Con Into the dark, uscito il 18 luglio, Otus Medi firma un singolo che segna una tappa importante nel percorso verso il suo primo album, atteso per la fine dell’estate 2025. Un brano che si muove tra sperimentazione e accessibilità, capace di coinvolgere senza mai perdere raffinatezza.

Otus Medi – Into the dark

La partenza è lenta, quasi sussurrata: synth morbidi, atmosfera sospesa, e una voce – quella di Lecicia Sorri – che entra in punta di piedi, dando un tocco etereo ma mai forzato. La produzione cresce con pazienza, evitando drop prevedibili o cliché di genere. Ogni elemento arriva al momento giusto, come parte di una costruzione più ampia.

La parte finale è forse la più sorprendente: un pianoforte semplice ma emotivo irrompe nella texture elettronica e cambia completamente il tono del pezzo. Un dettaglio che Otus Medi stesso definisce come il cuore del brano, arricchito poi dalla chitarra di Alex Mazzone che aggiunge profondità e calore.

Il mix di influenze è evidente: dalla deep house al jungle, con un basso che richiama l’energia della scena anni ’90 ma filtrata da un’estetica attuale e consapevole. Il risultato è un sound ibrido, coerente, personale.

Into the dark non è il classico singolo estivo. Non cerca l’hit da classifica, ma punta più in alto: a costruire un’identità, a raccontare un mondo. E ci riesce. Un pezzo da ascoltare con le cuffie, di notte, mentre tutto il resto tace.

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