Nel suo nuovo singolo “Parti”, Pascàl racconta un addio che profuma di mare, tequila e ricordi estivi. In questa intervista, l’artista svela la nascita del brano e il suo modo di trasformare la malinconia in musica sincera, dove ogni nota diventa un frammento di memoria e speranza.

Ciao, Pascàl. “Parti” è una canzone che profuma di fine estate. Come è nato questo brano?
Ciao! Sì, profuma di fine estate, ed è nata proprio un giorno di fine settembre, quel giorno ero solo a casa con la mia chitarra, e mi ha preso la malinconia , pensavo alle varie partenze di quel periodo, così è nata “parti”.
Il testo è pieno di immagini vivide e intime. Qual è quella che più rappresenta la tua storia personale?
Se dovessi pensare a quella che forse più rappresenta la “mia storia” in questo specifico brano direi il verso in cui canto “a te che surfi nelle più belle spiagge”.
Hai definito il brano “una malinconia che sa di mare e tequila”. Come hai trovato il suono giusto per trasmettere queste emozioni?
Non sono stato io a trovare il suono, è il suono che in quel momento ha trovato me.
È una canzone che parla di addii, ma anche di speranza. È questo il messaggio che vuoi lasciare?
Non è mio solito voler lasciare dei messaggi specifici con i miei brani, ma credo che tante persone possano ritrovarsi in questo brano, poi certo, io credo che ci sia sempre una luce di speranza , così anche in “parti”.
