Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, Gianluca Lasaracina ha costruito il proprio percorso tra formazione accademica e pratica sul set. Dopo la laurea al DAMS dell’Università degli Studi Roma Tre ha proseguito la propria formazione alla New York Film Academy (NYFA), sviluppando così le basi di un linguaggio cinematografico personale, maturato soprattutto nell’ambito del cinema indipendente e del cortometraggio.

Proprio nel cinema breve Lasaracina ha raccolto alcuni dei primi importanti riconoscimenti. Eyes è stato inserito tra i migliori cortometraggi dell’anno dalla Federazione Italiana Corti d’Essai (FICE), mentre Il Fanatico ha ricevuto il Premio Rai Cinema Channel al Festival Tulipani di Seta Nera. Utility Fog, inoltre, è stato selezionato in concorso ai David di Donatello. Nel 2015 Lasaracina ha ottenuto anche il premio Video Talent Vodafone Amici per la regia del videoclip Sei di mattina di Briga.

Nel 2023 ha fondato Lightless, casa di produzione indipendente dedicata al cinema horror. È proprio all’interno di questo progetto che nasce Watchful Eyes, scritto, diretto e prodotto dallo stesso Lasaracina e primo lungometraggio della società. Il film segue Sebastian, un uomo segnato da un lutto, che accetta un incarico come custode all’interno di un campus universitario dove cinque studenti, legati a un misterioso caso di omicidio, si trovano in isolamento. Da questa premessa prende forma un horror psicologico costruito sull’isolamento, sulla percezione e sulla progressiva ambiguità tra ciò che è reale e ciò che potrebbe esserlo soltanto nella mente dei protagonisti.

Completato nel 2025, Watchful Eyes ha avuto una distribuzione internazionale affidata alla statunitense Buffalo 8. Il film è stato inoltre riconosciuto come film d’essai dal Ministero della Cultura e nel luglio 2026 è approdato allo streaming negli Stati Uniti attraverso Amazon, con una distribuzione che ha coinvolto anche altri mercati anglofoni.

Con Watchful Eyes, Lasaracina compie dunque il passaggio dal formato breve al lungometraggio senza abbandonare la dimensione indipendente che ha caratterizzato il suo percorso, portando la propria esperienza nel cinema di genere dentro un progetto produttivo autonomo. Un esordio che racconta non soltanto l’evoluzione di un regista, ma anche la volontà di costruire, attraverso Lightless, uno spazio produttivo italiano dedicato all’horror.

Ecco la videointervista

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