Ci sono dischi che si ascoltano. E poi ci sono dischi che si attraversano, come una strada vuota alle quattro del mattino, quando i pensieri fanno più rumore delle automobili. Morfina e Seven Up, il nuovo EP dei mondocane!, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Mondocane! – Morfina e Seven Up

Cinque canzoni, poco più di venti minuti, eppure abbastanza per trascinare l’ascoltatore in un universo fatto di luci al neon, malinconie estive, desideri irrisolti e ossessioni che continuano a bussare alla porta anche quando fingiamo di non sentirle.

Fin dalle prime note si percepisce che qualcosa è cambiato rispetto all’esordio del 2024. I mondocane! sembrano aver abbandonato ogni urgenza di compiacere per inseguire una verità più scomoda e autentica. Il risultato è un lavoro compatto, notturno, attraversato da una tensione emotiva che non si scioglie mai completamente.

“Deià” è una cartolina sbiadita da un’estate che non esiste più. Una fuga verso un luogo immaginario dove il tramonto sembra eterno e il futuro può attendere ancora qualche ora. È una canzone che sa di nostalgia prima ancora di diventare ricordo.

La title track “Morfina e Seven Up” è invece il manifesto dell’intero lavoro: seducente e amara allo stesso tempo, come quelle abitudini quotidiane che ci confortano mentre lentamente ci consumano. Il ritmo trascina, ma sotto la superficie resta una sensazione di inquietudine che accompagna ogni battito.

Il cuore oscuro dell’EP arriva con “Supernova”. Qui la collaborazione con Marco Costa dei Fattore Rurale aggiunge una profondità ulteriore. Le due voci si cercano, si sfidano, si feriscono. La canzone pulsa come una creatura viva, sospesa tra desiderio e autodistruzione, tra bisogno di appartenere e necessità di scappare.

Poi arriva “Levante”, probabilmente il momento più fragile e intenso del disco. Un pianoforte psichedelico si muove tra ombre e distorsioni, mentre la canzone racconta l’amore non come rifugio, ma come territorio instabile, mutevole, impossibile da definire. È una ballata che non cerca consolazione e proprio per questo riesce a emozionare profondamente.

I mondocane! continuano a distinguersi per una scrittura che preferisce suggerire anziché spiegare. Nelle loro canzoni non esistono risposte, ma immagini. Non ci sono certezze, ma crepe attraverso cui osservare il mondo. Ogni brano sembra una fotografia sfocata che, proprio perché incompleta, riesce a raccontare qualcosa di universale.

Con Morfina e Seven Up la band realizza il lavoro più maturo della propria carriera. Un disco che parla di dipendenze, fughe, ossessioni e amore senza mai cadere nella retorica. Un viaggio emotivo che lascia addosso la stessa sensazione di certe notti d’estate: bellissime, malinconiche e troppo brevi per essere dimenticate.

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