Tra cultura, estetica, design e nuove progettualità

Ci sono persone che costruiscono carriere, altre che costruiscono relazioni. E poi ci sono quelle rare in grado di trasformare le relazioni in valore concreto. Oksana Kuzmenko appartiene a questa terza categoria. Di origine ucraina e italiana d’adozione, ha sviluppato una rete basata sulla fiducia ancor prima che sui contatti, trasformando le connessioni in una vera infrastruttura professionale in cui talento, risorse e credibilità si incontrano e generano opportunità.
Non ama definirsi, e forse è proprio qui la chiave del suo lavoro, che sfugge alle etichette semplici. “Non è solo networking, non è solo pubbliche relazioni. È qualcosa di più sottile e complesso”, racconta. La sua forza non sta nel frequentare i “salotti giusti”, ma nel saper leggere le persone prima ancora che si raccontino e nell’intuire cosa può nascere da un incontro costruito con precisione.
Non c’è stato un momento preciso in cui ha capito che le connessioni sarebbero diventate il suo lavoro. È un percorso maturato viaggiando e confrontandosi con contesti diversi. “A un certo punto ti accorgi che le relazioni fanno davvero la differenza, ovunque: nel lavoro, nei progetti, nelle opportunità”, spiega. Oggi, secondo Kuzmenko, l’influenza non è più solo potere, ma la capacità di creare collegamenti tra persone che da sole non si incontrerebbero mai.

Il suo lavoro viene spesso ridotto a “mettere in contatto le persone”, ma in realtà è molto più complesso. La parte visibile è solo la punta dell’iceberg: prima occorre costruire una rete credibile, conoscere le persone con cui si lavora e capire se ha senso farle incontrare. Non tutte le connessioni funzionano. “Molte è meglio non farle”, ammette, sottolineando quanto sia fondamentale la selezione e la qualità della rete.
Un altro elemento centrale del suo lavoro è la reputazione. In alcuni ambienti, la parola data conta più di un contratto. “Funziona solo se dietro c’è un percorso. Quando sai con chi stai lavorando, la fiducia diventa più concreta di tante carte firmate”, spiega Kuzmenko, che lavora sempre con persone dalla reputazione consolidata.
Il suo sguardo internazionale è stato un vantaggio imprescindibile. Sentendosi cittadina del mondo, ritiene che il limite più grande oggi sia una visione troppo chiusa, legata al proprio contesto. “Valorizzare le proprie radici è fondamentale, ma lo è altrettanto saper riconoscere il valore altrove. È così che si cresce davvero: mettendo in relazione eccellenze diverse”, afferma.
Quando decide di sostenere un progetto o un talento, osserva innanzitutto l’unicità e la serietà delle persone coinvolte. “Se non c’è una base solida, non ha senso attivare connessioni. Quando invece riconosco qualità e potenziale, allora sì: mi espongo in prima persona”. La cultura, in questo percorso, gioca un ruolo centrale. “La cultura genera apertura, visione, evoluzione. Dove c’è cultura, c’è crescita… non solo economica, ma anche sociale”, spiega.
Essere un punto di riferimento comporta responsabilità. Kuzmenko gestisce questa pressione costruendo relazioni sane con persone affidabili: “La fiducia non si improvvisa, si costruisce nel tempo”, sottolinea. Il legame con le radici resta forte: il riconoscimento nel suo Paese d’origine è gratificante, ma ciò che conta davvero è continuare a lavorare secondo i propri valori. “È l’unico modo per non deludere le aspettative, anche le mie”, dichiara.
Oggi Kuzmenko segue diversi progetti, soprattutto nei settori moda e cinema, ma il suo interesse si estende al design e a tutto ciò che riguarda la bellezza in senso ampio. Per lei, la curiosità è un ingrediente fondamentale in questo lavoro, e il filo conduttore di un percorso costruito sulla capacità di trasformare relazioni in opportunità concrete.
