Noglò porta nella musica il racconto di una vita vissuta tra viaggi, città e ritorno alla terra. In questa intervista emergono i passaggi che hanno portato alla scrittura di ‘Nelle Città’, tra ricerca personale, ispirazioni musicali e desiderio di autenticità.

“Nelle Città” nasce durante un periodo molto particolare della tua vita, nel deserto dell’Arizona. In quel contesto così lontano dal rumore delle metropoli, come è arrivata l’ispirazione per una canzone così critica verso il mondo urbano?

L’ispirazione è arrivata durante il periodo in cui ho vissuto “Nelle città”!!… Sono cresciuto a Legnano, in provincia di Milano e, nonostante io abbia avuto una bella infanzia perché Legnano, all’epoca, era ancora una cittadella circondata da campagne e boschi e non c’era troppo traffico. Gli ultimi anni vissuti in Lombardia li ho trascorsi lavorando e studiando a Milano e quindi ho anche vissuto circa 3 anni la metropoli. In quei 3 anni ho potuto osservare e assaporare le energie che tale contenitore offre. Come ogni cosa in questa parte di realtà, anche le città hanno lati chiari e lati scuri, zone di luce e zone d’ombra. Puoi trovare cultura, musica, divertimento ma anche molto traffico, stress, energie pesanti, ecc…e come ogni contenitore ti custodisce al suo interno finché vuoi, finché ti fa comodo o ti serve o finché  la tua voce dal profondo non grida che sta cercando altro. Ecco, posso affermare che ringrazio vivamente la città per essere stata il mio trampolino di lancio verso un nuovo me stesso e una nuova vita. 

Ascoltando il brano si sente un’atmosfera molto narrativa, quasi da ballata folk contemporanea. Ci sono artisti o cantautori che ti hanno accompagnato mentre scrivevi questo pezzo?

Ovviamente, come parecchi di noi, ho ascoltato molta musica e quindi è inevitabile affermare che questi artisti, autori, cantautori e poeti dannati abbiano influenzato il mio pensiero e, di conseguenza, il mio senso critico e parecchie mie scelte. Nella scena Italiana sono passato da Zucchero, Battisti e Bennato da giovane e adolescente, fino ad arrivare a provare un Amore viscerale per Fabrizio De Andrè che è stato per me un “ maestro di vita” con le sue canzoni e la sua storia. Non l’ho mai conosciuto di persona ma l’ho sentito particolarmente vicino nel mio percorso di trasformazione e crescita. Anche perché credo che uno dei ruoli dell’Artista sia proprio quello di mettere in musica, poesia, scultura o cinema, ecc…I temi più profondi e alle volte anche scomodi che toccano tutti noi.

A un certo punto del testo si percepisce l’idea di allontanarsi da ciò che è artificiale per tornare a qualcosa di più vero. Quando hai capito davvero che il tuo posto non era più “nelle città”?

Credo che una parte di me lo sentisse già durante l’infanzia. Ricordo che al ritorno dalle vacanze in Calabria o in Sardegna ( sono figlio di immigrati e durante l’estate si tornava al paesello dalle famiglie) mi veniva il mal di Calabria o il mal di Sardegna. La libertà che vivevo in queste due terre, la bellezza della natura, e le esperienze che vivevo mi facevano di mal grado ritornare ai ritmi cittadini in Lombardia, tra scuola, impegni e clima freddo. Ma la vera decisione è stata presa durante I miei viaggi. Già in Arizona il seme stava per germogliare. Poi, continuando nelle Canarie, in Norvegia e poi in Centro America, ho realizzato che la mia natura era quella. Il dado era tratto, non potevo più fare a meno di stare a stretto contatto con la Natura, prendermene cura e far crescere I miei figli e la mia famiglia cullato dalla Madre Terra.

Il singolo anticipa il concept album “Alla Terra Ritornare”. Quanto è importante per te che ogni canzone non sia solo un brano isolato ma parte di una visione più ampia?

E’ molto importante. Perché  se uno si limita ad ascoltare solo “ Nelle Città”, potrebbe vedermi come uno dei tanti che vuole criticare questo stile di vita con rabbia e disapprovazione. Andando avanti con gli altri brani invece, si arriva a comprendere che c’è stato un percorso, un viaggio. Sono partito dall’osservazione di un malessere per arrivare a trovare delle soluzioni costruttive e positive cambiando il mio paradigma interiore. Ho stravolto la mia vita e ho seguito la mia voce interiore che mi ha portato a compiere un percorso che non ha riguardato solo l’andare a vivere in campagna. Dentro c’è tutto: una visione della vita che ha raggiunto la Sacralità, un cambio di alimentazione con un percorso di ricerca, una visione differente della salute e della malattia, una scoperta di una Fede che va ben al di là delle religioni ma che si fonda su una vera via Spirituale…insomma, sono successe un sacco di cose!! E nell’album, cerco di raccontarne alcune.

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