“C’è un problema col tempo, su questa spiaggia”.

M. Night Shyamalan è un regista indiano che io ho cominciato a conoscere col suo ormai cult Il Sesto Senso del 1999, il cui finalone a sorpresa aveva scioccato mezzo mondo, preparandoci a quella che sarebbe diventata una delle caratteristiche fondanti del suo cinema. A questo seguono tutta una serie di titoli interessantissimi, tra i quali cito Unbreakable del 2000, Signs del 2002, quello che per me è in assoluto il suo film più bello, cioè The Village del 2004, The Visit del 2015 e molti altri, fino ad arrivare agli ultimi tre suoi lavori, Old del 2021, Bussano alla Porta del 2023 e Trap del 2024. E proprio di Old voglio occuparmi oggi, film che, nonostante non sia perfetto, si inserisce ancora perfettamente nella poetica e nella dialettica del regista di Mahe, incarnandone impeccabilmente la cifra stilistica.

Guy, Prisca, ed i loro due figli piccoli Trent e Maddox si recano in vacanza in un bellissimo resort tropicale. Sembrano una famiglia felice, ma non è così: Prisca ha scoperto di avere un tumore, è entrata in crisi col marito ed ha deciso di divorziare da lui, e quella è l’ultima vacanza insieme che hanno pensato di concedere ai figli prima di dar loro la notizia. Una volta giunti sul posto viene loro proposto di andare, con pochi altri ospiti selezionati, a passare una giornata in una splendida caletta isolata da tutto e da tutti. Essi accettano con gioia e si ritroveranno in una spiaggia da sogno circondata da un’alta montagna di roccia, insieme alla famiglia del chirurgo Charles, composta da lui, la moglia Chrystal, l’anziana madre Agnes e la piccola Kara, alla coppia composta da Jarin e Patricia e ad un famoso rapper, Mid-Size Sedan. Tutto sembra andare per il meglio quando dal mare emerge il cadavere di una donna, che si scopre aveva una relazione con il rapper. Charles dice agli altri di trattenerlo mentre lui andrà a cercare la polizia, ma tutti si accorgeranno in fretta che lasciare la spiaggia è assolutamente impossibile, perché una forza misteriosa respinge indietro chiunque cerchi di oltrepassare la muraglia di rocce. Inoltre tutti i presenti cominciano pian piano ad invecchiare a vista d’occhio, senza che nessuno sappia minimamente spiegarsi cosa stia succedendo.

Come ogni film di Shyamalan anche questo Old avviluppa quasi subito lo spettatore in una spessa coltre di angoscia, che non lo lascia più fino a dopo ben oltre il finale. Le pellicole di Night rimangono cucite addosso per giorni, ed anche questa non fa sicuramente eccezione, anche se ha molti detrattori, ma del resto io sono uscita dal cinema dopo la visione di The Village in mezzo ai fischi ed agli improperi della gente che non ci aveva capito nulla perché si aspettava un film di mostri, quindi lasciamo perdere. Tratto dalla graphic novel Castello di Sabbia di Pierre-Oscar Levy e Frederik Peeters, Old nasce essenzialmente da due idee del regista: la necessità di essere presente il più possibile con coloro che si amano, e la critica contro la sperimentazione farmaceutica che rende gli uomini cavie a loro insaputa. Considerando che è stato sceneggiato da Shyamalan durante il periodo della pandemia da Covid 19 e delle vaccinazioni sperimentali di massa, sui cui effetti si discute ancora oggi, direi che la critica del regista è abbastanza evidente e per nulla sottile.

Girato nella Repubblica Dominicana, il set ha completamente cambiato i connotati di una piccola spiaggia grazie all’innalzamento della grande muraglia di pietra a opera degli abili scenografi della troupe, coordinati da Naaman Marshall. Un horror drammatico, quasi tutto girato in piena luce, su una spiaggia bellissima dal mare cristallino, che sfata il mito secondo cui solo la notte ed i castelli diroccati e fatiscenti possano far paura. Qui, certamente, non si fanno mai i sobbalzi da jumpscare, ma il senso di orrore e di angoscia pervade tutta la storia, dai primi frame alla Fantasy Island nello splendido resort, alla parte finale, dove una nuova, sorprendente location verrà inserita per svelare, anche se solo in parte, l’arcano.

Il tema della spiaggia dove si invecchia a vista d’occhio è, per me, davvero originale, sebbene in alcuni punti il film mi abbia ricordato la bella pellicola di Gore Verbinski, leggendario regista del remake americano di The Ring, La Cura dal Benessere, classe 2016: anche qui il busillis prende l’avvio in un rinomato centro benessere delle Alpi Svizzere, nel quale pare sia stata trovata una cura miracolosa, ma che, ovviamente, nasconde invece oscuri segreti. Tematiche affini, anche se decisamente più sconfinanti nella fantascienza, verranno riprese nel 2023 dal regista Brandon Cronenberg, figlio del grande David, che proprio in un lussuoso resort colloca le vicende dei malcapitati protagonisti del suo Piscina Infinita. Tuttavia né prima né dopo mi ricordo di aver mai trovato tematiche affini a quella di Old, se si eccettua qualche riferimento a L’Angelo Sterminatore di Luis Buñuel del 1962.

L’elegante regia di Shyamalan concorre, coi movimenti a volte sincopati, a volte fluidi, della macchina da presa, a rendere sempre più inquietanti la splendida location e ciò che, contro ogni logica scientifico – razionale, vi sta capitando. Il mare cristallino, di solito fonte di pace e benessere interiore, diviene qui un confine insormontabile, criptico ed enigmatico quanto la muraglia che delimita la spiaggia dall’altra parte. Chiunque provi a oltrepassare quelle rocce, che ricordano curiosamente le antiche vie cave etrusche, viene risospinto sulla spiaggia con una sensazione di intensa pressione al cranio, come avviene nelle acque profonde. E chi invece tenta di scappare via mare, si troverà a dover nuotare per oltre 100 vasche di una piscina controcorrente: praticamente impossibile. Sembra che non ci sia alcuna via d’uscita per coloro che dal resort vengono portati lì (peraltro da Shyamalan in persona, che interpreta l’autista del pulmino!): ma perché questo accade? Qualcuno spia i malcapitati dall’alto delle rocce, e un ritrovamento fortuito sepolto nella sabbia svelerà il mistero, nero come la pece.

Certamente l’opera ha le sue pecche: dopo aver scoperto la legge che regola la spiaggia, ad esempio, la storia si fa decisamente più prevedibile, e, a parte qualche colpo di scena, non si palesano grosse sorprese per un bel po’. E poi c’è il finale, che, ahimè, è, a mio parere, il punto più debole di tutto il film, in quanto piuttosto incongruente e poco fuso con tutto il contesto, sebbene necessario, probabilmente, per il messaggio che il regista pensa di lasciare con questa sua opera. La critica contro le multinazionali farmaceutiche c’è ed emerge bene, ma alla fine i cattivi non sono tratteggiati così cattivi come, giustamente, ci si aspetterebbe, ed alcune scene in cui se ne sottolineava il cinismo sono addirittura state tolte dal montaggio conclusivo del film. Perché questo politically correct obbligatorio, quando lo stesso Shyamalan è produttore della pellicola? Che c’abbia messo il naso la Universal Pictures, per la quale Old è stato realizzato? Chissà, so solo che un finale più cattivo avrebbe reso senz’altro l’opera più riuscita nella sua totalità. Anche la lunghezza è forse un po’ eccessiva, la vicenda sulla spiaggia si trascina troppo a lungo, rischiando di stancare, e poteva essere ridotta dando maggior efficacia alla narrazione.

Detto questo, a me Old è piaciuto molto. Oltre all’angoscia, anche un senso di tristezza aleggia per tutta la sua durata, come in ogni lavoro di Shyamalan. Il regista spiega che con quest’opera ho voluto far comprendere quanto sia fondamentale essere presenti il più possibile nella vita delle persone a cui teniamo, e non dare mai nulla e nessuno per scontato, perché il tempo scorre inesorabile e non si può in alcun modo tornare indietro per rimediare ai propri errori e colmare le nostre mancanze. Per rimarcare ancora di più questa sua costante preoccupazione, Shyamalan porta sul set due delle sue tre figlie, una come direttrice della seconda unità e l’altra come musicista e compositrice di alcune musiche della colonna sonora. Old è il film in cui, insieme, forse, a The Visit, il regista esprime maggiormente i suoi timori e le sue paure riguardo alla famiglia ed agli affetti.

L’anfiteatro naturale della spiaggia cinta dalle montagne di roccia fa pensare a un palcoscenico naturale, ed è per questo che gli attori, tutti bravissimi, si avvalgono di una recitazione un po’ sopra le righe, perché questo film ha un taglio decisamente teatrale, con le quinte laterali, i fondali, e la quarta parete rappresentata dal mare stesso. Ci sono persino gli spettatori che, col binocolo, come al teatro dell’opera, osservano l’insolito spettacolo di morte ed angoscia che va svolgendosi sulla spiaggia maledetta. Per supportare un film dalla struttura teatrale così complessa ovviamente ci vuole un ottimo cast, e Old lo possiede. Nel ruolo di Guy, marito di Prisca, troviamo l’attore messicano Gael García Bernal, noto per essere stato Che Guevara ne I Diari della Motocicletta di Walter Salles (2004), oltre che il protagonista de La Mala Educación di Pedro Almodóvar (2004). Al suo fianco, nel ruolo della moglie, l’attrice del Lussemburgo Vicky Krieps, nota per aver recitato nel 2017 a fianco di Daniel Day-Lewis ne Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson, ottenendo svariate nomination come Miglior Attrice. Nel ruolo del chirurgo Charles troviamo l’eclettico ed affascinante attore britannico Rufus Sewell, dalla lunga carriera televisiva e cinematografica: lo ricordiamo in serie di successo quali I Pilastri della Terra, L’Uomo nell’Alto Castello e Victoria, ed in moltissimi film quali Il Destino di un Cavaliere di Brian Helgeland (2001) o L’Amore non va in Vacanza di Nancy Meyers (2006). Ad interpretare sua moglie troviamo la modella ed attrice australiana Abbey Lee, nota per aver preso parte a Mad Max: Fury Road di George Miller (2015) e The Neon Demon di Nicolas Winding Refn (2016). Molti altri sono gli attori che calcano il palcoscenico di Old, di tutte le età, e nessuno sfigura accanto agli altri. Shyamalan sembra davvero aver costituito la squadra di lavoro perfetta per la riuscita di questa sua quattordicesima pellicola, in cui l’elemento sovrannaturale torna ad avere una parte importante, ma soprattutto come pretesto narrativo per scandagliare il dramma degli affetti, l’ossessione contemporanea per la bellezza estetica ed il salutismo, la natura dei rapporti umani.

Il film è attualmente disponibile sulle piattaforme Google Play Film, YouTube, Rakuten TV, CHILI ed Apple TV ed in dvd e blu-ray Universal.

https://www.imdb.com/it/title/tt10954652

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Plugin WordPress Cookie di Real Cookie Banner