Mondospettacolo ricorda George Michael

Vi confesso, sono rimasto molto scosso dalla morte di George Michael, un grande artista che essendo quasi mio coetaneo, mi ha accompagnato con i suoi straordinari pezzi per gran parte della mia giovinezza.

Ed è per questo motivo, che ringrazio un amico artista che ha voluto scrivere questo pezzo per ricordarlo. Grazie Chris Heaven, sono convinto che anche George da lassù ti ringrazierà!

A.C.

Il Natale del 2016 lo ricorderò per sempre come l’anno che ha portato via George Michael dal mondo della musica. Si, sicuramente le sue canzoni rimarranno e, probabilmente, si aggiungeranno altre canzoni inedite visto che si mormora che il nuovo album fosse già finito, ma lui non ci sarà più e come prima di lui Freddie Mercury, Michael Jackson, David Bowie e Prince, lascerà un vuoto incolmabile musicalmente parlando.

Si, sono di parte perché George Michael per me non è stato solo “quello degli Wham!”, ma una figura importante nella mia vita di artista e di uomo. Ho iniziato a cantare quando frequentavo le scuole medie e le band in voga erano i Duran Duran, gli Spandau Ballet e appunto…gli Wham!. Arrivato al liceo ho iniziato a copiare il suo look periodo “Faith” con tanto di orecchino con la croce e rayban aviator e ricordo benissimo che la prima canzone che ho cantato nel mio primo live è stata proprio “Faith”. Nonostante il mio passaggio al rock/metal, ho sempre seguito la sua carriera e nel 2008 ho iniziato un tribute show portando in giro i suoi brani più conosciuti, grazie anche alla somiglianza vocale tra noi due che mi ha permesso di ricevere commenti e complimenti da alcuni dei suoi musicisti/coristi.

Ora George non c’è più e questo vuoto lo sento moltissimo, la sua musica mi ha aiutato nei periodi bui della mia vita e probabilmente ogni sua canzone è legata ad un ricordo particolare per me. La sua evoluzione artistica è stata incredibile, ha iniziato con canzoni spensierate come “Wake me up before you go-go” e “Club Tropicana”, classiche hit da boyband, per poi, dopo lo scioglimento degli Wham! passare ad un album più concreto come “Faith” seguito da “Listen without prejudice vol.1” e “Older”, con contenuti sempre più adulti e maturi. Da cantante pop per ragazzine era quindi passato a cantante pop amato da un pubblico molto più ampio e con una vocalità universalmente riconosciuta. La sua presenza al Freddie Mercury Tribute nel 1992 ha sicuramente fatto sparire del tutto l’immagine da “teen idol” che molti avevano ancora di lui, dimostrando di essere l’unico veramente all’altezza della situazione confrontandosi con un brano difficile come “Somebody to love”.

La morte di Anselmo (il suo compagno) e della madre hanno portato George in un vortice di depressione e un avvicinamento molto pericoloso alle droghe che ha segnato la sua vita successivamente. Pur essendo in grado di sfruttare anche una situazione come un arresto in un bagno pubblico per atti osceni (anche se discutibile la modalità della provocazione da parte del poliziotto) per fare definitivamente “coming out” e dichiarare la propria omosessualità (mormorata da tempo) in un brano stupendo come “Outside” , George sicuramente ha patito la situazione e non ne è mai uscito del tutto.  Tuttavia seppure con un relativo rallentamento nella produzione (ma per sua volontà), la carriera di George non ha avuto un calo discendente a livello artistico ma, anzi è stato sempre più apprezzato dalla critica e dal pubblico. Dopo uno splendido album di cover rimaneggiate come “Songs from the last century” (dove riprende tra gli altri brani come “Roxanne” dei Police e “Brother can you spare a dime” cantata anche al Pavarotti & Friends) esce finalmente un album di inediti “Patience” dove George dedica la bellissima “Cowboys&Angels” al suo nuovo compagno Kenny Goss, dando l’impressione di aver finalmente posto fine ai suoi tormenti.

Ma continuano gli arresti per guida in stato di ebbrezza e possesso di cannabis che lo portano a scontare alcune settimane in carcere e altre di lavori sociali.  Nel 2006 esce 25live per celebrare i 25 anni di carriera solista con un bellissimo live e un tour fantastico che ripresenta i brani migliori della sua discografia in una veste nuova e con una vocalità ancora al top della forma. Nel 2011 un nuovo live, questa volta più impegnativo intitolato “Symphonica” con arrangiamenti per orchestra e alcune cover come “Russian Roulette” (Rihanna) e “Love is a losing game” (Amy Winehouse) con video eleganti e curati che mostrano un George Michael vocalmente più maturo e consapevole delle sue capacità artistiche. Purtroppo durante quel tour George rischia la vita e viene ricoverato per una grave forma di polmonite ritornando ad esibirsi solo nel 2012 alla cerimonia di apertura delle olimpiadi di Vienna con il nuovo singolo “White Light” e con la classica “Freedom 90”.

Negli ultimi tempi si parlava con insistenza di riabilitazione, disintossicazione e di un ritorno sulle scene con un nuovo cd e un documentario nel Marzo 2017, purtroppo però il Natale 2016 ha segnato la fine della carriera di George che è stato trovato privo di vita nel suo letto dal compagno Fadi Fawaz. Ovviamente la stampa ha iniziato il solito carosello di speculazione sulle cause (che ad ora rimangono comunque arresto cardiaco) ma questo non toglie e non toglierà mai nulla alla grandezza del talento di Georgios Kyriacos Panayiotou come artista e non toglierà nulla alla grandezza dell’uomo che ha fatto tanta beneficenza e che, perdonatemi l’egoismo, ha contribuito anche tanto nella mia vita artistica e personale. Buon viaggio George.

C.H.

Nella foto l’autore dell’articolo “Chris Heaven”