Natale a tutti i costi: poveri milionari

Come nel caso delle sue prime due fatiche registiche I babysitter e Il mammone, è il remake di una commedia d’oltralpe la terza prova dietro la macchina da presa per lo sceneggiatore Giovanni Bognetti: Natale a tutti i costi, disponibile sulla piattaforma Netflix a partire dal 19 Dicembre 2022.

Quindi, se in quelle due occasioni a fare da modelli ispiratori furono Babysitting – Una notte che spacca di Nicolas Benamou e Philippe Lacheau e Tanguy di Étienne Chatiliez, qui si parte da Mes très chers enfants, diretto nel 2021 da Alexandra Leclère.

E da Il mammone viene recuperata Angela Finocchiaro per fare da moglie a Christian De Sica e ritrovarsi a vivere sola insieme a lui dal momento in cui, dopo venticinque anni di famiglia perfetta, i figli Claudio Colica e Dharma Mangia Woods si trasferiscono in città per poi disertare i funerali dei parenti, evitare i compleanni e limitare i rapporti con i genitori a qualche breve telefonata… fino ad annunciargli che non saranno presenti neppure a Natale.

Fatto che porta dunque i disperati mamma e papà a decidere di mentire dicendo di aver ereditato sei milioni di euro da una vecchia zia, spingendo di conseguenza i due giovani a riavvicinarsi a loro nella speranza di accaparrarsi la propria fetta di eredità.

Una situazione che, man mano che si avvicina il momento di riunire il quartetto sotto l’albero addobbato, manifesta quasi echi del brizziano Poveri ma ricchi, sempre con De Sica protagonista e che prendeva anch’esso le mosse da una produzione francese.

Con Iaia forte nei panni di una vicina di casa piuttosto impicciona e Fioretta Mari in quelli della madre della Finocchiaro, la circa ora e mezza di visione non sfoggia di certo quale pregio il ritmo narrativo,mai realmente incalzante.

Eppure, tra esilaranti imprevisti con mazza da golf e colonna sonora di vecchie hit spaziante da Heart of glass dei Blondie e la spectoriana Christmas (Baby please come home) di Darlene Love, Natale a tutti i costi si lascia tranquillamente guardare, regalando un leggero e nient’affatto volgare spettacolo adatto ad una fruizione familiare in streaming durante le festività di fine Dicembre.

Il merito, all’interno di un cast tutt’altro che disprezzabile, va soprattutto, prevedibilmente, al figlio del grande autore di Ladri di biciclette, il quale, alternando atteggiamenti da uomo di classe a quelli del cafone romano, riesce come di consueto nell’impresa di strappare risate (si pensi anche alla divertente gag con il direttore di banca dal volto del bravo Stefano Skalkotos).

 

 

Francesco Lomuscio