Sacha Del Sole, aspirante attore, è stato scelto personalmente dall’aspirante regista Sacha Del Sole. Da sempre grande appassionato di video e cinema, si è laureato in Economia e Commercio nel 2019 presso l’Università Gabriele D’Annunzio. Non ha mai frequentato una scuola di cinema, ma la sua passione lo ha portato a studiare da autodidatta attraverso il montaggio video, la fotografia e la visione di moltissimi film. Nel corso degli anni, la sua passione è cresciuta a tal punto da spingere Sacha a girare il suo primo cortometraggio, Sacris Non Ludus: si tratta di un corto onirico girato in una notte nella Chiesa di San Nicola ad Atri. Grazie a questo cortometraggio, l’aspirante regista è stato finalista al Nebrodi Cinema Doc International Film Festival e quarto di finale agli Italian Cinematography Awards (ICA). Dopo quel cortometraggio, ha recitato in Levitico 18.19, di cui è stato anche regista, interpretando un personaggio molto razionale, spaventato, violento e complottista. Questo personaggio rappresenta un lato delle emozioni del protagonista, mentre l’altro lato è rappresentato dall’hippie. Da un lato, un repubblicano violento e razionale, e dall’altro un hippie apparentemente calmo e intuitivo. Questo contrasto serve a evidenziare la dissonanza cognitiva del protagonista, tipica degli anni Settanta. All’epoca, la società si stava muovendo da una cultura molto conservatrice ed estremista a una controcultura opposta, ma pur sempre estremista. Storicamente, questi periodi di transizione hanno sempre causato diversi tipi di conflitto all’interno delle società, influenzando persino lo stato mentale delle persone. Ecco perché nel cortometraggio, una parte cerca di sopraffare l’altra, rappresentando il conflitto psicologico interiore del protagonista, che cerca costantemente di sfuggire a questi estremi e pensieri.

Sacha Del Sole, Stefano Centorame, Federico Temperini

Stefano Centorame, attore protagonista di Levitico 18.19, è sempre stato un grande appassionato di musica rock. Ha trascorso l’adolescenza come cantante e frontman di diverse cover band hard rock e metal. Nel corso degli anni, si è allontanato da quell’ambiente per dedicarsi ad altri interessi più vicini alla natura, come il giardinaggio, le gite in moto e l’escursionismo. Pur non essendo particolarmente appassionato di cinema, è un attore naturalmente dotato. Proprio come Federico Temperini, ha partecipato a molti degli incontri in cui si è discusso della trama del cortometraggio, e il suo contributo ha avuto un impatto notevole sullo sviluppo dello stesso. Gli è stato chiesto di interpretare un personaggio con gravi problemi neurologici come PTSD, dissonanza cognitiva ed eccessiva pareidolia. È difficile interpretare qualcuno con queste condizioni, poiché né l’attore né il regista hanno vissuto la guerra in prima persona. Nonostante ciò, entrambi hanno cercato di mettersi nei panni di un soldato mandato in guerra senza un adeguato addestramento e per questo terrorizzato. Negli anni Sessanta e Settanta, molte guerre venivano combattute da giovani soldati non addestrati, impreparati, e purtroppo questo accade ancora oggi in alcuni paesi. Immaginate di essere in guerra, sparare e non morire. Vi ritroverete immersi in questo folle mix di gioia per la sopravvivenza, unito ad adrenalina e paura, che potrebbe persino portarvi a provare piacere nel fare cose che normalmente non fareste mai. Ecco perché si è cercato di rappresentare questo tipo di eccitazione confusa con quegli sguardi sinistri, ispirandoci al famoso film Full Metal Jacket.

Alessandro Abbondanza

L’attore non protagonista, Federico Temperini, è sempre stato appassionato di film e video e si diverte a girare riprese aeree amatoriali con i droni. Essendo un affermato odontotecnico, ha sempre avuto un approccio tecnico ai dettagli della trama di un film. Il suo occhio attento gli ha permesso di contribuire attivamente con molte idee alla trama del cortometraggio Levitico 18.19. Diverse volte, bevendo un whisky o due con il regista, hanno finito per cambiare la sceneggiatura insieme, anche a riprese iniziate. Il suo contributo è stato davvero significativo e dimostra quanto il suo approccio tecnico, proveniente da un campo molto lontano dal mondo del cinema, sia stato così costruttivo. Nel cortometraggio, gli è stato chiesto di interpretare un personaggio che è l’esatto opposto del conservatore interpretato da Sacha. Un hippie spericolato, totalmente irrazionale e al limite dell’extrasensoriale. Il personaggio è stato sviluppato insieme al regista, che ha immaginato qualcuno con i modi di fare di Jack Sparrow e che sembrasse uscito direttamente dalla setta di Charles Manson.

Studente di Design del Prodotto e della Comunicazione all’ISIA di Pescara, Alessandro Abbondanza ha sempre coltivato la passione per il disegno, sia artistico che tecnico. Nel corso degli anni, si è avvicinato anche al mondo della moda e della grafica. Sacha gli ha chiesto di progettare la grafica per gli oggetti di scena utilizzati nel cortometraggio. Tra queste grafiche figurano i pacchetti di sigarette chiamati “Fedros” (per Federico), l’etichetta della droga sovietica “Tash” (per Sacha) e l’etichetta del whisky “Still” (per Stefano) – tutti soprannomi dei tre attori nella vita reale. All’università, ha anche seguito alcuni corsi di cinema e fotografia. È stato anche il principale (e unico) cameraman durante le riprese del cortometraggio. Quindi, tutte le inquadrature in cui appare il regista sono state girate da Alessandro, perché era il regista stesso a recitare. È stata un’esperienza davvero stimolante per entrambi, che ha dimostrato come l’occhio di un graphic designer e l’amore per il cinema possano unirsi per ottenere grandi risultati.

Ecco la videointervista

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