Noci sonanti: incontro con i registi Damiano Giacomelli e Lorenzo Raponi

Alla fine degli anni Ottanta, Fabrizio Cardinali decide di fondare la tribù delle Noci Sonanti: va a vivere in una vecchia casa colonica nell’entroterra marchigiano e rinuncia all’elettricità con tutto quello che questa scelta comporta. Uno stile di vita radicale che oggi divide con gli altri della sua comunità e con suo figlio Siddartha.

Al Biografilm Festival Damiano Giacomelli e Lorenzo Raponi hanno portato il loro documentario Noci sonanti, due mesi di vita vissuta a seguire Fabrizio e il figlio nella loro quotidianità più radicale.

Noci Sonanti, pur essendo un documentario, non rinuncia assolutamente ad una cifra stilistica personale: i due registi insistono sui primi piani, scelgono una chiusura “aperta”, giocano con le vite della tribù e rendono Siddartha figura a forte componente metaforica nel suo rito di passaggio. E riescono a creare qualcosa di estremamente personale eppure fluido nel linguaggio, con un andamento di regia ipnotico e ondivago.

Li abbiamo incontrati poche ore prima che proprio al Biografilm 2019 vincessero il Premio HERA “Nuovi Talenti”. Lorenzo Raponi: “L’idea ci è venuta dopo aver fatto un altro lavoro, un piccolo video commissionato dalla Regione Marche per l’expo di Milano che ha realizzato Damiano e a cui io ho collaborato. Nel video dovevamo raccontare le forme del apporto fra agricoltura e famiglia proprio nelle Marche. Damiano aveva individuato dei ritratti che avrebbero formato un video. Uno di questi, nel quale il legame era più estremo, era proprio di questa tribù, e in questo video c’era proprio Siddartha, il bambino, che raccoglieva semplicemente un’erba selvatica e la mangiava. Quindi, avendo vissuto quest’esperienza, conoscendoli attraverso un amico di Damiano, siamo andati a trovarli e ci è sembrato bello tornarci altre volte e pensare di fare un documentario. Una volta conosciuti i personaggi e capite determinate dinamiche, abbiamo compreso che la cosa non si fermava solo al contesto esotico, ma c’era del’altro sotto. Quindi abbiamo deciso di continuare a visitare e insieme scrivere qualcosa”.

Guardando il film, viene spontaneo paragonarlo ad opere (teoricamente distanti ma non troppo) di fiction di qualche anno fa, come Capitan Fantastic, ma i registi giustamente ci scherzano su. Lorenzo, infatti, prosegue: “Sinceramente no…. E se non ricordo male, il trailer di Capitan Fantastic l’ho visto due settimane dopo aver girato Noci sonanti! La cosa è stata simpatica, anche rivedere alcune cose filtrate dalla finzione…”. E Damiano fa eco:Ahaha, infatti stiamo lavorando con un avvocato… anche se Fabrizio non è Viggo Mortensen e l’entroterra marchigiano non è il nord America!!

Sui prossimi progetti, restano sul vago, ma Damiano si sbilancia di più: “Qua è difficile… io personalmente ho progetti di fiction, un lungo in particolare che spero si riesca a realizzare nei prossimi due anni. il linguaggio a cui pian piano mi sto interessando non è comunque così distante da quello di Noci sonanti. Sta per uscire anche un corto che è un mockumentary… però sono storie molto diverse”.

Colpisce molto la locandina, un bellissimo disegno di Simone Massi che è anche un simpatico cortocircuito di questi tempi (un disegno per un documentario), “Simone Massi conosce molto bene l’entroterra marchigiano. Vive un po’ più a nord, ha fatto anche la sigla del Festival della Mostra del cinema di Venezia, ha vinto diversi premi e sta preparando un lungo di animazione. Lui conosce bene quel contesto lì, ed eravamo abbastanza convinti che fosse l’illustratore giusto. Gliel’abbiamo proposto e ha accettato con entusiasmo”.