Mondospettacolo intervista l’artista ed attore Alberto Marconcini

Alberto Marconcini, nato ad Empoli il 26 febbraio 1967, è un artista di Vinci (FI). La sua poliedriticità infinita lo porta continuamente ad esplorare nuovi mondi. Dal buon cuore e dall’animo libero e ribelle, Alberto fin da ragazzo è sempre stato un fuorilegge, accademicamente parlando. Dopo le medie ha frequentato istituti d’arte ma mai questi hanno appagato la sua visione didattica ribelle, un’arte libera, fuori da tutte le regole. Ecco, quindi, che continua il suo percorso poliedrico da autodidatta. Creativo, artista, decoratore, arredatore, visual design, scenografo, Alberto percorre la propria vita nel settore d’interni e set cinematografici. Lavorerà e collaborerà con architetti a livello internazionale, arredando e decorando personalmente residenze esclusive tra le quali l’ex monastero Benedettino a Passignano sul lago Trasimeno di George Lucas.

Ma sono le passioni di Alberto che lo fanno sfociare nella sua poliedricità, tra tante la musica, la recitazione, la scrittura e la propria inseparabile motocicletta, compagna di avventure e location da sogno. Nella metà degli anni ’80 la prima rock band. Alberto, batterista, in quegli anni impianta i suoi semi nel mondo della musica che non lo abbandonerà mai, mondo che ad oggi continua a frequentare in qualità di percussionista. Ma in quegli stessi anni nasce la sete di cinema. Due perle di quel tempo, per lui, sono: la prima The Warriors (I Guerrieri della Notte) diretto da Walter Hill, di cui ci racconta “alla tenera età di 12 anni riuscii ad eludere la maschera ed attraverso un’uscita di sicurezza io ed un mio amico ci intrufolammo e riuscimmo ad entrare nel cinema a vedere un film a quei tempi vietatissimo I Guerrieri della Notte; la seconda Fuga da New York del grande John Carpenter, di cui ci dice “dopo la visione di questo ultimo film decisi che il mondo del cinema mi apparteneva. In realtà, se ci penso bene, lo avevo già capito anni prima, quando rimasi letteralmente folgorato da un film che cambiò per sempre il modo di fare film di genere… mi stò riferendo a Star Wars di George Lucas, il primo, il quarto, del ’77, a 10 anni ero presente in quella sala, inconsapevole di assistere all’epopea che poi sarebbe diventata, ma già all’epoca lo si vedeva che i requisiti li aveva tutti”.

Salto temporale: primi anni ’90 Alberto inizia a recitare nei vari teatrini locali, ma, alla fine di quegli stessi anni, inizia anche ad avvicinarsi al fare cinema. Ecco che successivamente lo si vede frequentare e collaborare con due scuole di cinema toscane: La scuola Anna Magnani di Prato e la scuola Immagina di Giuseppe Ferlito. Da lì collaborerà e parteciperà in qualità di attore e scenografo in vari corti, medi e lungometraggi fino ad arrivare alla storia quotidiana.

Ma le passioni, per Alberto, non finiscono qui. C’è una passione, in particolar modo, che lo vede impegnato attivamente nelle sue innumerevoli sfaccettature, ed è il mondo di Leonardo Da Vinci. Alberto ha interpretato, onorato e venerato Leonardo come nessun altro, dedicandogli mostre impossibili, opere artistiche ed intere aree a tema, come, per esempio, per i mondiali di pattinaggio di figura su ghiaccio a Milano, dove era il curatore dell’intera area dedicata proprio al genio di Vinci. Alberto ha veramente dedicato a Leonardo buona parte della sua vita e tra gli eventi più eclatanti c’è sicuramente “Lionardo’s Senses”, un evento artistico multisensoriale sui 5 sensi del genio, dove l’Udito in particolar modo ha fatto sì da ottenergli riconoscimenti internazionali. Per la prima volta al mondo, Alberto ha compiuto un esperimento mai realizzato prima, sul manoscritto più famoso del mondo, “l’Uomo Vitruviano”. Per realizzarlo si è avvalso di una compositrice, Alice Ulivi. L’esperimento consisteva nel catturare  tutte le componentistiche numeriche presenti nella pergamena, per poi ricomporle ed armonizzarle traslitterandole dalla pergamena al pentagramma, per poi trasformarle in note, amalgamandole fino ad ottenerne una dolce melodia. Il risultato ha avuto successo e ciò che Leonardo scrisse più di 500 anni fa su quel manoscritto, oggi lo si può ascoltare in musica:

https://www.ansa.it/toscana/notizie/2017/02/17/leonardo-uomo-vitruviano-in-musica_4bd604c5-648d-475c-8a51-bb3bccf8666a.html

https://www.youtube.com/watch?v=O51dFQn27Ns&t=41s

Un altro intervento artistico di Alberto presente nella sua terra è la “Khatisa”, un’opera che si trova all’ingresso di Vinci, sotto la cupola del “Leonardo Do Me” dove viene rappresentato il grande volto dorato della madre di Leonardo “Catharina” che per Alberto non è altro che la “Monnalisa”:

https://www.youtube.com/watch?v=0ngMiEJOzpU

Ma Alberto non poteva, da appassionato di Leonardo qual’è, non far navigare il genio nel proprio universo. Ed allora ecco che ancora una volta ci stupisce con la “Jedi Engineering”, un altro dei suoi figli, che lo vede alle prese con la realizzazione di antichi manoscritti leonardiani provenienti direttamente dalla grande Saga di Star Wars… ma come è possibile questo? Beh! Non vi rimane altro che guardarvi il video sottostante:

https://www.youtube.com/watch?v=Mx4fq2cUl10

La mente di Alberto è in continua mutazione, non riesce proprio a stare ferma. Neppure il nostro periodo più oscuro è riuscito a tenerla ferma: durante la pandemia non aveva fermezza, non poteva pensare a tutta quella gente a casa senza poter far niente per loro. Ed ecco che una delle tante molle cerebrali salta. Alberto in quel periodo realizzerà qualcosa che lo impegnerà come autore, regista ed attore. Inizia a scrivere una serie di mini puntate per una sitcom satirica di respiro rinascimentale, un qualcosa di veloce da postare sui social e per un attimo far staccare la mente a tutta quella gente dalla tv piena di bollettini pandemici. In momenti bui l’unica medicina è la satira. Contatta un suo amico attore, Francesco Lunardi, ed insieme daranno vita a La Locanda dello Stabbiolo. Attraverso permessi  impossibili i due riescono a portare a termine la cosa, donando alla gente, anche se per pochi attimi, spensieratezza e felicità. Di seguito potete vedere l’intera compilation delle puntate, ovviamente il tutto genuinamente girato in piena pandemia.

https://www.youtube.com/watch?v=N3Nmh4GDq9A&t=3102s

Oggi Alberto, oltre ad innumerevoli impegni artistici, continua a portare avanti un qualcosa che lui stesso definisce la sua opera più grande: ormai da 2 anni sta lavorando ad una sceneggiatura per un grande film di respiro mondiale. Egli pensa che, se riuscisse, una volta finita, a proporla ai produttori giusti, quest’opera avrebbe un successo degno dei kolossal di un tempo, perché si tratta di un film basato su di una semplice donna, una donna povera, una donna umile, proveniente da quella sottile linea di confine che si trova tra i deserti del Medioriente e l’India, una donna modesta che attraverso tutte le sue avventure, i suoi dolori, gli amori e le passioni, concentrerà tutti questi ingredienti per portare alla luce il Gran Maestro. È la storia di “Catharina”, la madre di Leonardo Da Vinci.

Se volete sapere qualcosa in più su Alberto Marconcini, di seguito troverete il link al suo web site dove, attraverso le varie stanze, potrete spulciare ciò che lui ha realizzato e realizza: www.albertomarconcini.it

Inoltre, prima di lasciarvi e rimandarvi alla prossima puntata, vi consiglio di dare un occhio ad uno dei suoi ultimi showreel:

https://www.youtube.com/watch?v=QOoLGfg37es&t=7s

 

Ecco la videointervista

Ilaria Monfardini