Paula Kersey è una figura unica nel panorama italiano: nota per la sua straordinaria somiglianza con Pauley Perrette, l’attrice che interpreta Abby Sciuto nella serie NCIS, Paula è molto di più di una semplice sosia. Appassionata di cultura goth, musicista, illustratrice, poliglotta e impegnata nel sociale, vive una vita all’insegna dell’autenticità, lontana dai riflettori forzati. In questa intervista, Paula ci racconta la sua storia, le sfide affrontate e i valori che la guidano, con il suo stile diretto e irriverente.

Raccontaci un po’ la tua storia, dal fascino per il goth alla incredibile scoperta della somiglianza con Pauley Perrette.
Sono sempre stata un’outsider per niente a mio agio non tanto con la società quanto con la maggioranza delle persone che la compongono. Questo fin da bambina. Sicuramente ha inciso il fatto che dal primo giorno delle elementari mi sono dovuta scontrare con mostri quali il razzismo, il classismo, il bullismo e l’impunità goduta da determinati soggetti in quanto figli, nipoti ed amici “di”… in un meraviglioso ambiente nel quale maestra e direttore adottavano un comportamento estremamente servile con alcuni alunni e le di essi famiglie. Capelli bruciati con gli accendini, insulti, vestiti tagliati… c’era uno squilibrato nel banco dietro al mio che mi inferiva forbiciate nel collo, ma figurati se si può toccare il figlio di un’impiegata comunale nella civilissima Emilia-Romagna degli anni ’80… Alle superiori è andata anche peggio. Non mi fido delle persone, sono poche quelle che mi piacciono, per questo vivo nel mio mondo, creato su misura per me, nel quale ho inserito le cose, gli argomenti e gli interessi che amo. Come dicevi tu, la cultura goth la fa da padrona: oscura, cupa, misteriosa, magica, come piace a me. La scoperta della somiglianza con l’attrice Pauley Perrette che interpreta la stramba esperta forense nella nota serie NCIS, è avvenuta gradualmente, nel senso che la gente mi fermava per strada facendomi notare questa cosa ma non guardando la tv non avevo la minima idea di cosa stessero parlando. Neanche mi interessava. Somiglio a qualcuno. Ok. Quindi? Poi un giorno mi trovavo a Bolzano, sotto ai portici, ed un ragazzo arrivò di corsa chiedendo in inglese se avessimo potuto fare una foto insieme. Davanti alla mia sorpresa disse che non perdeva un episodio della serie. Replicai che mi aveva confusa sicuramente con un’altra persona e che non ero in nessuna serie. Alla fine, scoprimmo l’inghippo. Aveva delle foto della Perrette sul telefono e me le fece vedere. La mia amica, intanto, come me all’oscuro di tutto, continuava a fissarmi. “Oh ma sei identica comunque…” Alla fine se ne andò tutto contento con le foto fatte insieme. Una volta arrivate in hotel, visto che io mi trovavo lì per vacanze, il finimondo. Avevo scelto un fantastico, caratteristico, tranquillo albergo, nei pressi del passo della Mendola. Tutti ultraottantenni. E loro la tv la guardano eccome. Mi offrivano qualunque cosa. Guai se avessi provato a pagare. “Dottoressa non ci pensi nemmeno”. Tutte queste attenzioni alla maggior parte delle persone fanno piacere. Io invece mi interrogavo sul perché tanta benevolenza verso una perfetta sconosciuta basandosi sulla somiglianza con un personaggio inventato e pensavo che la gente è proprio strana. Ovviamente, piovve tutta la santa settimana, che trascorsi a giocare a carte, dama, backgammon, indovina il film ed altre gioiose attività similari con gli altri ospiti. Rimpinzata di dolci e liquori della casa, tutti offerti. Dopo qualche giorno, mi affezionai a quei “nonni” e durante le rare ore nelle quali il meteo dava tregua, organizzavamo brevi escursioni. Purtroppo, sono tutti trapassati, perché già molto anziani all’epoca. Uno solo è ancora vivo e ci sentiamo quasi ogni giorno. Credo che la somiglianza con Pauley Perrette sia un aspetto curioso della mia vita ma niente di più. Non è un talento, un valore aggiunto, un dono. È solo un caso. Ma è Abby Sciuto che somiglia a me, non il contrario: io sono sulla piazza dal 1977 ahahah.

Come gestisci la pressione di essere paragonata a Pauley Perrette? L’hai mai incontrata?
Nessuna pressione. Come dicevo prima, infesto il pianeta da prima della nascita di Abby Sciuto ahahah. Scherzo, capisco cosa intendi. Tante volte si incontra gente piacevole, gentile, cordiale ma molto spesso si trovano personaggi talmente maleducati, rozzi e menefreghisti che non sembrano neanche reali da quanto i difetti che li contraddistinguono sono così marcati. Ti faccio alcuni esempi… Ora accade meno perché faccio praticamente vita da reclusa ma se esco per una pizza o un pranzo con la famiglia non c’è verso di mangiare in santa pace. Addirittura, c’è gente che bussa alla porta del bagno al ristorante dicendo “Abby quando esci facciamo una foto”! Qualche anno fa, a Lucca Comics (ho smesso di andarci perché ero sempre assediata) mi sentivo veramente male. Si avvicinarono due tipe, neanche troppo gentili, a chiedere una foto. Io avevo violenti conati di vomito (quello stesso giorno, portata via in ambulanza, risultò che avevo i calcoli alla colecisti quindi mica scherzavo). Mi scusai, chiesi un attimo di tempo e corsi verso un cestino dell’immondizia poco lontano, nel quale vomitai anche l’acqua del battesimo. Secondo te vennero a vedere come stavo e se avessi avuto bisogno di qualcosa? Certo che no ma le sentii chiaramente dire “guarda che stronza, poteva farla una foto”. Ragazze ma tutto a posto? Innanzi tutto “avrebbe potuto farla” ma vabbè… A loro interessava solo la foto. Sempre a Lucca, un biker che pareva uscito dalla parodia di Sons of Anarchy, mi sfoderò un coltello davanti agli occhi per misurarmi l’altezza delle zeppe con la lama. Ha rischiato un pugno in faccia e ripensandoci mi pento anche di non averglielo sferrato. Sono piccolina ma se mi sento minacciata o infastidita divento un grizzly culturista. Magari pensano anche di essere fighi comportandosi da imbecilli… Una psicopatica seguì letteralmente tutto il giorno, dalla mattina fino alle 22, me ed un mio amico per scoprire in quale hotel alloggiassi. Camminammo per tutta Lucca cercando di seminarla. Fortunatamente ad un bel momento ci imbattemmo in un quartetto di ragazzi che ci aiutarono a farle perdere le nostre tracce. Un anno andai per conto mio, in borghese (cioè, senza camice) e la gente mi fermava lo stesso. Dopo una mattinata infernale riuscii a sedermi ad un tavolo per mangiare qualcosa ed arrivò il solito capannello a fotografare. Dissi gentilmente “ragazzi per favore… lasciatemi prendere fiato un attimo e mangiare qualcosa. Sedetevi con me, vi offro la pizza basta che mettiate via le fotocamere. Dopo pranzo facciamo tutte le foto che volete”. Un’isterica del gruppetto si mise ad urlare che, se non avessi voluto essere fotografata non avrei dovuto vestirmi “in quel modo”. What? Indossavo un vestito nero normalissimo, a campana la cui lunghezza arrivava sotto al ginocchio e gli stivali: chissà che abbigliamento strano… I ragazzi che erano con lei si scusarono immediatamente mortificati e cercarono di farla ragionare mentre io continuavo a non credere alle mie orecchie e lei seguitava ad urlarmi in faccia come se avesse pure ragione. A quel punto mi irritai parecchio e li invitai tutti ad allontanarsi immediatamente sottolineando l’assoluta mancanza di motivazioni per quel comportamento assurdo e la mia non dovuta disponibilità nei loro confronti. Detesto essere attaccata senza motivo. Per di più se ho appena compiuto il gesto gentile di invitarti a pranzo senza conoscerti. Anzi, invitarvi, visto che siete quattro. L’educazione e la gentilezza vengono considerate qualità dei fessi invece richiedono autocontrollo, empatia ed intelligenza. Purtroppo, facendo una media, si incontrano più i buzzurri e psicopatiche che gente normale e, a volte, la pazienza si esaurisce. Comunque, no, non ho mai incontrato la Perrette.

Come ti prepari per impersonare Abby Sciuto e cosa ti piace di più del tuo lavoro come sosia?
Non serve una preparazione: mi vesto e sono pronta. Ho molti vestiti uguali agli abiti di scena indossati da Pauley Perrette ma si tratta di pure coincidenze: se ci fai caso, i brand che si rivolgono ad una clientela alternativa, hanno tutti, bene o male, gli stessi prodotti o simili fra loro. Troverai tanti altri goth vestiti come me. Quello che mi piace è che posso essere me stessa e che decido io se accettare o meno una proposta di lavoro. Il 90% delle offerte vengono respinte. Alla fine per me è più un hobby quindi ho maggiori possibilità di scegliere in base ad una serie quasi infinita di criteri e simpatie: se qualcuno si pone in modo arrogante, prepotente, da divinità in Terra, per me non risulta una buona opzione di collaborazione e “l’adieuuuuuuuuu” è istantaneo. Non mi interessa quanto tu sia famoso: se a livello umano le nostre personalità ed il modo di lavorare non sono compatibili, non intendo avviare nessun tipo di attività professionale che ci coinvolga. La mia esperienza mi ha insegnato che rispetto, comunicazione e collaborazione sono essenziali per la buona riuscita di ogni progetto.

Come gestisci le situazioni sociali e come ti prepari agli eventi?
È facilissimo: mi faccio dire dove si tengono e poi vado da un’altra parte che non sia infestata da gente ahahah scherzo. Sono una persona che valorizza le relazioni profonde perciò mi piace osservare, ascoltare, riflettere ed usare l’istinto per capire chi ho davanti. Pur essendo riservata, introversa e dotata di scarsa fiducia nelle persone, dopo aver tratto le mie considerazioni, riesco ad essere molto socievole, cordiale e divertente. Risulto addirittura simpatica. Dipende sempre ovviamente da chi ho davanti. Cerco comunque di limitare le mie interazioni sociali a quelle strettamente necessarie e tento di scegliere quelle giuste in modo da poter conservare la mia energia e la mia sanità mentale. A volte ho avuto piacevoli sorprese partecipando a serate ed eventi ma capita raramente. Troppo raramente.

Sei una persona dai mille talenti, musicista, poliglotta, fotografa, tatuatrice, stilista, modella e illustratrice, nonché preparatrice meccanica al bisogno. Quale di questi aspetti ti rappresenta di più?
Senza dubbio illustratrice. Disegno da quando ero bambina ed ho continuato negli anni cercando di apprendere, da autodidatta, il maggior numero di nozioni possibili che potessero aiutarmi a migliorare. Un foglio o una tela bianchi sono la base di un mondo che posso creare a mio piacimento, senza interferenze esterne che abbiano facoltà di dirmi a cosa io possa o non possa dare vita. Purtroppo, tanta gente è persuasa di avere potere decisionale sulle cose e le azioni di perfetti sconosciuti, come se fosse un proprio diritto. Sfortunatamente i social hanno potenziato questa visione distorta. Ci sono soggetti convinti di poter dire a chiunque, ogni fesseria che passa loro per la testa e nei modi peggiori, solo perché hanno una tastiera sotto le dita artritiche. Tanto per darti qualche esempio… Una volta, agli inizi, ero proprio alle prime armi, feci un ritratto di Hillary Clinton, fra l’altro uno dei più belli che mi siano usciti, ed un utente si sentì in diritto di insultarmi perché non gradiva la figura politica della signora. Per dispetto ne disegnai un altro ahahah. Capitò anche per personaggi sportivi. Queste reazioni negative e spropositate che nulla avevano a che vedere con giudizi sul mio lavoro, mi hanno fatto riflettere sulla libertà di espressione che un artista dovrebbe poter avere (ora non che io sia un’artista ma hai capito cosa intendo). Ritengo che certi individui abbiano seri problemi comportamentali e mentali. È accaduto anche che followers abbandonassero il mio profilo Instagram apostrofandomi come la peggiore delle criminali perché avevano scoperto che tifo una squadra di calcio piuttosto che un’altra, un team di football americano invece di un altro. Un tizio poco equilibrato scrisse sotto una foto del mio elmetto autografato dalla squadra dei New Orleans Saints “prima mi piacevi ma questa non te la faccio passare”. Pensavo scherzasse. Di solito su certe cose ci si prende in giro mentre questo qua era incazzato come un ghepardo. Mi sono resa conto che diceva sul serio quando ha iniziato ad insultarmi in ogni modo e maniera ed a quel punto mi sono sentita in dovere di metterlo al suo posto. “Non te le faccio passare” ahahah a certi bisogna veramente fare i complimenti per la (malriposta) autostima perché pensano seriamente di essere fondamentali ed avere voce in capitolo nella vita di gente che non sa neanche chi siano. Tornando al mio lavoro… Creo principalmente per clienti che vivono all’estero. Canada, Stati Uniti, Germania, Olanda, Albania… Un po’ ovunque. Passo dal disegnare animaletti carini e pucciosi a demoni e yokai intrisi di malessere e cupezza. Una delle mie opere tenerelle è finita in una collana di libri per bambini a tema inclusione, il cui ricavato viene utilizzato per aiutare i piccoli in sedia a rotelle. I libri parlano della tartaruga Helix, animaletto realmente esistito ed impossibilitato a muovere le zampe posteriori, al quale Randy, il suo padrone, costruì una sorta di piccolo deambulatore/carriolino per permetterle di potersi spostare ed avere una vita normale. Randy è l’ideatore dei libri e fondatore della Helix Wheels Foundation che come dicevo prima si occupa di sostenere ed aiutare i bambini in sedia a rotelle che incontrano spesso barriere architettoniche e non. Recentemente la fondazione ha contribuito alla costruzione di una rampa per uno di questi piccoli. Sono soddisfazioni. Quando Helix morì, io che la seguivo su Instagram, rimasi malissimo e decisi di omaggiarla con un disegno che la rappresentava in mezzo alle nuvole libera e sana, con le ali, mentre si avviava verso l’arcobaleno. A Randy ed ai followers piacque talmente tanto che mi chiese di poterlo inserire nei libri. In un paio di occasioni, anzi tre in realtà, i Mayhem, nota band black metal norvegese, pubblicò sul proprio profilo Instagram ben tre dei miei quadri ispirati a Pelle Ohlin e Øystein Aarseth rispettivamente Dead e Euronymous, membri scomparsi del gruppo. Il mio preferito era una Pietà di Michelangelo rivisitata in chiave oscura, nella quale i due musicisti erano ritratti in una foresta notturna innevata, al chiaro di luna. Titolo “Freezing Moon” ovviamente… Tempo fa dedicai un ritratto ad Olvido Gara Jova, nota professionalmente col nome Alaska ed un mio amico cantante che è il suo figlioccio glielo mostrò con molto orgoglio. Da poco ho ripreso a creare orsetti e creature creepy. Riguardo ai tatuaggi, ho seguito il corso esclusivamente per interesse personale: non mi sento adatta a tatuare le persone perché richiede una grande interazione ed una pazienza che in coscienza so di non possedere. Soprattutto in certi casi. Quindi niente studio e niente lavori per estranei. Disegni si, sicuramente, ma chi me li commissiona deve trovarsi un tatuatore. Possibilmente uno/a bravo/a perché mi è capitato un paio di volte di creare lavori molto molto belli (a detta di professionisti) e poi vederli massacrati una volta impressi sulla pelle dei clienti da altri tatuatori.

Si può dire che sei diventata famosa sul web tuo malgrado, raccontaci qualche episodio.
Una delle cose più strane che mi siano capitate all’inizio dell’avventura Abby Sciuto, è stata quando una supporter della serie ha creato una fan page dedicata a me con l’intento di trovarmi o rintracciare qualcuno che mi conoscesse. Tipo “Chi l’ha visto”. Un giorno mi scrisse un amico olandese dicendo che una ragazza belga mi cercava disperatamente ed aveva aperto una pagina su Facebook. Aveva decine di foto che mi aveva scattato in giro per festival goth e chiedeva a chiunque fosse stato presente agli eventi mie notizie finché alla fine si imbatté in questo mio amico, tipo dopo due anni di ricerche, porella. Lui mi inviò un messaggio mostrandomi tutto il lavoro di questa ragazza che si chiama Michelle R. e pensai che per quanto ritenessi incredibile e strana la cosa, avrei dovuto dimostrarle il mio apprezzamento e la mia gratitudine per il suo interesse nei miei confronti ma soprattutto chiederle “perché diavolo non sei mai venuta a parlarmi ai festival??? Non avresti fatto prima???” La pagina in poco tempo raggiunse 50.000 follower. Poi 60.000, poi 90.000 e poi qualcuno la hackerò ed iniziò ad utilizzarla promuovendo attività illegali che nulla avevano a che vedere con la mia persona, utilizzando il mio nome e la mia immagine. Venivano caricati contenuti pornografici e gli utenti venivano invitati a cliccare su link per accedere a chissà quale altro tipo di truffa. A me che non ci fosse più la pagina fregava niente, ma feci denuncia di furto di identità alla locale Compagnia dei Carabinieri, fra l’altro molto molto gentili e disponibili, perché questi luridi usavano la mia pagina e la mia immagine per pubblicizzare il loro bieco business. Mi dispiaceva per Michelle così la aiutai a creare una pagina nuova dalla quale ogni tanto passo per un saluto o una chiacchiera con gli iscritti. Le mie foto hanno fatto il giro del mondo a mia insaputa nel corso degli anni e continuano a farlo: ne ho trovate su siti francesi, americani, russi, asiatici, recentemente su un sito arabo dedicato ad Abby Sciuto. Purtroppo ci sono persone disoneste che si impossessano delle mie foto e si fingono me online. Mi è capitato di vedere anche orrendi fotomontaggi di pessimo gusto creati ovviamente senza il mio consenso, che mi ritraggono in situazioni inappropriate non reali. Mi sento frustrata quando vedo che le mie foto e quelle di tante altre persone vengono utilizzate in modo non consono e senza autorizzazione. Stiamo ancora aspettando leggi a riguardo… Ora poi con la AI… La cosa preoccupante è che gente dotata di idiozia naturale utilizzi l’intelligenza artificiale… Non si mette bene. Comunque ricordate: io utilizzo UN SOLO account Instagram, UN SOLO canale youtube che si chiama One More Crime, ed ho un profilo Facebook privato che conta 113 amici sul quale NON aggiungo sconosciuti. Poi c’è la fan page di Michelle.

Cosa ti ha sorpresa di più della tua esperienza come persona famosa?
La superficialità dell’ammirazione. In generale. È sorprendente e molto molto inquietante come le persone possano ammirare o meno qualcuno senza conoscerlo. Si basano solo sull’immagine, sulla rappresentazione mediatica, senza sapere nulla della persona reale. A volte addirittura si convincono che la gente sia come la immaginano loro. L’apprezzamento dovrebbe essere basato sulla conoscenza e sulla comprensione di una persona non per come appare o non appare. È fondamentale ricordare (quasi nessuno lo fa) che le persone note, sono prima di tutto esseri umani, con i loro difetti, le loro debolezze, possono avere lati oscuri o essere soggetti totalmente negativi. Non ho mai capito ed accettato la cieca approvazione. Altra cosa negativa, il risvolto della medaglia. Gente che magari hai incontrato una volta o addirittura mai, che inventa maldicenze sul tuo conto. Storie assurde che anche ti conosce da 5 minuti capisce si tratti di grandi frottole e pure raccontate male. A volte capita di incontrarli nella vita reale. Mi è successo e mi sono divertita un mondo. Ero ad un concerto e ad un bel momento notai questa tizia, che mi diffamava sui social (ancora devo capire il motivo visto che neanche la conoscevo e non ci avevo mai avuto a che fare) ed alla quale non avevo mai dato né peso né risposte, poco lontano da me con un gruppetto di amici. Mi avvicinai e le dissi “Ciao. Finalmente ci incontriamo”. Mi arrivava all’ombelico, sembrava la sorella sfortunata di Gollum e tremava come una foglia. È soddisfacente vedere quanto minuscoli e privi di palle siano senza le loro magiche tastiere. Poi ci sono quelli che con gli altri si spacciano per tuoi amici e non lo sono affatto. Magari sai chi sono, magari sono conoscenti e se li hai tenuti a distanza è per tante buone ragioni. Così si incarogniscono, perché vogliono per forza far parte della tua vita e inventano storie negative e maldicenze. Ce n’è uno in particolare sul quale ebbi (anzi, Abby ahahah battutona), subito sospetti. È un bugiardo patologico tremendamente invadente ed il tipo di persona alla quale non puoi raccontare nulla senza che nel giro di 5 minuti si sappia in mezza Italia, ovviamente nella versione debitamente modificata a suo piacimento. Così pensai di raccontare solo a lui qualcosa di falso, con la certezza che sarebbe saltata fuori. E così fu. Gli parlai di una persona totalmente inventata. Dopo poco tempo venne a dirmi che un suo amico conosceva questa persona e me ne parlò malissimo. Che gente imbecille.

Hai avuto molte occasioni per fare il salto verso il grande pubblico ma non le hai mai volute sfruttare: da cosa sono dipese queste scelte?
Posso essere sincera? Perché non me ne frega un cazzo. A me interessa essere serena, stare bene ed aiutare agli altri. Essere più o meno nota non è qualcosa che rientra nei miei desideri e nella quale veda un miglioramento qualitativo per la mia esistenza, soprattutto se in cambio devo cedere anima, tempo e pazienza: tre cose per me fondamentali che intendo difendere a spada tratta contro qualunque nemico intenda impossessarsene. Tu mi conosci abbastanza da poter confermare che sto dicendo esattamente quello che penso. Fra l’altro, come dicevo prima, la maggior parte della gente è sgradevole, diciamo che non condivide i miei valori di rispetto e civiltà ma si pone in modo brusco, insensibile, villano senza curarsi minimamente dell’impatto delle proprie parole sugli altri. Oppure, come penso io, l’effetto di quell’impatto è noto e lo fanno apposta per nuocere al prossimo. Io resto dell’idea che bisogna essere positivi e costruttivi nelle interazioni con gli altri. Quindi, maggiore è la capacità del cesto, più mele marce rischi di trovare al suo interno. Non mi piacciono i compromessi, il mio spirito non è in vendita e nemmeno quello che di materiale c’è intorno. Per questo ho “perso” secondo la visione di tanti, varie copertine ed occasioni, andate a donzelle che le hanno ottenute concedendo favori di varia natura, soprattutto fisica (lo so per certo, parlo solo di fatti e persone che conosco). Tanta, troppa gente per 5 minuti di popolarità è disposta a fare qualunque cosa anche se ciò significa compromettere integrità e dignità, sempre ammesso che ne sia provvista. Per come la vedo io, non ho perso proprio niente. Ho solo lasciato gli ossi ai cani. Penso ci sia un problema nella società, soprattutto negli ultimi 20 anni. Le persone senza talento, soprattutto donne, possono facilmente spacciarsi per artiste grazie alla visibilità offerta dai social, complice qualche foto senza veli scattata male da uno scappato di casa che a sua volta si spaccia per fotografo… Dovrebbe essere vietato compensare la mancanza di talento e competenza con la sagra di tette e culi che crea soltanto una cultura di superficialità e mancanza di rispetto per l’arte e gli artisti veri che meritano di essere riconosciuti ed apprezzati per il loro lavoro, per i sacrifici compiuti nel corso degli anni e per il contributo che portano nel mondo. Del resto si dà più importanza a fama e visibilità che alla sostanza. E parlo da spettatrice, non sono un’artista io. In fondo che faccio? Suonavo 4 strumenti prima di fratturarmi male due dita, imbratto fogli e tele, creo abiti d’epoca, tatuo “pelli sintetiche”, sputo veleno sulla gente di merda, somiglio ad una tizia famosa. Qualunque fesso può farlo. Nothing special. Secondo me un artista è qualcuno che crea qualcosa di unico ed originale esprimendo la propria visione e sensibilità attraverso la sua opera. Non necessariamente deve essere un pittore o un musicista. Può essere chiunque crei qualcosa che abbia un impatto estetico o emotivo sugli altri. Ad esempio per me possono essere artisti un parrucchiere o un pasticcere che apportano creatività ed originalità col loro lavoro. Ho visto cake designers autori di vere opere d’arte che non mangeresti per non rovinarle. L’arte deve avere come dicevo prima, un impatto emotivo. Deve essere in grado di evocare emozioni, far riflettere e penso che sia presente in molti aspetti della vita quotidiana. Tornando al salto verso il grande pubblico, il successo e la fama sono due cose ben distinte e differenti. Il successo è un risultato favorevole, la buona riuscita di qualcosa, il riconoscimento da parte degli altri dei propri meriti o l’approvazione del proprio operato da parte di un vasto pubblico. Devi aver fatto o saper fare qualcosa per meritarlo. Ed è quello che interessa a me. La fama è la reputazione largamente diffusa di una persona e può raggiungerla davvero chiunque, anche senza saper fare un tubo e non necessariamente per motivi positivi. Pensiamo ai casi umani in tv e sui social, agli assassini, ai serial killers… Continuo a vedere gente, soprattutto donne, che hanno creato Fan Page dedicate a stupratori, torturatori, pedofili, assassini della peggiore risma. Organizzano tributi, feste di compleanno per pericolosi criminali deceduti, grazie a Dio, da decenni… Ma che hanno in testa? Mi piacerebbe tanto vederle mezza giornata in mano ai loro idoli: non credo ne sarebbero liete… E sono le stesse che scrivono post contro gli uomini ed il patriarcato sui social… Stupide e ridicole. Full.

Rientri nello spettro autistico. Come vivi la tua neurodiversità?
È lui che rientra in me ahahah E sono pure ADHD. Le cose a metà non si fanno in queste lande. Tralasciando gli scherzi, è una parte fondamentale della mia personalità e della mia esperienza di vita che mi ha permesso di sviluppare abilità particolari e che a volte mi congela le abilità basilari. Ad esempio posso scrivere la partitura di un pezzo mentre lo ascolto ma, lo stesso giorno, non essere capace di usare una forchetta per mangiare. A volte, se mi trovo in un ristorante riesco a seguire contemporaneamente le conversazioni dei commensali di 5 tavoli e lo stesso giorno ascoltare una sola persona parlare e non capire le parole perché mi arrivano solo suoni che non riesco a decodificare. In certi momenti è un vero casino ma lo vivo come un aspetto unico e positivo della mia identità e mi ha anche insegnato a trovare soluzioni creative ai problemi, ad essere più empatica, comprendere meglio le persone diverse da me. Mi permette di vedere le cose da prospettive differenti ed avere una maggiore attenzione per i dettagli. Penso sia fondamentale accettarsi piuttosto che cercare di cambiare o nascondersi. Io mi piaccio un beeeeeeeel po’.

Facebook, instagram e un consistente numero di followers, in che modo ti ritieni diversa dal resto dei content creator?
Ah sono una content creator? Pensavo di essere una che butta foto su Instagram quando ne ha voglia ahahah. Posso dirti che le persone che mi seguono lo fanno per come sono e ciò che rappresento. Mantengo la mia personalità autentica e genuina ed il mio modo di essere e di vedere le cose ad ogni costo. Non cerco di fingermi qualcun altro. Già mi tocca sembrare qualcun’altra, direi che basti ed avanzi. Alle persone piace sapere e vedere cosa fanno i loro beniamini (non che io sia una beniamina ma è così che vengo trattata perciò mi permetto di usare questo termine) io mi occupo di animali, piante, cucina, cucio orsi di peluche, mi sono riappassionata al fitness, faccio varie cose e le condivido. Chiedo consigli, ne dò, coinvolgo naturalmente le persone, spiego cose, mi faccio spiegare cose… Le persone non sono numeri alle quali appioppare cosmetici e vestiti (ed io ho pubblicizzato noti brand di abbigliamento Dark/Gothic ed un paio di case cosmetiche oltre ad una nota casa editrice che pubblica e distribuisce giochi da tavolo e giochi di ruolo ed altre aziende). Alcune sponsorizzazioni le ho rifiutate perché i prodotti erano veri e propri bidoni. Altri erano dannosi per la salute. Io non truffo la gente. Vedo una marea di influencer e pseudo tali, pubblicizzare quella stessa roba e venderla pure. Per me sarebbe disonestà proporre schifezze e spacciarle per oro colato. Le persone sono persone e voglio che chi viene in contatto con me, si senta bene accolto, a proprio agio ed al sicuro, protetto da me, dagli altri membri della community e motivato a rimanere. Sicuramente tanti arrivano per curiosità, per vedere il fenomeno da baraccone che somiglia alla tipa stramba di una serie tv, poi però conoscono la vera tipa stramba (che sono io) e restano per me. Quindi bye bye Pauley Perrette ahahah. Varie volte mi è stato detto “ma tu sei Abby nella vita reale” e non posso dar loro torto. Sono una persona curiosa ed amo imparare nuove cose. Cerco di condividere questa curiosità con la mia community che chiamo affettuosamente “L’armata dei pipistrelli” promuovendo valori e conoscenze sane e positive affinché le persone si sentano ispirate e motivate ad essere la loro versione migliore ma soprattutto sé stesse. Mi piace creare un ambiente rispettoso ed inclusivo nei confronti dei membri della mia comunità, indipendentemente dalle loro differenze, che sia accogliente e sicuro per tutti. Cerco di utilizzare la mia piattaforma per fare del bene ed aiutare gli altri. Voglio lasciare un impatto positivo sul mondo e fare la differenza nella vita delle persone e degli animali.

Una personale visione dei valori della vita che va in netto contrasto con la corrente moderna: quanto e quale peso hanno per te onestà intellettuale e valori morali?
L’onestà intellettuale è fondamentale per me. Mi permette di prendere decisioni che siano in linea con la mia coscienza ed i miei valori. È la base della credibilità e della fiducia. Se non siamo onesti con noi stessi e con gli altri anche quando la verità è difficile da accettare, non possiamo costruire relazioni interpersonali solide e durature. Per come la vedo io, i valori morali sono universali e dovrebbero essere rispettati da tutti. La compassione, la giustizia, la responsabilità, il non essere in vendita, sono alcuni esempi di qualità che considero primarie. I valori fanno distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è. Permettono di essere una persona della quale gli altri possano fidarsi e di lasciare un impatto positivo sul mondo. Un sito americano, in un articolo che mi riguardava, mi definì un “positive role model”. Lo vogliamo creare un mondo migliore sì o no? Non “a chiacchiere” come dice Checco, ma con l’azione. A me è capitato varie volte, anche in modo sgradevole, ove costretta, di “spiegare” a certi personaggetti come stare al mondo. Ricordo una ventina di anni fa, una fotografa rientrò piangendo in agenzia. Avrebbe dovuto scattare delle foto ma il lavoro saltò perché il principe dei set la squadrò e le disse disgustato “io con la gente grassa non lavoro”. Tre anni dopo ebbe una brutta sorpresa. Le nostre strade si incrociarono professionalmente e fu costretto ad apprendere una gran bella lezione di vita quando qualcuno gli disse “io, con gli stronzi, non lavoro”.

C’è qualcuno nel tuo ambiente con il quale ti sei trovata particolarmente bene professionalmente?
Senza ombra di dubbio ti rispondo Roberta B. Non vuole che si dica che è una fotografa dallo straordinario talento e neppure che si parli di lei. È una persona riservata, una vera artista con un occhio incredibile per i dettagli e la capacità di catturare l’essenza di ogni modella/o. La sua premura, la sua gentilezza, la sua dolcezza, hanno trasformato il nostro lavoro in un’amicizia che dura da anni. Persona rara. Sono fortunata ed onorata di potermi definire sua amica. Insieme abbiamo fatto lavori bellissimi e di qualità. Un altro fotografo che stimo molto è Youness Taouil, ragazzo dall’educazione formidabile, dotato di grande creatività, professionalità e tatto. Entrambi sono belle persone che mettono gli altri a proprio agio, premurosi, nonché ottimi professionisti dai quali c’è molto da imparare.

Hai un canale true crime su youtube. Cosa ti ha spinta a crearlo e ad interessarti all’argomento?
La richiesta è arrivata dai miei followers e si è protratta per diversi anni. Mi dicevano che sarebbe stato interessante un canale sul quale Abby Sciuto raccontasse storie di crimini e delitti tuttavia non sono mai stata dell’idea che fosse un progetto che mi appartenesse così non l’ho mai preso in considerazione fino a qualche mese fa. Così è nato One More Crime. Dopo un video di prova della durata di poco più di 10 minuti, ho pubblicato 4 casi che hanno coinvolto ed interessato molto chi li ha guardati. Tendo a trovare storie meno conosciute per non ripetere fatti già sentiti mille volte da altri. Ho avuto ottime critiche. Un utente mi ha scritto che segue molti canali del genere, sicuramente più attrezzati (location, editing, ecc.) ma spesso privi di coinvolgimento emotivo. Canali che curano l’estetica, di solo racconto, il più delle volte omologato e ripetitivo. Il mio l’ha trovato semplice ed essenziale, come pochi, ed è sicuro che crescerò nel tempo. Ha apprezzato gli approfondimenti, importanti per avere idee chiare su fatti e personaggi coinvolti ed il mio “giudizio” sui comportamenti a fatti oggettivi, senza preoccupazioni riguardo al politicamente corretto delle varie correnti culturali a senso unico. Il commento è visibile sotto al caso del “Delitto di Carnevale”. Il mio punto di forza, quello che più piace, restano le mie impressioni personali sui soggetti coinvolti nei casi. Politicamente corrOtto free. Peccato che dopo 4 storie io mi sia fermata ahahahah Continuano a chiedere quando ne racconterò altre. Dovrei farlo. Ne ho varie già pronte ma per qualche motivo non ho mai la spinta per ricominciare. Si dice che la fase più dura sia la ripartenza. Vedrò di superarla.

Veganismo e sport: come riesci a far collimare le due cose?
Per quanto mi riguarda (poi ognuno è libero di mangiare come preferisce), l’alimentazione vegana può essere molto benefica sia per gli atleti che per i pigri. Molte persone che mi hanno chiesto informazioni e si sono “convertite” riferiscono che la loro salute è migliorata e si sentono decisamente bene. Il gran numero di noti atleti veg testimonia la falsità delle innumerevoli fesserie che ancora si raccontano, un po’ per ignoranza, un po’ per comodità, sulla dieta vegana. Le sorelle Williams tenniste, Patrick J. Neshek giocatore di baseball, Fiona Oakes maratoneta bomba, Patrik Baboumian body builder, Keith Holmes pugile, Brendan Brazier noto per la sua capacità di resistenza e per le imprese sportive nel Triathlon, sono solo alcuni sportivi che seguono un’alimentazione cruelty free. Nel mio caso assumo alimenti che siano ricchi di proteine, carboidrati e grassi sani. Esistono numerose ricette veg che possono sostituire la carne utilizzando il seitan (il mio preferito in assoluto) il tempeh e il tofu fornendo allo stesso tempo benefici nutrizionali aggiuntivi. Riso integrale e patate per assumere carboidrati e frutta secca come noci, arachidi (ottimo il burro al naturale senza aggiunte di nessun tipo), pistacchi, mandorle etc. In questo periodo la mia mission è aiutare più gente possibile a recuperare prima di tutto la salute e poi la forma fisica. OVVIAMENTE GRATIS. Quindi se qualcuno/a è interessato/a si faccia avanti. Tratto anche mangiacadav….. ehm onnivori. L’idea mi è venuta vedendo la proliferazione di account di personal trainer/nutrizionisti che non sembrano avere le competenze necessarie o anche se le hanno (cosa ancora peggiore) giocano molto sul far ottenere risultati a poveri malcapitati in tempi lunghi per guadagnare più denaro del dovuto perché si fanno pagare ed anche tanto. L’altro giorno mi sono imbattuta in un profilo che mostrava i “progressi” di una cliente e mi è venuto da piangere… Sta poraccia ha speso 120 euro al mese per perdere 10 cm di girovita in due anni. Due anni porca miseria. 2880 euro buttati nella tazza del cesso. Io ho perso 7 kg in quasi 6 settimane. Ma di che stiamo parlando? E vi fate anche pagare? Miserabili che sfruttate le debolezze e le necessità dei vostri simili. Io non sono un preparatore atletico e nemmeno un dietologo né un nutrizionista, i miei sono solo consigli gratis. Però vi avviso… il programma che seguo mi è stato dato anni fa da un amico, sergente del corpo dei Marines degli Stati Uniti. Seriamente, non scherzo. Ci vuole un po’ di impegno.

Accanto alle peculiarità artistiche ti sei sempre impegnata anche nel sociale, ma non “a caso”, vuoi raccontarci qualche causa che hai appoggiato?
Grazie per questa domanda. Come già detto faccio in modo che la mia popolarità possa essere al servizio della comunità. Può sembrare un controsenso dal momento che in questa intervista ho palesato la mia antipatia verso la maggior parte della popolazione mondiale ma non lo è. Conoscendo ed avendo sperimentato il mondo, semplicemente me ne tiro fuori, ma non sono egoista. I misantropi non si trovano nella solitudine, ma nella società: è vivere la vita ed interagire con gli altri a rendere questi ultimi sgradevoli e sgraditi. Aggressività, ipocrisia, stupidità, ignoranza, mancanza di empatia e comprensione, la prontezza nel giudicare e criticare gli altri, la mentalità ristretta come un maglioncino infeltrito, la mancanza di autenticità, la tendenza a seguire la massa senza pensare con la propria testa (ammesso che se ne abbia una), devo continuare? Una grande percentuale di gente vive in questo modo. E poi sono io la strana… Anche se il disprezzo verso questi comportamenti e chi li attua avrà sempre più argomenti, non abbandono un filo di speranza e questo mi permette di non inaridire come essere umano. Preferisco mantenere i miei standard ed evitare azioni che mi fanno sentire a disagio solo perché tutti le compiono e le considerano normali e magari anche da fighi. Poveretti. Insomma… sono quella che lancia il sasso, ti fa vedere entrambe le mani e ti dice “sono stata io perché sei stronzo”. Tornando alla tua domanda, la beneficienza e l’impegno sociale per me sono atti silenziosi non esibizioni, perché la vera generosità e la cura per il prossimo non cercano riconoscimenti e lodi. Sono stata coinvolta in progetti di assistenza e supporto ai bambini malati, vedendo come i loro problemi di salute influiscono sulla loro vita e quella delle loro famiglie ed ho cercato di fare la mia parte per aiutarli a superare e, nei casi senza possibilità di risoluzione positiva, assisterli nelle difficoltà fino all’ultimo. Ricordo in particolare due bambini. Il piccolo Dez, noto all’epoca come “l’altro Charlie Gard” che a solo 1 mese, aveva subito un intervento chirurgico al cuore appena nato. Il raro difetto cardiaco congenito che gli era stato diagnosticato è chiamato Total Anomalous Return of Venous Pulmonary (TAPVR). L’ospedale, che dovrebbe fornire assistenza medica e curare anche chi non può guarire, aveva proposto troppo facilmente di “mettere a dormire” (per sempre) il piccolo malato. Se i genitori non accettano, li dimettono o rifiutano di ricoverarli. La famiglia ha faticato moltissimo a trovare un ospedale disposto a tenerlo. È stata una vera Odissea, abbiamo smosso anche i diavoli dell’inferno, raccolto fondi, contattato luminari, io addirittura Pfizer Inc. che tramite il suo rappresentante si è dimostrata disponibile a fornire informazioni utili. Tanta, troppa gente, diceva che stavamo facendo accanimento terapeutico su un neonato spacciato in partenza. Per farla breve, è finita che oggi Dez ha 8 anni e vive quasi normalmente. Alla faccia di quelli che non vedevano l’ora di sotterrarlo. Tu di questa storia sai parecchio e sei testimone. Racconto anche della piccola Allie perché ho accenato prima che sono tifosa del football team New Orleans Saints e che ho ottimi motivi personali per esserlo. Allison era una bimba incredibile, supporter sfegatata di questa squadra e mia fan, che ho avuto l’onore ed il privilegio di conoscere ed accompagnare durante la sua malattia terminale. Prima di morire mi ha lasciato il suo elmetto autografato dei Saints in segno di amicizia e stima, perché lo custodissi e continuassi a sostenere il suo football team preferito come avevo sostenuto lei. Li amava con tutta sé stessa e questo dono speciale è un ricordo prezioso, anche se doloroso, di lei, della sua forza, e della sua determinazione. Lo porterò con me nella tomba. “Black and gold ‘till I am dead and cold”. Who dat? Ho partecipato a campagne di sensibilizzazione per i diritti civili ed iniziative per incoraggiare la gente a non girarsi dall’altra parte davanti ad atti deplorevoli come la violenza domestica e gli assalti sessuali. Sono onorata ed orgogliosa della mia partecipazione qualche anno fa, alla campagna “NO MORE” promossa da Mariska Hargitay, il detective Olivia Benson in Law & Order SVU, e di essere apparsa vicino a lei sul profilo Instagram dell’associazione Hestia che offre servizi di supporto alle vittime di violenza domestica a Londra e nel Sud Est, inclusi rifugi, case sicure e supporto comunitario. È stata un’esperienza incredibile ed emozionante essere parte di un movimento che cerca di diffondere consapevolezza su questo problema e sull’importanza di sostenere le vittime e lavorare per creare un mondo più sicuro nel quale chi vede atrocità non distolga lo sguardo ma agisca nel modo giusto. Un’altra causa che mi sta particolarmente a cuore è la lotta al bullismo e cyberbullismo. Ho visto e vissuto l’impatto devastante del bullismo sulla vita delle persone, soprattutto sui più giovani e cerco di fare la mia parte per contrastare questo schifo. Ritengo fondamentale promuovere la cultura del rispetto, dell’inclusione e lavorare per creare un ambiente nel quale tutti si sentano al sicuro e valorizzati. Mi occupo anche di protezione, salvataggio e tutela degli animali.

Come descriveresti la tua esperienza col bullismo e chi ti ha supportato durante questo periodo difficile?
È stata un’esperienza tremenda che mi ha accompagnata per diversi anni, anche sui posti di lavoro, tranne in un paio di casi. Quando una persona è gentile, civile, garbata, diventa bersaglio di cattiverie, brutte azioni, derisione, semplicemente perché alcune persone si sentono inferiori e non hanno mezzi per affrontare i loro problemi perciò si rifanno sugli altri sperando di sentirsi forti e valorosi. Alcuni invece si sentono superiori a chiunque ma si comportano allo stesso modo. Diciamo che stiamo parlando di gente assolutamente priva di equilibrio, identità e personalità. Avrei innumerevoli episodi da raccontare, uno peggiore dell’altro ma la cosa più brutta è stata non avere aiuto e supporto da nessuno degli educatori/insegnanti/direttori d’istituto: se il figlio di una giudice, il figlio di un noto medico, la figlia di una giornalista e tutta l’allegra cricca degli sfigati ti fa qualcosa di male è chiaramente colpa tua, povera comune mortale. I primi a fare schifo erano i genitori. Non scherzo, ti racconto solo un aneddoto per farti capire il livello di questi altolocati personaggi della società bene. Una mia capricciosissima e viziata compagna di classe (15 anni) aveva perso decisamente la brocca per il suo istruttore di tennis che di anni ne aveva 30. La madre di questa, alla quale qualunque essere umano sano di mente meritevole di essere definito tale, avrebbe tolto la potestà genitoriale, andò a chiedere al malcapitato di mettersi con la figlia perché “non sopportava più le sue lagne”………. Pronto??? Whaattttt??? Ah dimenticavo… Il maestro di tennis era pure “amico di letto”, della madre… Così cominciai a studiarli tutti, uno per uno, storia per storia, segreto per segreto… Mi dette una grossa mano il super bullo della scuola, alla quale stavo simpatica, che mi fece un corso su come diventare “direttor dott. ing. gran ladr di gran croc pezz di merd lup mann figl di putt” ahahahah Ti faccio un esempio. Al rientro dopo le vacanze di Pasqua, una prof pose le solite domande sul come fossero andate le giornate di festa, sui pranzi etc. Quando mi chiese del menù io dissi che a casa mia la carne non la mangiavamo quindi niente agnello. Si sentì una voce dal fondo esclamare “che famiglia di handicappati” e scoppiare in una fragorosa e volgare risata seguita da altre risatine provocate in altri compagni scarsamente intelligenti. Mi alzai, mi girai verso questa che sembrava Tony Soprano sovrappeso con la parrucca da donna, capo bulla, e le chiesi sorridendo “Come sta tuo padre”? Calò il gelo. Avevo posto una semplice domanda, nel caso di questa carognetta, molto molto scomoda e, lo ammetto, veramente cattiva, che l’aveva messa in difficoltà, costringendola all’angolo. Trattare con i bulli è come giocare a scacchi con un piccione: per quanto tu sia bravo, bello, buono e ricco di qualità positive, il pennuto farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e se ne andrà zampettando impettito come se avesse vinto lui. Ecco cosa sono in realtà i bulli: piccioni scagazzatori. Senza offesa per i columbidi veri ahahahaah Quindi, tornando alla nostra partita… Non possiamo permettere che il piccione lesionato si senta il re del mondo perché non lo è affatto. Comportiamoci da falchi non da addestratori. Tornando seri… Non vedo azioni concrete da parte delle istituzioni per contrastare la piaga del bullismo. È necessario un impegno serio e coordinato da parte di famiglie, istituzioni, scuole, enti locali e forze dell’ordine. Le famiglie dovrebbero essere il primo luogo dove si insegna il valore del rispetto reciproco ma tante volte, purtroppo, guardi i genitori e capisci perché i figli siano dei fottuti selvaggi… Le campagne di sensibilizzazione servono a poco se il terreno è marcio… Io mi sono comunque presa belle rivincite.

Quali ritieni siano i tuoi punti di forza ed i tuoi punti deboli?
Le due cose coincidono. Sono una persona senza mezze misure e zone grigie. Per citare Pinhead, risulto “Demone per alcuni, angelo per altri”…

Come ti rilassi nel tempo libero?
Mi piace fotografare, visitare cimiteri monumentali e strutture abbandonate. Sono un’ottima cuoca, un’avida lettrice ed un’appassionata di wrestling.

Un messaggio sia per i tuoi follower sia per chi si è incuriosito?
Grazie a tutti i miei followers per il loro supporto ed in alcuni casi per la loro amicizia. Sono onorata di avere una community costituita da belle persone. Chi non è ancora salito a bordo, è invitato qualora volesse aggregarsi (con educazione, civiltà e rispetto altrimenti lo buttiamo fuori a calci virtuali nel popò ahahah). Voglio incoraggiare e sostenere tutti voi nel perseguire i vostri sogni ed obiettivi, dai più piccoli ai più grandi. Credete in voi stessi e nelle vostre capacità e non preoccupatevi troppo dei fallimenti: sono una parte naturale del processo di crescita. Restate autentici, curiosi, non smettete mai di imparare, siate forti, non abbiate paura di esporvi per le giuste cause, non indietreggiate davanti alle verità scomode, siate assetati di equità, rettitudine ed onestà. Non lasciatevi rovinare dallo schifo che divora il mondo: siate voi a rovinarlo. Una persona vale quanto la sua parola e le sue azioni.
https://www.instagram.com/abbysciutolookalike
https://www.youtube.com/@onemorecrime
Si ringrazia Selene Riot per la realizzazione dell’intervista.

La seguo da almeno 15 anni. Bella intervista, bella lei ma soprattutto una persona straordinaria, interessante, dai mille talenti, anche altri che non ha menzionato qui, una persona buona, di quelle che ti piacerebbe avere vicino nella vita, e lei per la sua community è sempre presente.
Aspettavo con ansia l’uscita di questa intervista (l’aveva annunciata sulla sua pagina Facebook) perché non ne rilascia facilmente e sono contenta di averla potuta leggere e di sapere nel dettaglio qualcosa in più sul suo conto. Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscerla molti anni fa su Myspace, social oramai defunto, quando la serie NCIS era appena uscita negli Stati Uniti ma lei era già Abby Sciuto nel mondo reale parecchio tempo prima…È rimasta la grande che è sempre stata. Le persone così sono rare e quando si trovano bisogna tenersele strette come se fossero tesori perchè è quello che sono.
“Tony Soprano sovrappeso con la parrucca da donna, capo bulla” mi ha uccisa ahahahahah Paula é una persona autentica che è già un personaggio di suo, senza bisogno di fare nulla. Per chi è, per com’è, per i valori che rappresenta, porta avanti e trasmette. Quando è il momento sa essere ruvida come carta vetrata ma solo se ci è costretta da comportamenti inappropriati. L’ ho incontrata due volte a Lucca Comics ed ho visto pochissima gente disponibile come lei a livello umano, non parlo di fare una foto ricordo. Lei si ferma a parlare, si interessa delle persone. Ci siamo ritrovate la prima volta che l’ho vista, verso ora di pranzo. Io ed il mio bimbo non trovavamo posto per mangiare, ci ha invitati al suo tavolo, ci ha offerto il pranzo, è stata fin troppo carina. Forse se leggerà il commento si ricorderà di me e Flavio. Ti mandiamo un bacio, se leggi Abby. Grazie di tutto.
Una donna di grande valore. La ammiro molto.
Una persona davvero incredibile, vera fonte di ispirazione, protettiva, di una gentilezza ed empatia rare e preziose. La conobbi anni fa su internet. Mio figlio, allora dodicenne, le aveva scritto il suo indirizzo per farsi mandare una foto autografata. Lei gli fece un cazziatone che ancora ricorda oggi a quasi 35 anni! Gli disse che il mondo era brutto e marcio, soprattuto un mondo nel quale le persone avevano maggiori possibilità di nascondersi, come quello di internet. Gli consigliò di guardare un programma che si chiamava Web of Lies. Gli disse che non avrebbe mai dovuto fidarsi di nessuno, soprattutto online, che lei avrebbe potuto essere un malintenzionato di qualunque genere. Quando tornai a casa dal lavoro mio figlio me ne parlò e decisi di scriverle per ringraziarla e dirle che il mondo sarebbe un posto migliore se la fuori ci fossero più persone come lei. Non mandò la foto, venne lei a trovarci. Di persona. Ancora la ricordiamo con tanto affetto gratitudine e rispetto. Ciao Abby.
Semplicemente la amo.
Non posso che trovarmi d’accordo con quanto è stato già scritto ed aggiungere che dovreste sentirla cantare: sembra Dolores O’ Riordan. La sentivo quando abitava vicino casa nostra e portava a spasso i cani. È una persona assolutamente unica nel suo genere. Particolare, sicuramente, ma in positivo. Nonostante piercings, tatuaggi ed abbigliamento che sono solo un’espressione della sua personalità ma che molti considerano, ancora oggi, nel 2025, segni pericolosi e minacciosi, tutti le chiedevano di fare la baby sitter ai propri figli. Ricordo in particolare una famiglia musulmana che aveva un’unica figlia e le permettevano di uscire solo con Paula. Frequentava anche casa loro e ne parlavano benissimo. Vedere quelle due ragazze in giro insieme era un pugno in un occhio ma scaldava il cuore.
Sono contenta di avere letto questa intervista. Non é vero che non le piace la gente, lei é una persona perbene, una creativa, un’anima luminosa e semplicemente si tiene lontana da soggetti sgradevoli. L’ho incontrata in Tirolo ed è molto simpatica e divertente. Una leader nata.
Non è uscita neanche la metà di quello che davvero è questa persona. Mondiale!!!!!!!!
Meno male che ci sono ancora persone come lei. La apprezzo moltissimo.
Persona bellissima. La seguo da molti anni.
I have a great deal of admiration for Paula. She’s a truly remarkable person, both personally and professionally , with a wonderful capacity for empathy. She richly deserves the success she has achieved. I’m deeply fond of her.