Mondospettacolo intervista Lui Hill: 5000 miglia tra electro e soul music

Lui Hill (foto Christoph Varga)

Esiste una misura precisa con cui si possa quantificare il viaggio ideale? Il numero di miglia che ognuno di noi deve compiere per potersi definire maturo, pronto a vivere, è idealmente sintetizzato in queste 5000 Miles (Filter Music/Surya Musica) cantate da Lui Hill e come di qualunque altro viaggiatore che potremmo incontrare lungo il percorso della vita, non sappiamo molto della sua provenienza, perché lo scopo del percorso di Lui Hill non è la partenza ma il viaggio dentro al viaggio.
Il tema del viaggio ha radici antiche per questo artista che ha ricevuto dal padre uno dei regali più belli che un genitore possa dare al proprio figlio: tempo da trascorrere insieme, soprattutto per esplorare il mondo: “Mi ha insegnato quanto è necessario viaggiare“, ricorda Lui Hill. “Girare il mondo aiuta a capire quanto è bello e variegato il globo, i suoi abitanti e le diverse culture. Aiuta ad avere una mentalità aperta, una visione diversa, più focalizzata su ciò che abbiamo anziché su ciò che ci manca. Non concepisco il viaggio come fuga da se stessi, credo nel viaggio all’interno di noi stessi. Mettere distanza tra noi e la nostra solita vita ci avvicina al nucleo delle cose“.
È così che il destino del migrante con le sue esperienze di viaggiatore e l’istinto da esploratore, s’intreccia con l’ascesa del musicista influenzato da Stevie Wonder e Frank Ocean, ma, anche Steve Reich e Sohn e ancora George Clinton a Childish Gambino. Si possono raccontare esperienze in forma canzone senza aver viaggiato? Si possono descrivere emozioni senza averle incontrate lungo il percorso? La risposta è tutta nell’attualissima metrica r’n’b di 5000 Miles: un beat sintetico, ma, anche un sound elettronico che ci fa esplorare il mondo dell’artista, almeno per 5000 miglia.
Il videoclip è un cortometraggio fatto di luce crepuscolare girato negli angoli meno desiderati del centro di Los Angeles. Un piano americano in costante movimento di carrellata laterale. Tre personaggi distanti, accomunati da un viaggio che sembra portarli a un comune punto d’incontro. Non c’è un flusso narrativo, un racconto da sviscerare: il tema è il percorso. Lui cammina lungo il marciapiede inseguito come da uno spettro per il suo continuo voltarsi indietro. Lei è imprigionata dentro un’auto e con lo sguardo sembra cercare proprio lui, lungo il tragitto. E poi, c’è un terzo uomo: misterioso, solitario, statico eppure in moto con i suoi pensieri. Ci sarà un punto d’incontro, o sarà solo un’illusione? La risposta è nel videoclip di 5000 Miles di Lui Hill in anteprima mondiale per una settimana su Apple Store.

Come è stato girare un videoclip che è come un film?
Girare questo videoclip a Los Angeles è stato molto divertente, ma, anche stancante e a volte pericoloso. Il video sembra molto delicato, ma, ci ha toccato molto più di quanto potevamo pensare. Ma alla fine ne è valsa la pena. LA ha un’atmosfera mistica e seducente specialmente durante le ore notturne. Ci è piaciuto farlo!

Viaggi molto per il mondo. Qual è il tuo mezzo preferito per viaggiare?
Per assurdo stare in tour è un grande svantaggio: si fanno un sacco di miglia tra uno spettacolo e l’altro ma si passa la maggior parte del tempo tra un soundcheck e l’altro. Appena posso mi piace viaggiare lentamente per catturare tutte le emozioni intorno a me.

Il tuo rapporto con i social network?
I Social Media sono una benedizione e una maledizione allo stesso tempo! Sono degli ottimi strumenti per entrare in contatto con il pubblico, e mi danno l’opportunità di mostrare alla gente cosa sta succedendo nella mia vita; a volte non molto. Non è mai stato così facile promuovere la tua musica, l’arte o che cosa mai stai facendo dal momento che così tante persone sono collegate o possono raggiungerti facilmente attraverso i social. Però, penso anche che tutti noi saremmo più felici se non fossimo così tanto ossessionati da controllare il nostro Instagram o Facebook e verificare a quante persone piace la nostra foto o il nostro progetto. Sento che proiettiamo troppo di noi su questa realtà virtuale e ciò è un po’ triste.

I tuoi genitori si sono accorti subito del tuo talento?
Non so se i miei genitori hanno notato il mio talento fin dall’inizio. Ma si sono resi conto che la musica era qualcosa di molto importante per me, qualcosa in cui mettevo tutta la mia energia e la mia passione. Mio padre diceva sempre che se non metti passione in quello che fai, la fortuna e il successo non arriveranno mai: semplice e vero! Comunque penso che lui si rese conto del mio talento nel fare musica dopo la laurea presso l’Università di musica. Forse aveva bisogno del pezzo di carta per rendersene conto! Ma era giusto così, perché mio padre non ha mai suonato uno strumento, o posseduto un singolo disco, così non era facile per lui valutare il mio percorso artistico. Mia madre è l’esatto opposto, suona il pianoforte, il violino, ama cantare e ballare appena si presenta l’occasione, lei è stata di sicuro la scintilla iniziale al mio talento direi.

Cosa fai in un tuo giorno libero?
Dopo tanti giorni di tour, posso lasciare il mio divano solo per una bella sauna. Se sono stato troppi giorni in solitudine in uno studio di registrazione, mi piace andare a vedere una mostra oppure cercare l’ispirazione fuori dalla musica. Inoltre, cerco gli amici più intimi con cui non ho parlato da tanto.

Progetti e prossimi appuntamenti?
Sto per ultimare il mio primo album, ma sono anche impaziente di fare un viaggio da qualche parte e ricominciare a scrivere nuove canzoni. Per ora meglio fare una cosa alla volta!