Ambientato su una strada notturna fuori città, richiama in un certo senso alla memoria il Dead end diretto nel 2003 da Jean-Baptiste Andrea e Fabrice Canepa il prologo di Passenger, immediatamente riservatore di spaventi improvvisi.
Prologo cui ci si ricollega una volta che vengono concessi diversi minuti alla presentazione della giovane coppia protagonista costituita da Lou Llobell e Jacob Scipio, i quali s’imbattono, appunto, nel raccapricciante incidente automobilistico d’apertura.

Incidente dopo cui, una volta ripartiti, non sanno di aver portato via insieme a loro una demoniaca presenza che, silenziosa e inesorabile, si annida nell’ombra, oltretutto annunciata da un segno premonitore che compare sulla fiancata del proprio van. Una presenza destinata a trasformare in una discesa nell’incubo senza via d’uscita il viaggio dei due, i quali fanno oltretutto conoscenza durante il percorso con una Melissa Leo che li mette a modo proprio in guardia nei suoi confronti. Una presenza che, visibile soltanto agli occhi di coloro che vengono inseguiti da essa, non può fare a meno di suggerire evidenti influenze provenienti da It follows di David Robert Mitchell. Come pure risulta abbastanza plausibile avvertire echi nightmariani negli inaspettati passaggi dalla realtà all’illusione nel corso della oltre ora e mezza di visione.

Oltre ora e mezza che, approdante a titoli di coda accompagnati dalla storica The passenger di Iggy Pop nella versione di Siouxsie and the Banshees, tra una visione del super classico Vacanze romane interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn, apparizioni mirate allo spavento da jump scare e una delle sequenze maggiormente riuscite rappresentata da quella del cambio della ruota, il norvegese André Øvredal – autore, tra l’altro, di Autopsy, Scary stories to tell in the dark e Demeter – Il risveglio di Dracula – gestisce con la consueta, lodevole capacità tecnica. Sebbene il coinvolgimento non sempre sia ad alti livelli e l’originalità, da come potete aver capito leggendo le righe precedenti, non è davvero il punto di forza di Passenger… la cui fase migliore è l’ultima, con tanto di interessante uccisione splatter. Insomma, si può vedere, ma lascerà soddisfatti soprattutto i profani del genere horror in fotogrammi.
