Notre-Dame in fiamme: Jean-Jacques Annaud e il rogo che ha sconvolto il mondo

In sala dal 28 Marzo 2022 e su Sky Cinema e Now dal 15 Aprile successivo, Notre-Dame in fiamme racconta il rogo che ha sconvolto il mondo.

Il 15 Aprile 2019, alle ore 18.53, la cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, viene improvvisamente avvolta dalle fiamme. Una vicenda universalmente conosciuta che ha lasciato il mondo incredulo.

Uno dei simboli dell’arte gotica, della cristianità, patrimonio dell’umanità, arde sotto lo sguardo dei turisti e dei parigini, dopo aver superato ogni avversità nei suoi ottocento anni di storia. Saranno il coraggio e la vocazione dei pompieri ad impedire un disastro annunciato e a salvare tutte le opere d’arte all’interno della cattedrale, compresa la preziosa corona di spine. A Roma per presentare il film alla stampa, il regista Jean-Jaques Annaud ha raccontato come lui stesso apprese della notizia via radio, rimanendo incredulo, per poi dire alla moglie “Vedrai che ci faranno un film, qualche cretino si inventerà qualcosa”. E, curiosamente, è toccato proprio a lui essere quel “cretino”, realizzando un’opera totalmente ibrida, non classificabile, qualcosa a metà tra una dettagliata ricostruzione, un documentario con immagini reali e un vero e proprio thriller che fa pensare allo allo spettatore, durante la visione, se riusciranno a salvare la cattedrale. La forza del cinema risiede proprio in questa innata capacità di rendere l’impossibile vero e di farci credere fino alla fine che, pur conoscendo l’epilogo, può succedere qualcos’altro.

Senza dubbio, in questo caso gran parte del merito va al regista, noto per Il nome della rosa, Sette anni in Tibet, L’orso, L’ultimo lupo e tanti altri titoli. Probabilmente, proprio Il nome della rosa, in cui abbiamo il rogo dell’abbazia, potrebbe aver suggerito ai produttori il nome di Annaud quando hanno dovuto scegliere chi porre dietro la macchina da presa. Lui stesso ha raccontato: “L’idea di realizzare questo film  è venuta soltanto un anno dopo l’incendio, quando il proprietario delle sale cinematografiche in Francia voleva farne un documentario”. Un’operazione tutt’altro che facile, ostacolata anche dal Covid, che ha visto il cineasta impegnato non solo a ricostrurire la cattedrale con l’aiuto di duecento esperti d’architettura medioevale, ma anche a passare in rassegna tutti i video che la produzione aveva chiesto ai cittadini testimoni di inviare ( ne sono pervenuti ventimila). Il risultato è davvero notevole e, per chi ha visto anche una sola volta nella vita la cattedrale, l’effetto è coinvolgente e la ricostruzione a dir poco maniacale.

Senza dimenticare l’omaggio reso ai pompieri, che hanno profondamente colpito il regista per la loro assoluta dedizione. “Loro parlano di se stessi e del loro mestiere usando il termine ‘vocazione’”, ha raccontato. “Questo per me è legato alla gente di chiesa che possiede la fede. Ne sono affascinato. A modo loro hanno una fede, ma nel soccorso. E questo riguarda tutti i pompieri, non solo quelli di Parigi”. Notre-Dame in fiamme, tra l’altro, giunge in momento drammatico per l’Europa, sconvolta dalla guerra scatenata da Putin, e molti in quel rogo videro oscuri presagi; ma, in verità, il lungometraggio porta con sé un’enorme carica di positività e ottimismo. Con un cast costituito da Samuel Labarthe, Jean-Paul Bordes, Mikael Chirinian, Jeremie Laheurte, Maximilien Seweryn, Garlan Le Martelot, Dimitri Storoge, Pierre Lottin, Chloé Jouannet, Vassili Schneider, Elodie Navarre, Annaud confeziona un film perfetto da collocarsi in qulsiasi scaffale della storia, senza scegliere alcun attore di grido o protagonista. Unica ma logica licenza il legame di un bambina con la statua della Madonna a cui, poco prima delle fiamme, aveva lasciato un piccolo lumino votivo. La statua, come ha precisato il regista, non credente, non è stata toccata dalle fiamme; in tanti, quindi, hanno gridato al miracolo.

 

 

Roberto Leofrigio