Nicola Denti: la bellezza delle alterazioni

Ascoltiamo questo nuovo disco di Nicola Denti e ci rendiamo conto quanta musica altra si perda nel calderone dei tanti canali di informazione. E di certo un disco come “Egosfera” è spesso fuori dalla portata culturale di molti di noi… ma è dalla distopia dei suoni e delle visioni che questi cercano di codificare che vogliamo partire. Nicola Denti, chitarrista di lungo corso impegnato del famoso collettivo delle Custodie Cautelari, sforna questo lavoro strumentale dove impera la chitarra elettrica e quel piglio educativo che proviene dall’America dei grandi autori, da Beck a Satriani, da Steve Vai a John Petrucci… e la lista si fa lunga e densa di nomi di nicchia, buoni per soddisfare i palati fini. Ma parliamo di bellezza se volessimo addentrarci nelle visioni di questo lavoro. Parliamo di futuro, di un personaggio allegorico come Ekow, di questa centralità dell’io che ormai impera in ogni dove. Egoismo e centralità, appunto, derive ormai inviolabili… ed è la centralità della chitarra elettrica che edulcora a suo modo questo concetto, questa alterazione della realtà. Non stupisce questo disco, non lo fa armandosi di trasgressione o di scritture melodiche e non la fa neanche cercando forme accattivanti per l’orecchio medio. Lo fa se letto dentro una rivoluzione delle abitudini, delle conoscenze di quel che si reputa normale. Piuttosto che di musica in senso stretto è di società e delle sue alterazioni che viene tanto da sottolineare ascoltando il nuovo disco di Nicola Denti.

Noi parliamo sempre di bellezza… e non solo di quella sfacciata… per Nicola Denti, cos’è la bellezza?
La bellezza è un piacere, è ciò che appaga il nostro essere. Penso che troppo spesso perdiamo di vista questo concetto, siamo offuscati dalla frenesia, dallo stress e perdiamo di vista davvero chi siamo, quali sono i nostri obiettivi e dove si nasconde davvero il bello. Il brano “All Good Things” si apre con la voce un bambino, mi sono immaginato il protagonista di “Egosfera”, che dopo avere toccato il fondo, ricomincia a ritrovare la bellezza nelle cose che lo circondano come attraverso gli occhi di un bambino.

Bellezza ed estetica… contenuto e significati. Un equilibrio precario… come lo gestisci?
Certo è un equilibrio davvero difficile da gestire… l’estetica sicuramente è un valore più soggettivo, è può rappresentare il modo in cui scegli di apparire e presentare la tua arte. La cosa più difficile è cercare di presentare le tue idee senza perdere di vista la tua identità. Cerco sempre di non scegliere un genere a priori, mi lascio trasportare dalle emozioni durante la composizione, perché penso che la bellezza appartenga a tutti i generi musicali, a tutte le culture, si tratta solo di scegliere qual’è in quel momento quello che ti permette al meglio di poter comunicare con gli altri. In Egosfera non mi sono posto nessun limite.

In qualche modo Ekow siamo un po’ tutti noi… “Egosfera” è un po’ il mondo di tutti…
Mi piace immaginare che chiunque ascolti il disco con attenzione si riesca ad immedesimarsi in Ekow e a cominciare il proprio viaggio verso “Egosfera”, un luogo dove poter ritrovare il proprio equilibrio mentale e la propria dimensione.

Perché questa idea? Come nasce? Da quale bisogno?
Ho vissuto una condizione molto negativa parecchi anni fa e non è stato semplice superare questi momenti, ho dovuto tirare fuori una forza che nemmeno io avrei pensato di avere.
Da quel momento è nata l’idea di questo concept, un disco che parlasse di questo viaggio per ritrovare se stessi, avevo bisogno di esprimere queste mie emozioni attraverso la musica. Egosfera rappresenta per me un disco di speranza, di rinascita.

Parafrasando il tuo video: la realtà che viene mostrata è distorta o siamo noi a renderla tale?
Possono esserci momenti della vita in cui perdi il contatto reale con quello che ti circonda e addirittura con te stesso, non è più distinguibile ciò che è realtà e ciò che è solo immaginazione. Ribaltare la realtà può voler dire rimettere in gioco tutto, le proprie convinzioni e le proprie certezze e può rappresentare l’avvio di un nuovo viaggio davanti ai nostri occhi.