Evoto

Gianni Carbotti è un regista, fotografo e reporter italiano che vive e lavora a Roma. Nel 2023 ha diretto il cortometraggio Angelica, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti e apprezzamenti in ambito nazionale e internazionale. Tra i premi più rilevanti:
– Honorable Mention della Giuria, Premio Critica Internazionale e Miglior Attrice al Festival del Cinema di Cefalù 2024;
– Honorable Mention al LA Film & Documentary Award di Los Angeles;
– Miglior Attrice al Santecchia Horror Festival 2024.
Il film è stato inoltre selezionato in diversi altri festival dedicati al cinema
indipendente e di genere, consolidando la sua reputazione come autore di opere intense e visivamente potenti. Nel 2025 ha realizzato il mediometraggio La scelta di Brenda, attualmente in fase di promozione, che sarà presentato in Anteprima Nazionale Sabato 4 Ottobre 2025 durante il Beyond the Horror Fest a Signa (Fi): per info https://www.beyondthehorrorfest.it/

Attivo nel campo dell’informazione, negli ultimi dieci anni ha realizzato documentari, reportage, video e foto servizi, affiancandovi articoli, interviste, inchieste e recensioni. Parallelamente si è dedicato all’arte contemporanea, collaborando con l’artista Benjie Basili Morris nell’ambito di mostre, eventi e video installazioni. La sua passione per le sonorità underground, nata negli anni Novanta quando ha cominciato a esibirsi come cantante e performer rock, lo ha portato a curare la regia di diversi videoclip musicali.

La poetica di Carbotti nasce dall’incontro tra il fascino visivo e narrativo del cinema di genere italiano — in particolare quello gotico e visionario di autori come Mario Bava, Riccardo Freda, Antonio Margheriti e Dario Argento — e la profondità spirituale, psicologica ed esistenziale del grande cinema d’autore europeo, rappresentato da maestri quali Roman Polanski, Andrzej Żuławski, Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini.

Il suo stile, caratterizzato da un uso pittorico della luce, da una composizione dell’immagine curata nei minimi dettagli e da una drammaturgia sonora evocativa e simbolica, fonde suggestioni espressioniste, tensione psicologica e metafisica dell’orrore per trasformare il cinema di genere in un mezzo di rivelazione: uno strumento capace di portare alla luce il perturbante nascosto sotto l’apparente normalità, esplorando la crisi dell’identità, la frattura del reale e le zone d’ombra della coscienza, dove l’invisibile si manifesta come verità ultima e ineludibile dell’esperienza umana.

Ecco la videointervista

2 pensiero su “Mondospettacolo intervista il regista Gianni Carbotti”
  1. Carissimo Gianni , ti ringrazio davvero per le bellissime parole usate nei miei confronti . Sono molto contento che il lavoro del mio laboratorio fatto insieme a mio figlio Michelangelo , Cecilia , Eugen e Francesca sia stato tanto apprezzato !
    A volte le vere soddisfazioni arrivano più dai progetti indipendenti e fatti con il cuore come il tuo ( o il nostro se preferisci ?… ) che dai grandi progetti dove magari il lavoro degli sfx, a volte molto complesso, viene invece messo in secondo piano o addirittura nascosto. Chissà … Forse nel timore di dargli troppa visibilità ? ??‍♂️. … dunque ancora Grazie dal team al completo del SergioStivalettiStudio
    S.S.S.

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