Operazione Hummingbird – È tutto appeso a un filo: la corsa contro il tempo di Jesse Eisenberg e Alexander Skarsgård

Vincent (Jesse Eisenberg) e Anton Zaleski (Alexander Skarsgård) sono in Operazione Hummingbird – È tutto appeso a un filo cugini newyorkesi molto uniti che lavorano in una società di trading di prestigio. I due uomini di affari amano il rischio e sanno che in Borsa i soldi si guadagnano o si perdono per una frazione di secondo.

In ufficio le loro giornate passano tutte uguali. Finché Vincent non fa una proposta folle ad Anton: costruire una linea retta di cavi in fibra ottica tra il Kansas e il New Jersey. Se il progetto andasse a buon fine, le informazioni viaggerebbero ad una velocità mai vista e i due cugini riuscirebbero a concludere vendite in Borsa da milioni di dollari, battendo sul tempo gli altri traders.

Anton, la mente, e Vincent, il braccio, si licenziano e si mettono sulla strada del loro sogno. Spingono investitori di ogni tipo a finanziare la loro impresa e convincono i proprietari dei terreni a vendere pezzi di terra su cui far passare i cavi. Ma sul suo cammino la strana coppia troverà un ostacolo duro da superare. È il vecchio capo Eva Torres (Salma Hayek), donna manipolatrice e arrivista, che utilizzerà ogni mezzo per dividere i cugini e far fallire la loro impresa. Alla fine di tutto, una sola cosa avrà davvero importanza sopra ogni altro aspetto: il tempo.

In fondo, benché alla storia faccia da scenografia il mondo degli affari e del denaro, Operazione Hummingbird – È tutto appeso a un filo è un film sul valore tempo. Il tempo dell’esistenza o in cui viaggiano le informazioni. Il tempo che è il motore delle scelte di Vincent e Anton, bene interpretati da Eisenberg e Skarsgård.

Per dipanare le sue fila, il drama-thriller di Kim Nguyen, con la sua regia lineare, non punta su un plot complesso o eccessivamente avvincente. Accende invece i riflettori sui due protagonisti, sul loro essere sognatori, un po’ folli, ma tenaci fino alla fine. Il loro è, grazie anche a un colpo di scena in corso d’opera, una sorta di percorso di redenzione che non lascia indifferente lo spettatore.

Ai titoli di coda, infatti, pur non avendo visto un film pieno di azione si resta con una interessante riflessione in testa. E non si può non domandarsi se, in nome del profitto, valga davvero la pena di mettere da parte salute, affetti e il mondo circostante.

 

 

Valeria Gaetano