Mondospettacolo intervista il regista Leonardo Barone e l’attore Giorgio Borroni

Leonardo Barone nasce a Piombino il 1 dicembre del 1976 da Antonino Barone, operaio della Lucchini, e Serenella Ranieri, impiegata alle poste.
Sin da ragazzino dimostra subito di avere una grande passione per il cinema, il suo sogno è quello di diventare un attore famoso, ma Piombino è un piccolo centro, non vi sono scuole di cinema, e Leonardo non conosce nessuno che possa dargli qualche dritta su come muovere i primi passi nel mondo del cinema, passeranno quindi molti anni prima che possa iniziare la sua avventura.
A scuola non era di certo il primo della classe, mostrando continuamente poco interesse per le materie scolastiche, tanto che rimandato due volte alle medie ed un’altra volta alle superiori; data la situazione, i genitori gli consigliarono di abbandonare gli studi e di cercarsi un lavoro. Dopo alcuni anni passati a fare qualche lavoretto saltuario, trovò lavoro come macellaio, attività che svolse per alcuni anni fino a che non venne assunto come operaio alla Lucchini di Piombino, insieme a quella di Taranto la più grande fabbrica di acciaio in Italia; oramai si è rassegnato, il mondo del cinema per lui resterà solo un sogno.
Grazie alla diffusione dei social, soprattutto Youtube, inizia ad imparare qualcosa sul mondo del cinema, comincia a sperimentare con i programmi di montaggio, sperimenta facendo qualche video divertente per i social, prova a sfondare come Youtuber senza nessun successo, ma su Facebook una cerchia molto ristretta di persone lo segue e si diverte, attirando l’attenzione di qualche organizzatore locale che gli chiede di fare qualche video per degli eventi organizzati dalla sua associazione.
Nel 2017 frequenta per circa un anno il laboratorio teatrale di Daniele Gargano “Prendi l’arte e mettila ovunque” a Piombino. Frequenta poi per qualche mese a San Vincenzo un corso di regia tenuto da Antonio Meucci.


Dagli esperimenti con i social si passa alle prime esperienze con i festival del cinema: realizza nel 2017 un fan film sul videogioco Resident Evil che viene selezionato alla settima edizione del FI PI LI HORROR FESTIVAL di Livorno, ed un altro brevissimo corto che entra in selezione alla quinta edizione del CORTO NANNI di Piombino. Realizza quindi un lungometraggio di fantascienza intitolato La Maschera Nera che si aggiudica una menzione speciale alla seconda edizione del TUSCANY WEB FEST di Porcari (Lucca).
Nel 2018 realizza un cortometraggio a metà strada tra un horror ed uno sci-fi completamente girato con il green screen che chiamerà Black Hole e con il quale si aggiudica diverse selezioni e cinque premi.
Nel 2019 realizza un mediometraggio di genere commedia/drammatico che chiamerà Romeo, un Regista a Effetto Speciale il quale si aggiudica molte selezioni ufficiali ed alcune nominations e premi (anche all’estero) tra cui miglior regia in Asia, ed un cortometraggio tratto da un racconto dello scrittore Roberto Ricci dal titolo E’ solo un Gioco con il quale si aggiudica diverse selezioni e premi tra cui anche la nomination come miglior sceneggiatura allo STANDALONE FILM FESTIVAL. Nel 2020 è poi la volta del cortometraggio fantasy dal titolo 13 Scatti con il quale si aggiudica moltissime selezioni e premi, e nel 2021 partecipa addirittura come attore ad un film horror dal titolo Dawn of Vincent (Regia di Riccardo Ceppari). Il 2021 è per lui l’anno della svolta, grazie alla realizzazione del suo primo lungometraggio di genere thriller scritto da Ethan Michael Carter intitolato Negli Occhi della Preda, in concorso ai prestigiosi VESPERTILIO AWARDS 2022.

Giorgio Borroni è nato nel 1977, ha conseguito la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, dopodiché ha curato e tradotto le edizioni di Frankenstein di Mary Shelley per Feltrinelli e di Dracula di Bram Stoker per Barbera. Ha inoltre tradotto La lettera scarlatta di Hawthorne (liberamente),  Io morirò domani, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti, e ha scritto un manuale di Letteratura Italiana per Studenti. Nel campo dei fumetti, ha tradotto graphic novel come ParkerBody BagsBattlechasers e delle serie manga The legend of Zelda, Warcraft, Starcraft, Vampire Hunter D. Da sempre appassionato della nona arte ha realizzato sceneggiature per alcune realtà indipendenti, mentre come illustratore realizza opere fantasy, horror e di fantascienza che compaiono in numerose copertine di webzine e modella in 3D cravatte texane di genere gotico. Ha insegnato “traduzione del fumetto” in un master universitario a Pisa, tenuto un workshop per la Scuola Fenysia di Firenze sulla letteratura horror e varie masterclass online. Dopo aver conseguito un diploma in Scrittura creativa alla Scuola di Comics di Firenze, ha iniziato a scrivere più o meno regolarmente ed è stato pubblicato in alcune antologie per Dunwich, Les Flaneurs, La Nuova Carne e Catbooks. Dal 2015 a oggi ha prodotto alcuni audiolibri (Midnight Club, Mindlag, Orrore d’Autunno, Hello Darkness, Zombie Mutation), e ha curato alcune rubriche di critica fumettistica su Silicio e Massacro, riviste indipendenti di cultura estrema scifi e horror. Nel 2020 Ater-Pubme ha pubblicato il romanzo horror Il vuoto dentro. In ambito cinematografico ha recitato in alcuni cortometraggi, nel film commedia Go Dante Go Go Go! di Alessio Nencioni e nel thriller Negli occhi della preda di Leonardo Barone.  Ecco la videointervista:

Ilaria Monfardini