Opera di Dario Argento entra a far parte della collana Maestri del brivido di Mustang Entertainment. Una nuova edizione blu-ray per la pellicola che l’asso dell’italian thrilling diresse nel 1987, allora reduce da Phenomena; supportato in fase di sceneggiatura, proprio come in quest’ultimo caso, dal Franco Ferrini che lo avrebbe quasi sempre affiancato in seguito. Sceneggiatura caratterizzata da un’idea di fondo curiosamente analoga a ciò che viene raccontato nel romanzo Il fantasma dell’opera di Gaston Leroux, romanzo di cui proprio Argento, undici anni più tardi, curò una trasposizione per il grande schermo.
Ma, tornando ad Opera, al suo centro abbiamo la soprano esordiente Betty, dal volto della spagnola Cristina Marsillach, la quale accetta di malavoglia di sostituire una collega nella rappresentazione del Macbeth, in quanto si dice che l’opera di Giuseppe Verdi in questione porti sfortuna.
D’altra parte, la collega in questione è stata travolta da un’automobile mentre usciva dal teatro in seguito ad una lite con il regista. Un esile pretesto che basta a Mr. Profondo rosso per accendere la miccia di una vicenda ad alta tensione come sempre a base di cruente uccisioni. In quanto le persone che ruotano attorno alla protagonista cominciano a perire sotto i micidiali colpi di un misterioso assassino.
Sarebbe sufficiente citare il ragazzo cui viene conficcato un coltello sotto il mento fino a far penetrare la lama al di sotto della lingua o il violento omicidio con forbici. Senza contare il momento del colpo di pistola sparato attraverso lo spioncino della porta, che evidenzia gli immancabili virtuosismi tecnici cui ci ha abituati colui che si trova dietro la macchina da presa. Come pure il pianosequenza di apertura e lo storico volo del corvo (realizzato da Sergio Stivaletti) sulla platea.

Man mano che lascia (intra)vedere anche una certa influenza proveniente da Arancia meccanica di Stanley Kubrick. Vi suggerisce nulla il fatto che Betty viene costretta ad assistere ai delitti tramite alcuni spilli che, posizionati sotto gli occhi, le proibiscono di chiuderli?
È proprio questa sua immagine ad essersi immediatamente trasformata nel simbolo di Opera, impreziosito da un cast comprendente diversi nomi noti dell’universo argentiano: dalla indimenticabile Daria Nicolodi alla Coralina Cataldi-Tassoni di Dèmoni 2… L’incubo ritorna, passando per l’Urbano Barberinidi Dèmoni, diretto come il primo da Lamberto Bava sotto produzione dell’autore di Tenebre.
E mentre lo spettatore viene invitato a sforzarsi di scoprire l’identità dell’omicida, la logica è come sempre sacrificata in favore della suspense e della spettacolarità. Per approdare al consueto doppio finale di un cult tricolore proposto su questo disco ad alta definizione in un restauro datato 2021 eseguito presso il laboratorio digitale dell’Istituto Luce-Cinecittà partendo dalla scansione 4K del negativo originale 35mm e dal negativo colonna ottica 35mm Dolby stereo.
Con sezione extra che, insieme a quattro trailer (italiano, tedesco e due inglesi), include quarantatré minuti di backstage, sette di scene censurate nella versione del film vietata ai minori di quattordici anni e ventidue di incontro con Giacomo Calzoni per parlare, appunto, di Opera.
