Copertina di Nemmerland – Il mito prima del mito di Giuseppe Sorrentino

Giuseppe Sorrentino riscrive le origini dell’Isola che non c’è trasformandole in un’avventura fantasy oscura, popolata da pirati, creature leggendarie e antiche maledizioni.

Dimenticate per un momento il bambino vestito di verde, le camerette londinesi e l’innocenza delle favole raccontate prima di dormire. In Nemmerland – Il mito prima del mito, Giuseppe Sorrentino ci porta indietro fino al 1680, quando l’Isola che non c’è non era ancora diventata il rifugio incantato della nostra infanzia. Era un luogo selvaggio, nascosto oltre i confini della realtà, capace di osservare chiunque osasse calpestarne la terra. E soprattutto era un posto dal quale nessuno sarebbe tornato uguale.

A Port Royal, tra l’odore del rum, il fumo delle taverne e uomini ai quali non conviene voltare le spalle, l’astronomo Ambrose Greaves sostiene di aver scoperto una rotta impossibile: seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino. Tutti lo considerano un pazzo tranne Todd Hilton, pirata fuggiasco e capitano momentaneamente sprovvisto di una nave. Non è proprio la fiducia a spingerlo ad ascoltare Ambrose, quanto la necessità di salvare la pellaccia. Ma spesso le grandi avventure cominciano così: con una fuga disperata, una menzogna raccontata bene e qualcuno abbastanza folle da crederci.

Intorno ai due si raccoglie una ciurma che sembra uscita dalla peggiore bettola dei Caraibi: Ruth O’Connor, infallibile lanciatrice di coltelli; Marlow, un nano creduto muto che avrebbe parecchie cose da dire; il gigantesco cuoco Elgar; i gemelli Doodge, magri come chiodi e abilissimi scassinatori; Isaac Crow, detto il Predicatore, fervente credente e bugiardo senza speranza di redenzione. Non sono eroi e non cercano di sembrarlo. Sono ladri, fuggiaschi e disgraziati che salgono su una nave rubata inseguendo la promessa di tesori e gloria. Proprio per questo funzionano: hanno difetti, fame e paura. Sono vivi.

Il viaggio verso Nemmerland attraversa un gigantesco maelstrom che si rivela essere un varco tra mondi. Oltre quel confine il mare smette di obbedire alle regole conosciute e l’avventura piratesca scivola nel fantasy oscuro. L’isola non è un semplice scenario: respira, ascolta e reagisce. La sabbia, i fiori e la foresta sembrano possedere una coscienza. Fate, sirene, aquile gigantesche, guerrieri del Popolo dei Sogni e creature primordiali abitano un territorio nel quale meraviglia e minaccia hanno spesso lo stesso volto.

Sorrentino prende gli elementi più conosciuti dell’universo di Peter Pan e li sporca di fango, sudore e sangue. Il volo non è soltanto un gioco, la polvere di fata non promette necessariamente salvezza e l’eterna giovinezza può assumere il sapore marcio di una condanna. Dietro il richiamo alla fiaba emerge un mondo autonomo, nel quale il mito viene smontato e ricostruito attraverso l’immaginario piratesco, il fantasy e alcune suggestioni vicine all’orrore cosmico. Nemmerland affascina proprio perché non appare mai completamente comprensibile: è un organismo antico, meraviglioso e indifferente alla fragilità degli uomini.

A inseguire Hilton arriva Edmund Blackthorn, suo vecchio compagno di avventure e ora corsaro al servizio della Corona inglese. Blackthorn è molto più di un antagonista mosso dall’avidità. Porta sul corpo una maledizione legata al mare e dentro di sé una fame che nessun tesoro potrà saziare. La sua presenza trascina la storia verso territori più cupi, dove l’avventura lascia spazio alla morte, alla trasformazione e alla paura di ciò che può accadere quando un uomo pretende di possedere perfino il cuore di un mondo.

Nemmerland è un romanzo narrativamente ambizioso, affollato di personaggi, popoli, creature e avvenimenti. Non si limita a suggerire un universo: spalanca la porta e ci scaraventa dentro tutto ciò che contiene. Duelli, rapimenti, profezie, voli, tradimenti, navi sospese nel cielo e morti che non sempre hanno la decenza di rimanere tali. Il rischio dell’abbondanza esiste, ma è anche parte dell’identità del progetto. Questa non è un’avventura timida. È una storia che vuole correre, combattere e spingersi oltre il punto segnato sulla mappa.

Sotto lo spettacolo rimane però una domanda meno rumorosa: che cosa siamo disposti a perdere pur di raggiungere il luogo che abbiamo sempre sognato? Hilton parte inseguendo la libertà e il tesoro, ma Nemmerland gli presenta il conto. Perché crescere non significa soltanto smettere di volare. A volte significa imparare che ogni avventura lascia dietro di sé dei cadaveri, anche quando le favole preferiscono non mostrarli.

Il romanzo di Giuseppe Sorrentino si rivolge a chi ama le storie di pirati, il fantasy avventuroso e le riletture oscure dei miti. A chi desidera tornare sull’Isola che non c’è, ma è disposto a guardarla con occhi adulti e ad accettare che dietro le fate possa nascondersi qualcosa dotato di denti.

La rotta è ancora la stessa: seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino. Questa volta, però, prima di partire assicuratevi che la vostra nave abbia abbastanza rum, polvere da sparo e uomini capaci di affrontare l’impossibile.

Perché Nemmerland esiste.

Semplicemente, ha fatto di tutto per non essere trovata.


Nemmerland – Il mito prima del mito
Autore: Giuseppe Sorrentino
Editore: The Wall Edizioni

Di Emanuela Ferrara

Emanuela Ferrara è una scrittrice horror torinese. Ha pubblicato Cronache Oscure e Il rumore sotto Berlino. Sul canale YouTube Echi Notturni conduce Parole nel Buio, format di interviste dedicato ad autori, registi, musicisti e nuove voci del panorama indipendente. Per Mondospettacolo scrive di letteratura, cinema di genere, musica, festival e cultura horror, con particolare attenzione alle realtà emergenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner