Non faccio la guerra, faccio l’amore e Che notte ragazzi!: un doppio Philippe Leroy in dvd

CG Entertainment (www.cgentertainment.it) recupera dal dimenticatoio, su supporto dvd, due titoli appartenenti alla filmografia anni Sessanta di Philippe Leroy, roccioso attore parigino divenuto poi uno dei volti cardine della celluloide di genere tricolore, tra un Milano calibro 9 di Fernando Di Leo e un La mano spietata della legge di Mario Gariazzo.

Si tratta di Non faccio la guerra, faccio l’amore e Che notte ragazzi!, collocati nella prima fase della sua lunga carriera e in entrambi i quali è affiancato da una bellezza cinematografica del periodo.

 

Non faccio la guerra, faccio l’amore (1966)

Sebbene la Seconda Guerra Mondiale sia terminata da circa due decenni, un sommergibile tedesco continua a girovagare per i mari in attesa di un nuovo conflitto; ma la Ombrina alias Catherine Spaak che si trova a bordo da quando, neonata, venne salvata da un naufragio, oggi ventenne non accetta più di essere un membro dell’equipaggio e avverte il desiderio di cimentarsi in nuove esperienze.

Da qui, con la Iaia Fiastri che ha sceneggiato tanta Commedia all’italiana e il Luigi Magni in seguito specializzatosi nella direzione di film in costume coinvolti in fase di sceneggiatura insieme a José Luis Martínez Mollá, dietro la macchina da presa Franco Rossi – già regista, tra l’altro, de Il seduttore con Alberto Sordi – mette in piedi una veloce commedia destinata presto a tirare in ballo, appunto, il buon Leroy. Perché è lui a vestire i panni di un medico che la ragazza conosce casualmente sullo yacht di un miliardario, facendole perdere la testa. Una commedia dai risvolti chiaramente sentimentali che, sfruttando nel titolo lo slogan pacifista del periodo, manifesta la sua particolarità nella scelta di svolgersi quasi del tutto all’interno del sottomarino; man mano che fa della leggerezza la propria parola d’ordine e che sfoggia un ricco cast spaziante da Frank Wolff al fantozziano Paul Muller, passando per Fiorenzo Fiorentini. Il resto lo fa la funzionale colonna sonora a firma di Riz Ortolani.

Trailer nella sezione extra.

 

Che notte ragazzi! (1966)

Incaricato di consegnare alla sua vedova, all’estero, l’assegno di due milioni di dollari dell’assicurazione per la vita stipulata da un uomo d’affari deceduto in un aereo esploso subito dopo il decollo, il giovane e rampante avvocato Tony Green, ovvero Leroy, convince la bella Monica ad accompagnarlo.

Bella Monica cui concede anima e corpo la Marisa Mell oggi ricordata in particolar modo per essere stata la Eva Kant del Diabolik diretto due anni più tardi da Mario Bava e che, come è possibile immaginare, insieme al protagonista finisce coinvolta in un viaggio ricco di avventure. Con musiche di Piero Umiliani che sembrano in un certo strizzare l’occhio ai temi mitici dei primi film incentrati sull’agente segreto James Bond, infatti, non è davvero il movimento a risultare assente nel corso della quasi ora e quaranta di visione messa in piedi da Giorgio Capitani, regista di tanta commedia tricolore (citiamo soltanto Pane, burro e marmellata e Missione eroica – I pompieri 2) riciclatosi esclusivamente nel piccolo schermo dopo la prima metà degli anni Ottanta. Il Capitani che, sfruttando un comparto attoriale comprendente Franco Fabrizi, Alberto Lionello e la Nieves Navarro meglio conosciuta sotto pseudonimo Susan Scott, in questo caso si distacca dagli stilemi nostrani per guardare evidentemente a cinematografie estere come quelle francese e inglese. Non a caso, se da un lato non manca un certo black humour, dall’altro la gag coi cadaveri spacciati per vivi sembra addirittura anticipare il soggetto del successo americano Week-end con il morto di Ted Kotcheff, del 1989.

Come contenuti speciali abbiamo il trailer e una featurette di diciannove minuti in cui prendono la parola Leroy e il giornalista Pavide Pulici.

 

Francesco Lomuscio