Un confronto diretto e sincero che entra subito nel cuore del romanzo, tra fragilità, ironia e profondità emotiva. L’intervista esplora il lato più umano dei personaggi e il rapporto tra scrittura e vissuto personale, mantenendo un equilibrio autentico tra leggerezza e riflessione.

Nel prologo scrivi “Meglio così. Forse è meglio così”. È una frase forte, quasi una resa. È il personaggio che parla o c’è anche qualcosa di tuo dentro questa visione così disillusa?

Parla il personaggio. Lui è prigioniero di un cliché: quello dei malavitosi. È un ragazzo costretto ad apparire ciò che non è. Pronuncia quella frase nel momento in cui realizza che la morte può essere una liberazione dalla sua prigionia.

Ciao Patrizia, una cosa che mi ha colpito è il modo in cui riesci a mescolare ironia e tensione. Non hai mai paura che l’ironia alleggerisca troppo il peso della storia?

Al contrario: ho sempre paura di sconfinare nel dramma. Non mi trovo a mio agio nei toni seriosi e men che meno in quelli tragici. Penso che la leggerezza sia il modo migliore per affrontare la vita, anche e soprattutto di fronte alle difficoltà. Trasporre questa filosofia nella scrittura mi viene naturale, non saprei fare altrimenti.

Il personaggio di Tiziana sembra vivere sempre in bilico tra fragilità e determinazione. Quanto c’è di autobiografico ancora oggi, rispetto al tuo primo romanzo?

Tiziana è un personaggio antieroico che si fonda su dubbi e contraddizioni. Un po’ mi ci identifico, anche se lei è un’esasperazione di me stessa. Di sicuro è molto più coraggiosa di me, troppo spesso vorrei essere come lei: avere il coraggio di arrivare in fondo alle cose anche nel timore o nella consapevolezza che siano sbagliate.

Ti faccio una domanda un po’ diretta: nel libro si percepisce una grande empatia per Michelino e per Veleno. Hai mai temuto di “schierarti troppo” emotivamente con loro?

Veleno è l’emblema, è la bandiera di questo romanzo.  Non è un protagonista, ma la sua purezza e la sua simpatia fanno di lui un elemento centrale della storia. È un personaggio irresistibile, e il lettore non può fare altro che amarlo. Perciò, cosa potrò mai rischiare se lo amo anch’io? Quanto a Michelino … beh, lui è il suo padrone: brilla di luce riflessa, e di conseguenza ci tocca amare anche lui.

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