No Wags – Il Calcio non è uno sport per Signorine porta in scena le giocatrici

Presentato presso l’Off/Off Theatre di Roma, No Wags – Il Calcio non è uno sport per Signorine è uno spettacolo teatrale completamente improntato sulla visione ed esperienza femminile dello sport più maschilista di tutti: il calcio.

L’ironia è alla base del copione delle attrici e giocatrici Cristina Chinaglia, Giada Lorusso, Miriam Galanti, con il coach Piji Siciali in regia.

La società si evolve e la lotta alla parità sembra acquisire sempre più campo e vincere anche qualche partita; ma dal punto di vista sportivo, in questo caso del calcio, pare che tale GAP di genere sia sempre più profonda e che i continui pregiudizi che comprendono donna e pallone insieme siano sempre più presenti.

Panta Rei, “tutto scorre ed è in divenire” come direbbe Eraclito, ma in questo settore sembra proprio non smuoversi niente, anzi, nel peggiore dei casi si tende pure a retrocedere.

Ci sono poche certezze nella vita, ma una di queste è sicuramente la proposizione: “Le donne non sanno la regola del fuorigioco” detta, almeno una volta nella vita, da un ragazzo-uomo.

Il famoso detto “il calcio non è uno sport per signorine” è stato enunciato da Guido Ara nel 1909. Sono passati centotredici anni, ma è tutt’oggi in uso.

Poteva mai bastare questa frase ostacolatrice? Assolutamente no, infatti l’opera inizia con: “No Wags”, che si riferisce all’acronimo, ancora più squalificante e sessista, “Wives and Girlfriend of sportsmen” (tradotto significa che la donna non solo non è adatta per questo antico sport, ma se ne fa parte è solo grazie ad un uomo”.

Le teatranti mettono in scena una rivoluzione che sta prendendo pian piano piede in tutto il mondo, nonostante il calcio femminile sia visto dal maschio come l’anticristo. Ciò non ha mai fermato comunque l’accelerazione che, negli ultimi anni, le donne hanno messo in atto per essere considerate atlete a tutti gli effetti.

Il primo contratto da professioniste è arrivato solo il 1° Luglio 2022. Meglio tardi che mai.

Virginia Lepri