Ocean’s 8: il furto del secolo tutto al femminile

Cinque anni, otto mesi, dodici giorni chiusa in carcere… e nella mente di Debbie Ocean, che ha il volto di una strepitosa Sandra Bullock, si materializza il furto del secolo. Mentre varca la soglia del carcere in uno stravagante abito di velo e velluto nero, Debbie ha in testa una sola cosa: il Met Gala, un ballo di beneficienza organizzato dal Metropolitan Museum of Art di New York che vede sfilare, ogni anno, ospiti famosi fasciati in gioielli e abiti di alta moda. Il bottino è oltre ogni immaginazione. È il Toussaint, una collana di diamanti realizzata da Cartier per una valore di centocinquanta milioni di dollari che abbellirà il collo della star Daphne Kluger (Anne Hathaway), madrina vanitosa della serata.

Ma per il colpo di Ocean’s 8 servono delle complici di tutto rispetto, e la sorella dell’ormai lontano Danny Ocean (niente George Clooney in questo capitolo) mette su una squadra di compagne strabilianti. Prima ad essere reclutata è la migliore amica Lou, interpretata da una irresistibile Cate Blanchett. A loro si uniscono a ruota la stilita retrò Rose Weil (una Helena Bonham Carter come sempre sopra le righe), che vestirà Daphne per l’evento, Tammy (Sarah Paulson), una mamma con l’abitudine della ricettazione, Amita (Mindy Kaling), esperta di gioielli, l’hacker Nine Ball, con il volto di una Rihanna in versione alternativa felpone e stivali, per finire con la macchietta hip hop Constance (Awkwafina), che, con una velocità stratosferica, trasforma ogni piccolo furto in una gag comica.

Su questa squadra tutta al femminile che lascia un po’ in secondo piano i maschietti si reggono interamente e straordinariamente i centodieci minuti diretti da Gary Ross, in cui colpi di scena e divertimento sono assicurati dall’inizio alla fine. Impossibile resistere alla personalità delle protagoniste. Impossibile, per il pubblico di donne, non farsi trascinare in un vortice di moda, acconciature, paillettes, borse e scarpe. Perché Valentino, Dolce & Gabbana, Givenchy, Alberta Ferretti e i migliori stilisti vestono protagoniste e ospiti del Gala e portano in Ocean’s 8 l’eco glamour e luccicante di pellicole come Sex and the city e il Diavolo veste Prada.

E, se anche non può vantare una trama complessa e indimenticabile, il film di Ross si fa forza di un ritmo veloce e, insieme, comico, leggero, pieno di azione che fa passare sopra a lacune e difetti della storia. Ocean’s 8 va preso per quello che vuole essere: un thriller di puro intrattenimento. In questa ottica ci si diverte e non si resta mai delusi fino ai titoli di coda.

 

 

Valeria Gaetano