Leggo tante cose ultimamente…Leggo rabbia, sentenze, profezie di morte lanciate con una leggerezza che spaventa più di qualsiasi teoria.Leggo persone definirsi “risvegliate”, “consapevoli”, “spirituali”, mentre augurano il peggio a chi, a loro dire, “non ha capito”.E allora sento il bisogno di dire una cosa, con lucidità e senza appartenenze: non serve essere novax per essere delle belle persone.E non serve aver fatto una determinata scelta sanitaria per possedere coscienza, sensibilità o umanità.Perché in questi anni abbiamo visto tutto e il contrario di tutto.Abbiamo visto persone “vaccinate” aiutare, sostenere, tendere una mano.E abbiamo visto persone della cosiddetta controinformazione trasformare il dissenso in ego, arroganza, business.Quanti hanno cambiato sponda negli ultimi cinque anni per servire il dio denaro?Quanti hanno monetizzato la paura?Quanti hanno trasformato la sofferenza collettiva in un palco personale da cui sentirsi superiori?E soprattutto: quanti, ogni giorno, offrono davvero conforto a chi vive nella preoccupazione di aver ceduto a un ricatto?Quanti sanno fermarsi davanti all’angoscia di una madre, di un ragazzo, di una persona che magari non ha scelto liberamente ma sotto pressione, sotto minaccia, sotto paura?Perché è facile fare informazione.È molto più difficile avere compassione.Spesso sento dire: “Loro ci hanno discriminati, insultati, umiliati.”Ed è vero. È successo.Ma allora mi domando: nel corso della vostra vita, quante persone vi hanno ferito, offeso, escluso o tradito?Avete forse chiesto loro il libretto sanitario per capire di che pasta fossero fatti?Avete associato automaticamente la cattiveria a una tessera, a una scelta medica, a un’iniezione?La verità è che la crudeltà non ha etichette.E neppure la bontà.Ci sono persone “vaccinate” prive di coscienza e persone non vaccinate meravigliose.Ma esiste anche il contrario.Perché il bene e il male non seguono le categorie sociali con cui gli esseri umani amano semplificare il mondo.Ed è qui che entra in gioco qualcosa di più profondo.Essere belle persone è tutt’altra cosa…Significa avere il dono dell’empatia: quella capacità rarissima di sentire il dolore dell’altro senza trasformarlo in un tribunale.E i doni veri non si comprano, non si studiano nei video di controinformazione, non si ottengono accumulando slogan o followers.Si ricevono alla nascita, e poi si coltivano ogni giorno scegliendo di non diventare cinici in un mondo che spinge continuamente verso la disumanizzazione.Perché chi gode della paura altrui, chi aspetta la tragedia per poter dire “io l’avevo detto”, forse non ha capito nulla della vita, indipendentemente dalla posizione che sostiene.La coscienza non è sapere qualcosa prima degli altri.La coscienza è restare umani mentre tutti stanno diventando feroci.E oggi, sinceramente, il mondo non ha bisogno di altri profeti arrabbiati.Ha bisogno di persone capaci di guardarsi negli occhi senza desiderare reciprocamente la rovina.Perché si può anche avere ragione nei fatti…e torto nell’anima.

Carmen Cascone

Diritti d’autore (L.633/1941)

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