Ci sono dischi che nascono per raccontare una storia e altri che sembrano raccogliere frammenti di vita. Non fare la spesa quando hai fame, EP d’esordio di C’esco, appartiene a questa seconda categoria: cinque brani che mettono insieme pensieri, paure e istinti, dando forma a un progetto coerente sia dal punto di vista musicale che narrativo.

Scritto insieme a Fabrizio Pagni (THE GEØMETRA), che ne cura anche la produzione, il disco si sviluppa lungo un percorso in cui indie pop, elettronica e sonorità alternative dialogano con naturalezza. Le produzioni sono moderne e ricche di dettagli, ma non rubano mai la scena ai testi, che rimangono il vero filo conduttore dell’ascolto.

La scelta dei titoli è uno degli aspetti più interessanti dell’EP. EVA, AMIGDALA, TETANO, VIBRISSE e NON È COLPA DI NESSUNO sembrano termini presi da mondi completamente diversi – dalla religione alla medicina, dalla biologia al linguaggio comune – ma finiscono per raccontare un’unica storia. Ogni parola diventa una chiave di lettura per esplorare emozioni e stati d’animo, trasformando concetti apparentemente distanti in immagini che parlano della quotidianità.

L’EP procede senza brusche interruzioni, mantenendo un’identità ben riconoscibile. C’esco alterna momenti più riflessivi ad altri in cui il ritmo prende il sopravvento, creando un equilibrio che rende l’ascolto dinamico e mai prevedibile. L’elettronica contribuisce a costruire atmosfere avvolgenti, mentre le influenze alternative aggiungono carattere e profondità alle composizioni.

Il titolo del progetto sintetizza perfettamente il suo messaggio. “Non fare la spesa quando hai fame” diventa un invito a non lasciarsi guidare dall’impulso, una metafora che attraversa tutto il disco e che trova nelle canzoni diverse sfaccettature. Non si tratta solo di parlare di relazioni o di crescita personale, ma di osservare quei momenti in cui siamo costretti a confrontarci con noi stessi e con le conseguenze delle nostre scelte.

Con questo primo EP, C’esco dimostra di avere le idee chiare sulla direzione da intraprendere. Il risultato è un lavoro che punta sull’equilibrio tra ricerca sonora e immediatezza, offrendo cinque tracce che scorrono con fluidità e che invitano a un secondo ascolto per coglierne tutte le sfumature. Un debutto che incuriosisce e che lascia intravedere un percorso artistico dalle basi solide.

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