriera teatrale intensa, che lo ha visto attivo in numerose compagnie italiane – da Zumpa & Lallero di Venezia al Teatro dell’Angolo di Torino – e autore di spettacoli che spaziano dalla commedia al teatro fisico, sempre con un’attenzione particolare al rapporto col pubblico e alla contaminazione tra linguaggi.

Accanto al palcoscenico, Carli ha costruito un percorso parallelo e di grande visibilità nel cinema e nella televisione. La sua fisionomia decisa e il carisma scenico gli hanno permesso di incarnare spesso personaggi duri, spigolosi, figure “da cattivo” che ne hanno fatto un volto riconoscibile nelle fiction italiane. Lo abbiamo visto in L’Alligatore di Daniele Vicari, in Blanca al fianco di Maria Chiara Giannetta, nella serie Kostas con Stefano Fresi, e ancora in La Porta Rossa 3. Al cinema ha recitato in film come Diabolik 2 dei Manetti Bros., Love in the Villa di Mark Steven Johnson per Netflix e nel progetto internazionale Tiziano – L’impero del colore di Laura Chiossone. Lavori che gli hanno permesso di alternare produzioni indipendenti a set di grande richiamo, senza mai perdere il gusto per la sperimentazione.

Parallelamente, Carli ha intrapreso la strada della regia, soprattutto nel campo del cortometraggio. Con Il giorno in cui Patrick morì due volte ha ottenuto il secondo premio al Nonantola Film Festival, mentre con Two Sisters e Monitus ha esplorato i territori dell’horror e del folklore, spesso ispirandosi a leggende e vicende storiche della Lessinia. La sua è una regia che unisce suggestione visiva e radicamento nel territorio, in bilico tra realismo e visioni perturbanti.

Non meno importante è la sua attività come formatore: Carli ha fondato laboratori di cinema e recitazione, dedicandosi soprattutto ai giovani con progetti come Fare Cinema – Ciak for kids a Soave, convinto che la pratica artistica sia prima di tutto strumento educativo e di crescita personale.

La carriera di Diego Carli, che si muove con disinvoltura dal teatro al grande schermo, dall’interpretazione alla regia, mostra un artista capace di reinventarsi costantemente, di cogliere le sfide dei linguaggi contemporanei e di restare fedele a un’idea di arte come incontro, ricerca e trasformazione. Un percorso che lo rende una delle figure più poliedriche e interessanti della scena italiana, capace di stare allo stesso tempo dentro e fuori dal sistema, con la libertà di chi non smette mai di mettersi in gioco.

Per chi volesse, sarà possibile incontrare Diego Carli e vedere sul grande schermo il suo ultimo cortometraggio, Monitus, sabato 4 ottobre 2025 durante il Beyond The Horror Fest, che si terrà a Signa (FI) presso la Salablu, Via degli Alberti 11. Per info: https://www.beyondthehorrorfest.it/

Ecco la videointervista

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