Mondospettacolo intervista l’attrice Martina Marotta

Martina Marotta nasce a Firenze il 24 settembre 1997, già dall’età di 6 anni percorre la strada della moda, lavorando per grossi stilisti, quali Sisley, Agata Ruiz de la Prada, Laura Biagiotti ecc. Crescendo, Martina poserà per molte riviste del settore, questo percorso nel mondo della moda la porterà a conoscere anche il mondo del cinema, fino a farla innamorare di quest’ultimo. A 14 anni comincia a studiare presso la scuola di cinema “Immagina” a Firenze, scuola frequentata da Roberto Farnesi e Leonardo Pieraccioni, tre anni dopo esordisce al cinema interpretando uno dei ruoli principali in “Infernet” di Giuseppe Ferlito. Seguiranno tanti altri diversi set ai quali Martina parteciperà come attrice, tra i più importanti: “Preludio” un prodotto audiovisivo che ha visto la partecipazione di grandi nomi, come Alessandro Haber, Elisabetta Pellini e Serena Grandi, accolto positivamente anche dalla Regione Toscana per via del messaggio contro la violenza sulle donne. Successivamente Martina parteciperà al medio metraggio “Sidus” interpretato da Ray Abruzzo (attore americano di “Sopranos”) e da Lorenzo Flaherty.

A gennaio 2021 ottiene il ruolo della fidanzata del protagonista Emilio Franchini nel film “Medium” di Massimo Paolucci, insieme a Tony Sperandeo, Hal Yamanouci, Bruno Bilotta e con la partecipazione straordinaria di Francesco Maria Dominedò.

In questi giorni la vediamo sul set del film “Antonio”, opera prima di Emiliano De Martino, film che racconta la storia del deputato Antonio Guidi e della forza vitale che lo contraddistingue e che lo ha portato a raggiungere vette importanti lottando nonostante la sua disabilità.

Martina, benvenuta su Mondospettacolo e complimenti per la tua carriera.

Ciao Alex, ti ringrazio.

Nasci come modella, poi l’amore per il cinema ha preso il sopravvento, che ricordo hai del tuo periodo da modella?

Mi ricordo che viaggiavo spesso accompagnata dai miei genitori, mi ricordo le lunghe prove, i viaggi in autobus tutti insieme, le prove costumi ed il gran caos prima di cominciare la sfilata. Le luci, e le raccomandazioni prima di entrare in passerella. Tanta tensione che però da bambina la recepivo quasi come un gioco. Allo stesso tempo sono certa che quella esperienza mi ha insegnato molte cose che poi ho utilizzato in seguito nel campo cinematografico.

Hai frequentato una delle migliori scuole di cinema italiane, quale esperienza della tua formazione artistica ricordi con maggiori emozioni?

Ho frequentato la scuola di cinema “Immagina” con Giuseppe Ferlito, ricordo che c’era tanto da studiare e che spesso dovevo sacrificare gli studi tradizionali per seguire con l’attenzione richiesta le tante ore di lavoro, studio e gli incontri formativi che venivano organizzati. Non era un hobby o una passione, era diventata una seconda pelle. Ricordo che parlavo Toscano molto stretto e il mio maestro disse che non si capiva niente quando parlavo e questa è una delle cose divertenti che porto con me nel cuore, quindi la prima cosa che siamo andati a migliorare è stata proprio la dizione. L’ultimo anno di accademia, ho avuto la grande possibilità di poter lavorare su un set con grandi artisti.

“Infernet” è stato il tuo esordio in qualità di attrice, come è stata quella tua prima volta sul set?

“Infernet”. È stata sicuramente un’esperienza indimenticabile, non solo perché effettivamente è stata la prima, ma anche perché ho avuto l’opportunità di lavorare con grandi attori quali Ricky Tognazzi, Remo Girone, Elisabetta Pellini.

Martina Marotta fotografata da: Leonardo Damo

Mi piace sottolineare che comunque è stata un’esperienza molto divertente, perché secondo me fare l’attrice è indubbiamente impegnativo, ma è anche divertente, soprattutto quando sul set si instaurano rapporti di amicizia con la troupe ed il cast, perché come nella vita non bisogna prendersi mai sul serio.

Hai recitato nell’horror “Medium”, è stato divertente? Raccontami un po’.

Medium è stata la mia seconda esperienza più travolgente, perché durante il periodo di pandemia ci siamo trovati in un bellissimo Casale a Montoro, dove abbiamo lavorato con un ritmo incessante, con ogni condizione atmosferica e con attori di calibro internazionale.

Martina Marotta fotografata da: Leonardo Damo

In questa pellicola, il regista Massimo Paolucci mi ha dato la possibilità di interpretare un ruolo lontano dal mio modo di essere e quindi mi ha proposto una sfida che anche grazie a lui penso di essere riuscita a vincere. È stata una bellissima esperienza che non vedo l’ora di vedere in sala.

Quale è stato (al momento) il tuo ultimo lavoro?

Il mio ultimo lavoro è stato un bellissimo progetto portavoce di un messaggio fondamentale che ha visto la partecipazione del deputato Antonio Guidi e la regia di Emiliano De Martino. Su questo set ho trovato molta armonia e ho avuto anche il piacere di rilavorare con Francesco Maria Dominedò che ne è stato il creative producer. Colgo l’occasione per ringraziare la Emy production di Giovanni Franchini, Massimo Paolucci, Daniele Gramiccia che insieme a Emiliano De Martino hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto.

Alessandro Cunsolo

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